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INTERVISTA 11 Dicembre Dic 2015 1610 11 dicembre 2015

Raffaele Guariniello: «Io in politica? Vedremo»

Il pm lascia in anticipo la magistratura: «Giustizia in difficoltà. Ho bisogno di un contesto che mi dia entusiasmo». E a L43 dice: «Scendere in campo? Vedremo».

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Raffaele Guariniello ha deciso di lasciare la magistratura in anticipo.
Ha presentato una lettera di dimissioni e ha dichiarato che abbandonerà il suo ufficio della procura di Torino «dopo Natale, ma prima della fine dell’anno, senza fruire delle proroghe che non mi convincono».
Il pubblico ministero, però, non è intenzionato a restare inattivo a lungo. Anzi.
Contattato da Lettera43.it non ha scoperto le sue carte. Ma la notizia è che non ha escluso un impegno in politica.
TOGHE IN PENSIONE A 70 ANNI: RICORSO. Con la decisione di lasciare la magistratura Guariniello, classe 1941, si è smarcato dai colleghi che hanno presentato un ricorso, accolto mercoledì 9 dicembre dal Consiglio di Stato, contro la riforma della Pubblica amministrazione varata nel 2014 dal governo Renzi. Quella riforma ha disposto l’abbassamento dell'età pensionabile dei magistrati da 75 a 70 anni.
I giudici amministrativi, però, hanno sospeso il provvedimento per le 84 toghe coinvolte, in attesa che il ministero della Giustizia e il Consiglio superiore della magistratura forniscano la documentazione necessaria per «valutare l’incidenza del loro pensionamento sulla funzionalità degli uffici giudiziari».
UNA CARRIERA IN PRIMA LINEA. La possibilità che l'incarico venisse in tal modo prolungato non ha entusiasmato Raffaele Guariniello, grande esperto in materia di tutela della salute e dell'ambiente, in prima linea in magistratura fin dagli Anni 70.
«Avrei persino accorciato i tempi», ha spiegato il pm, «ma ci sono ancora tanti procedimenti in corso che vorremmo chiudere». Ad esempio, l'unificazione delle inchieste sul caso Eternit.
IL MINISTRO ORLANDO LO RINGRAZIA. Le indagini di Guariniello hanno sempre suscitato un forte interesse pubblico. Dalle prime inchieste sull'archivio segreto della Fiat fino ai recenti fascicoli sull'olio d'oliva spacciato per extravergine e sullo scandalo Volkswagen. Nel mezzo, moltissime altre vicende scottanti: il rogo della Thyssen, l'eccesso di benzene nei carburanti, il doping nello sport e il metodo Stamina. Sua anche la proposta di istituire una Procura nazionale per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha detto che Guariniello «va ringraziato per il servizio prestato, collaborando in ultimo anche alla commissione sulle agromafie che ho istituito al ministero».
Ecco cosa ha detto il magistrato a Lettera43.it.

DOMANDA: Procuratore, cosa c'è nel suo futuro?
RISPOSTA:
Cosa c'è nel mio futuro non l'ho detto a nessuno e non lo dico nemmeno a lei (ride, ndr).
D. Perché ha deciso di dimettersi dalla magistratura?
R.
Non ho voluto seguire la strada delle proroghe. Il mondo della giustizia mi sembra in difficoltà.
D. In che senso?
R. La carenza di personale ha raggiunto livelli inaccettabili. L'inizio dei processi si posticipa di due anni e gli effetti della prescrizione diventano sempre più difficili da evitare. Io ho preferito anticipare la mia uscita di scena.
D. Ha anticipato, però, solo di pochi giorni. Non sarebbe andato comunque in pensione alla fine del 2015?
R.
No. Se la decisione del Consiglio di Stato che ha sospeso i pensionamenti venisse confermata, se passassero le proroghe, non si tratterebbe più di pochi giorni (Guariniello compirà 75 anni il 15 marzo 2016, ndr). Per quanto mi riguarda penso a un futuro in cui ci sia quello stesso entusiasmo che c'è in magistratura.
D. Ma lo sa che sui giornali si scrive che sarebbe già pronta per lei una consulenza?
R.
Davvero?
D. Sì.
R. Devo pensarci con molta calma. Da una parte sono ancora in piena attività, non penso di non operare più. In un contesto, però, che mi ridia entusiasmo.
D. Sta pensando per caso a un impegno in politica?
R.
(Silenzio) Vedremo.
D. Quindi non lo esclude?
R.
Vedremo.
D. Un «vedremo» non è un no.
R.
Vedremo. Adesso però devo salutarla. Arrivederci.

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