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SCHEDA 12 Dicembre Dic 2015 1800 12 dicembre 2015

Regionali Francia, cosa c'è da sapere sul secondo turno

Le Pen può perdere dove è candidata in prima persona. I socialisti di Valls puntano sul 'fronte repubblicano'. Sarkò vira a destra. Guida al ballottaggio.

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La sinistra francese non va verso il suicidio.
Il centrodestra non vince come si attendeva alla vigilia.
E Marine Le Pen, leader del Front national, pur incassando in ogni caso un risultato storico per il suo partito rischia di perdere in prima persona.
Il secondo turno delle Regionali francesi può riservare molte sorprese.
MARINE, CHE FIGURA CI FAI? A partire dalla leader del Front, che potrebbe trovarsi contemporaneamente a festeggiare la conquista di una Regione e a incassare una sconfitta in quella dove è candidata.
Una battuta di arresto che a livello simbolico fiaccherebbe non poco la propaganda della protagonista del primo turno del voto francese.
C'È CHI EVOCA LA «GUERRA CIVILE». Il partito socialista e i 'Repubblicani' di Nicolas Sarkozy affrontano il voto con strategie profondamente differenti.
Il primo appellandosi alla necessità di un fronte repubblicano che blocchi l'avanzata dell'estrema destra con il premier Manuel Valls che parla di rischio di «guerra civile» in caso di vittoria del Front.
Ma che nega anche un tripartitismo di fatto.
Il secondo rincorrendo la Le Pen sui temi della sicurezza e dell'immigrazione. E anche per questo i risultati dei ballotaggi non sono affatto scontati.

1. Le mossa socialista: candidati ritirati e fronte repubblicano

Nelle due Regioni del Nord Pas de Calais Picardie e della Provence Alpes Côte d'Azur, dove Marine e Marion Maréchal Le Pen sono arrivate in testa al primo turno con rispettivamente il 40,6% e il 40,55% dei voti, i socialisti hanno adottato la strategia da fronte repubblicano.
E hanno ritirato i loro candidati per farli convergere sul centrodestra. Il risultato è che le due donne del Front national potrebbero uscirne sconfitte.
MARION MEGLIO DI MARINE. Secondo gli ultimi sondaggi, uno realizzato da Tns Sofres e uno di Bva per il giornale locale La Voix du Nord, la leader del Front national si fermerebbe al 47%, mentre il candidato dell'alleanza di centrodestra formata da Les Républicains di Sakrozy, dal Modem e da Udi conquisterebbe la Regione con il 53% dei voti.
La nipote Marion Le Pen, candidata nella cattolica e conservatrice Regione del Sud-Est, può contare su stime più ottimistiche: una ricerca dell'istituto Harris la dà al 49% contro il 51% del candidato del centrodestra Christian Estrosi.
Ad Estrosi secondo queste stime andrebbero la maggiorparte dei voti della sinistra che, sommando socialisti, Fronte de Gauche e verdi, al primo turno aveva raccolto il 29,3% delle preferenze contro il 26,38 dei conservatori.

2. Ma nel Grand Est Masseret non molla: «Lotto contro il Fn»

Nel Grand Est, la macro Regione Alsace-Champagne-Ardenne-Lorraine, resta invece il triangolo tra Partito socialista, Republicains-Modem (l'alleanza di destra) e Front national.
Il candidato socialista Masseret ha deciso di correre nonostante le indicazioni contrarie della dirigenza socialista.
«Farò di tutto per lottare contro il Front e dare agli elettori la possibilità di scelta», ha dichiarato il dissidente motivando la sua scelta e consapevole dei rischi: «Se vincerà il Front», ha spiegato, «mi prenderò tutto la colpa».
Anche perché il candidato non è uno qualsiasi, ma il braccio destro di Marine Le Pen, Florian Philippot: il teorico del nuovo Front «né di destra né di sinistra».
INCOGNITA BOURGOGNE. Al primo turno ha conquistato il 36,6% dei voti.
Ma gli ultimi sondaggi lo danno al 41% contro il 43% del candidato di centrodestra Richert, che dice l'istituto di sondaggi Elabe beneficerebbe in ogni caso del voto degli elettori di sinistra convinti di bloccare l'avanzata degli estremisti nazionalisti.
Anche se perdesse nelle Regioni dove ha schierato i suoi candidati di punta, il partito della Le Pen potrebbe invece conquistare la Bourgogne-Franche-Comté, dove i socialisti non possono contare sulle liste di sinistra rimaste sotto la soglia di sbarramento.

