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MAMBO 15 Dicembre Dic 2015 0953 15 dicembre 2015

Davanti ai problemi veri i renziani sono degli inetti

Grandi se rottamano. Incapaci nei momenti difficili. Il pasticcio Etruria lo dimostra.

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Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi con il premier Matteo Renzi.

Scrivo in premessa che “non” mi auguro che la sfiducia verso la ministra Boschi raggiunga la maggioranza costringendola a lasciare il governo.
L’ha detto Renzi, ma lo sappiamo tutti, che senza la Boschi il governo cade. Questa giovane donna è l’immagine del renzismo ed è anche l’unica ad aver portato a casa qualcosa di concreto come la riforma del Senato. Una crisi di governo in questo momento non farebbe del bene all'Italia. Anche perché viviamo in uno strano Paese, praticamente l’unico al mondo, che vive le crisi di governo con angoscia perché una parte della classe dirigente considera il voto anticipato una sciagura.
Se così non fosse, sarebbe tutto più facile: crisi-elezioni. Renzi ha rottamato tutto tranne questa antica paura della sinistra per il voto anticipato.
Se la Boschi riuscirà a sventare l’attacco delle opposizioni, avrà vinto la propria battaglia personale, rinnovato la vita del governo, ma non avrà cancellato i problemi che il clan toscano ha accumulato in questi mesi di potere.
ERRORE DI COMUNICAZIONE DEL GOVERNO. L’ultimo problema è legato alla vicenda delle banche. Questa vicenda non è stata causata dal governo, bisognerà capire se fra le misure adottate ve ne siano alcune che hanno favorito familiari di ministri, ma quel che è certo è che il premier e la sua ministra prediletta hanno sbagliato la comunicazione.
La continua solidarietà verso i propri parenti ha nascosto il dovere di solidarizzare, esclusivamente, con i risparmiatori colpiti. I clienti di banca Etruria non sono una folla immensa ma questo scandalo ha avuto un effetto d’annuncio gigantesco e molti risparmiatori sparsi per l’Italia, clienti di piccole o grandi banche, hanno paura. È a loro che il governo deve parlare non a papà Boschi o a papà Renzi.
Si sta così avverando un timore che molti di noi hanno sempre avuto.
Renzi e i suoi sono bravi nei tempi dell’ “assalto”, meno in quelli della “tempesta”. Del resto si era già notato come il premier avesse accuratamente evitato qualsiasi presenza in zone colpite da disastri come se i suoi geniali spin doctors lo avessero convinto che il suo nome era associabile al “bello e al buono” e mai al 'male e al dolore'.
Purtroppo gli statisti devono prevalentemente affrontare la seconda coppia di problemi. Guardate la dignità del povero Hollande che è riuscito a tenere in piedi, grazie alla serietà coraggiosa nei momenti difficili, assieme a una saggia strategia di alleanza, un partito socialista chiaramente in braghe di tela.
RENZI INCAPACE NEI MOMENTI DIFFICILI. L’inadeguatezza di Renzi e dei suoi ad affrontare situazione difficili, che fa temere molto per la sicurezza, è una caratteristica che dovrebbe indurre a riflessioni di più lungo respirto.
Il segretario dem, a suo modo e con facilità, ha fatto la sua rivoluzione. La destra berlusconiana era, però, in disfacimento, Salvini alle prime armi e forse ai primi bicchieri di vino, se stiamo all’insulto, che mi auguro falso, di Berlusconi che gli avrebbe dato in una intercettazione dell’ubriacone. Grillo è da tempo bloccato dalla paura di vincere.
Sul fronte interno Renzi ha trovato poca resistenza. D’Alema e Veltroni si sono ritirati e con loro la Turco. Gentiloni, amico suo, no. Territori spianati, dunque. Un leader arrivato così facilmente al potere, lo occupa, e fin qui niente di male, piazza i suoi uomini più fidati, e ancora ci può stare, poi guarda allo Stato, alle persone brave dei vari mondi e chiama a raccolta.
No, Renzi no. Ha preso qua e là in qualche consiglio di amministrazione. Ha accettato Cantone all’anticorruzione - e volevo vedere! - e pochissimi altri nomi, diciamo così, terzi, poi si è estraniato dallo Stato.
PER LUI I NEMICI SONO BELPIETRO E TRAVAGLIO. È l’unico premier al mondo che fa uno spoil system a caratura provinciale, che ignora lo Stato che dirige.
Letterariamente è Don Chisciotte. Solo che il cavaliere di Cervantes non si faceva intimorire da uno scandalo, dai dolori del proprio papà, girava per il suo mondo.
Renzi, invece, questo mondo se lo inventa e ora ha deciso che il suo problema (nell’universo dell’informazione che gli è favorevole, e vedremo il post Ezio Mauro che cosa sarà), sono due giornali esplicitamente di destra e il giornale di Marco Travaglio.
Ma cercati un nemico vero, finalmente, caro ragazzo. La stagione che hai davanti è durissima e Travaglio, Belpietro e Sallusti, con rispetto parlando, sono poca cosa rispetto a ciò che ti aspetta (e a scanso di equivoci penso ai problemi economico-sociali e di sicurezza, non a quelli giudiziari che però probabilmente ci saranno).

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