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SCENARIO 11 Dicembre Dic 2015 1346 11 dicembre 2015

M5s, le primarie a Bologna non placano lo scontro

L'apertura di Di Maio non convince. Paletti e norme per fare vincere Bugani. Mentre a Torino e Milano...

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Massimo Bugani e Beppe Grillo.

Alla fine le primarie per il candidato sindaco di Bologna si faranno. L'apertura è arrivata il 9 dicembre da Luigi Di Maio che ha scelto il salotto di Porta a Porta - proprio da quel Bruno Vespa che Beppe Grillo parafrasava con «chi striscia non inciampa» auspicando una Rai «devespizzata» - per dare l'annuncio: «A Bologna c'è Massimo Bugani», ha spiegato il membro del direttorio, «ma ricordo che fino al 21 dicembre c'è la possibilità di presentare liste alternative e tutti si possono candidare».
Dunque ha vinto la base che si era opposta a una candidatura dall'alto?
Per Marco Bosi, capogruppo M5s al Consiglio comunale di Parma, si tratta comunque di una buona notizia. «L'esigenza di votare tra liste la comprendo», spiega a Lettera43.it. «E la riapertura dei termini è positiva».
LA MOSSA DI CASALEGGIO. Eppure c'è chi non la pensa allo stesso modo. Ad avere vinto, spiegano alcuni attivisti di Bologna, «è Casaleggio. Ha giocato una buona mossa, ora tutti credono che il 5 stelle sia democratico».
«Hanno fatto una regola ad personam, ora nella notte salta fuori una legge per cui nei capoluoghi di Regione le liste vanno presentate entro il 21 dicembre», affonda su Facebook Lorenzo Andraghetti, che aveva sfidato Bugani, definito berlusconianamente da Di Maio candidato «naturale».
TERMINI AD PERSONAM. Il termine del 21 dicembre, secondo gli attivisti pentastellati, poi non sta né in cielo né in terra.
«La presentazione delle candidature deve essere effettuata, in orario di ufficio, dalle ore 8 del 30esimo giorno alle ore 12 del 29esimo giorno antecendenti la data della votazione. La commissione elettorale circondariale valuterà che la documentazione sia completa e corretta e comunicherà al sindaco e al prefetto, nonchè ai responsabili della lista, le decisioni in merito a ciascun candidato».
No, non lo sostiene un ribelle o un espulso ma il regolamento del Movimento 5 stelle.
LA LISTA DI INCANDIDABILI. Solo Bugani al momento ha una propria lista - tra l'altro con candidati incandidabili secondo il M5s come Antonio Landi, professione attore, già candidato nel 2011 nella lista civica vicina al centrodestra Bologna Capitale o Dario Pataccini, sospeso per sei mesi dall'Ordine dei giornalisti per lo scandalo del pagamento dei servizi televisivi da parte di alcuni consiglieri regionali e già candidato con il M5s nel 2013 ma anche con l'Idv nel 2009.
Se lo scandalo dei servizi a pagamento costò l'espulsione del consigliere M5s Andrea Defranceschi, a Pataccini è andata meglio visto che, nonostante tutto, ha trovato posto nella lista del candidato «naturale».
QUELLA SPINTARELLA A NICK IL NERO. A Bologna però si sa che Bugani con gli amici è generoso.
Lo dimostrano alcune mail che Bugani si scambiò con Defranceschi nel 2010 per raccomandare l'amico camionista Nicola Virzì - nome d'arte Nick il Nero - come videomaker in Regione Emilia Romagna. «Lui sta ancora sperando di poter avere un’entrata di 1.500 euro al mese dal Movimento per fare i video», scrive Bugani. «Se questa è anche la vostra idea dategli qualcosa prima che potete perché la situazione è davvero drammatica. Se invece non è la vostra idea, oppure semplicemente non è fattibile, diteglielo subito in modo che possa iniziare a lavorare come camionista e trasportatore».
Come andò a finire è cronaca: Nick il Nero lavora nello staff comunicazione al Senato alle dipendenze di Rocco Casalino con uno stipendio che si aggira - per sua ammissione - sui 4 mila euro lordi al mese.

Torino, Milano, Bologna: città che vai regola che trovi

Chiara Appendino.

Ma anche sulla presentazione delle liste collegate a un candidato - ribadita dal post del Blog repetita iuvant - le regole non sono chiarissime. La loro applicazione, se possibile, lo è pure meno.
Andiamo per ordine.
APPENDINO CANDIDATA PER ACCLAMAZIONE. A Torino - capoluogo di Regione - Chiara Appendino è stata candidata a sindaco per acclamazione. Nessuna consultazione online né 'tradizionale'.
E la squadra e i candidati consiglieri? Sono stati presentati in un secondo momento, come annunciato da Davide Bono, consigliere regionale ed esponente storico del M5s sotto la Mole.
LO STRAPPO DI BERTOLA. A candidarsi come vice di Appendino ci aveva provato un altro volto noto del Movimento torinese e non solo, Vittorio Bertola. Ma per questo è stato tacciato di «poltronismo» da molti attivisti. Alla fine Bertola ha deciso di non ricandidarsi, di lasciare la politica attiva ma di appoggiare comunque l''amica' Chiara nella sua corsa.
Da Torino a Milano, però, la musica cambia.
BEDORI E LE PRIMARIE 1.0. Già perché Patrizia Bedori ha vinto le primarie 1.0 - e cioè cartacee - con 74 voti. E sarà la candidata 5 stelle per Palazzo Marino.
I consiglieri però, come a Torino, saranno scelti in un secondo momento. «Perché noi siamo fedeli al regolamento al 100%», tengono a precisare alcuni attivisti. La lista poi sarà votata e il programma deciso in corso d'opera.
Dunque i vari meet-up cittadini possono adattare le regole come ritengono opportuno? Le liste devono o no essere presentate insieme con il candidato sindaco?
QUALCHE DOMANDA A DI MAIO. E perché Di Maio non ha dato un ultimatum anche per Milano e Torino?
Dubbi che restano. E che fanno sospettare che forse a Bologna siano state veramente poste regole ad personam per salvare capra e cavoli. E cioè Bugani e l'apparenza di partecipazione. La stessa sancita dagli articoli 4 e 7 del non Statuto.
Anche se c'è chi, tra i 5 stelle, pone un'altra questione: «Non è che chi ha sollevato la polemica contro Bugani in realtà manca di un programma politico alternativo e di una lista di persone pronte ad appoggiarlo?».

Twitter: @franzic76

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