3. Centrosinistra favorita tre in Regioni, grazie a Verdi e Front de Gauche

In Rue Solferino, quartier generale dei socialisti, si fanno i conti.
In tre Regioni il centrosinistra corre con la probabilità di vincere.
In Bretagna, dove il candidato socialista non è apparentato con altre liste.
Ma secondo i sondaggi anche in Languedoc-Roussillon-Midi-Pyrénées: l'alleanza con la sinistra del Front de Gauche e con i Verdi (Écologie Europe Les Verts) dovrebbe permettere al centrosinistra di sconfiggere il compagno di Marine Le Pen, Louis Aliot.
Un sondaggio Ifop dà la lista di sinistra al 43% delle intenzioni di voto, con Aliot al 35%. E poi ancora l'alleanza di sinistra ha buone chance in Centre Val de la Loire.
ILE DE FRANCE, REGIONE DELLE ÉLITE CONTESA. Poi c'è l'Ile de France, la Regione delle élite, dove il presidente dell'Assemblée nationale Claude Bartolone si confronta in un testa a testa con la candidata di centrodestra Valérie Precresse.
Nel cuore della Francia, il Front guadagna progressivamente consensi, ma non al punto da diventare competitivo per la conquista della Regione.
Insomma, il «suicidio» della sinistra invocato dalla Le Pen non è all'ordine del giorno. E però è probabile che nel partito si apra una discussione interna.
IL SACRIFICIO SOCIALISTA FUNZIONERÀ? Se il Front national vincesse nel Grand Est e perdesse nel Nord Pas de Calais e nel Paca, il premier Manuel Valls e l'intera dirigenza del partito potrebbero rivendicare la correttezza della propria linea.
Il sacrificio socialista, che si è ritirato da una Regione come il Nord Pas de Calais, la casa di Martine Aubry, l'ex segretario del partito ben più a sinistra dell'attuale dirigenza, potrebbe infatti bloccare la vittoria di Marine Le Pen, e quindi frenarne le ambizioni presidenziali.
I 'se' e i 'ma' però abbondano. L'estrema destra potrebbe in ogni caso conquistare una Regione.
E la strategia socialista se da una parte mette al riparo le istituzioni dall'assalto del populismo, dall'altro rafforza l'identificazione del Front come la sola forza anti-sistema. Definizione che finora ha portato fortuna.

4. Rincorsa alla Le Pen: i Repubblicani virano ancora più a destra

Il leader dei Republicains, Nicolas Sarkozy, ha imposto alle liste del centrodestra la linea del 'ni ni': né far passare il Front, né desistere dove la sinistra aveva più chance di vittoria.
Ma dal 7 dicembre ha iniziato anche a battere sui temi su cui punta il Front national.
Riprendendo la stessa virata a destra che ha contraddistinto i suoi ultimi anni da presidente.
«La chiusura delle frontiere? Quando l'ho chiesta al premier mi ha detto che non era possibile», ha attaccato Sarkò su Twitter.
«Le radici cristiane dell'Europa? Ne ho parlato ben prima di Marine Le Pen».
I CAPILISTA RADICALIZZANO LA LINEA. E la stessa strategia è stata adottata da alcuni capilista del centrodestra.
In Auvergne-Rhône-Alpes, il candidato del centrodestra Laurent Wauquiez ha spostato la sua campagna a destra, ottenendo il 32,2% delle preferenze del primo turno contro il 25,52 del Front.
Per il secondo turno un sondaggio Ifop lo dà in testa con il 38%.
Il centrodestra è avanti anche nel Pays de la Loire e ha buone possibilità di conquistare la Normandia.
Ma durante la settimana tra il primo e il secondo turno, il partito si è spaccato.
LA LEADERSHIP DI SARKOZY TRABALLA. In discussione non c'è solo la strategia, ma la stessa leadership di Sarkozy.
«È evidente che non è più credibile dopo aver fallito nel 2012», ha dichiarato il deputato Hervé Mariton.
Alain Juppé, l'avversario interno di Sarkò, ha chiesto una discussione aperta sulla linea del partito.
E la 'numero due' Nathalie Kosciusko-Morizet, pur difendendo la 'ditta', non ha apprezzato le scelte dell'ex inquilino dell'Eliseo.
Così il leader ha dovuto cedere: ha ammesso la necessità di discutere l'ideologia del centrodestra, ma ha chiesto ai suoi di rimandare le polemiche a dopo il voto.
«Se il Front conquisterà una Regione», avrebbe confidato Sarkò, secondo quando riportato da Le Monde, «mi accuseranno di non aver fatto abbastanza campagna al centro».
Così il partito di Marine Le Pen potrebbe ottenere un risultato inatteso: stoppare il gran ritorno sulle scene di Monsieur l'ex président.

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