Renzi Boschi 151216122748
MAMBO 16 Dicembre Dic 2015 1200 16 dicembre 2015

Renzi e Boschi, date ai papà bocce, vino e Viagra

Il premier rottamatore e la candida ministra rovinati dai guai famigliari. Che disastro.

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Matteo Renzi e Maria Elena Boschi.

L’obiettivo delle opposizioni parlamentari non è, realisticamente, quello di ottenere le dimissioni del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi.
Come dice lei stessa, non ci sono i numeri e la sinistra Pd è intenzionata a difendere la maggiore esponente del governo Renzi.
L’obiettivo, assai più insidioso, è - per usare un termine siciliano - quello di “mascariare” (tingere con il carbone, danneggiare l'immagine) con la ministra tutto il renzismo.
Un dibattito parlamentare infuocato, costruito sulle avventure e gli affari di famiglia possono dare alla pubblica opinione l’idea che per un’altra volta a Palazzo Chigi si è installata una merchand bank (beffa del destino e della rottamazione!).
COME LE VECCHIE GUARDIE. Il candore della Boschi verrebbe trasfigurato nella maschera ocura che nasconde segreti e soprattutto che si occupa dei propri familiari e non dei risparmiatori e dei cittadini.
Coloro che erano stati visti come coraggiosi rinnovatori a nome di un popolo di scontenti delle vecchie guardie, delle pratiche politiche antiche, di clientelismi meridionali, diventerebbero, come eterogenei dei fini, i continuatori di quell'opera.
Un disastro comunicativo che potrebbe precedere un disastro elettorale.
SAREBBE UN DANNO ATROCE. Va anche detto che solitamente in politica sono i padri che pagano il prezzo di figli inquieti - capitò fra gli altri al povero Carlo Donat Cattin, ministro Dc, col figlio Marco, terrorista di Prima linea - mentre questo clan giovanile fiorentino che ha occupato Palazzo Chigi lo stanno rovinando i padri.
Per amore dei figli avrebbero potuto giocare a boccette, passare il tempo con vino rosso e Viagra, invece si sono tuffati negli affari, e speriamo che sia stati tutti leciti.
Una volta “mascariata” la Boschi, e con lei Renzi, il danno per il governo sarebbe atroce.
Difficile risalire quella china.
Ci vogliono attributi, cultura e umanità. Forse Renzi ha solo i primi.
MA L'OPPOSIZIONE È AL PALO. Tuttavia l’opposizione avrebbe vinto poco. Non ci sono le condizioni per vincere altro.
La partita delle Amministrative 2016 è ancora aperta e se Renzi non ha candidati nelle principali città italiane (ma a Napoli bisogna proprio mettere in lizza un altro pm, Giovanni Corona? Eddai!), anche Silvio Berlusconi è nei guai.
Ma è sulla prospettiva che la destra sta male.
La Francia ha forse risolto un problema: con gente come Matteo Salvini a fare da pivot la destra perde o a vantaggio di Renzi o a vantaggio di Beppe Grillo.
MANCA UN NOME MODERATO. Insomma sarebbe terza. Per cambiare immagine ha bisogno di allargare il proprio fronte, di presentarlo più moderato e di trovare un leader o una leader che non spaventi gli italiani.
Non c’è. Almeno per ora non c’è.
Li hanno bruciati tutti: resta Paolo Del Debbio che col 5% di share vorrebbe diventare premier.
Credo che il presentatore susciti simpatia, ma poco più. Il caso Giovanni Toti, vincitore in Liguria per harakiri della sinistra, non si può ripetere due volte.
I CINQUE STELLE SONO PIÙ VIVACI. Renzi, quindi, ha come unico avversario il Movimento 5 stelle. Qui stanno accadendo cose interessanti.
I due dioscuri, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, hanno allungato il guinzaglio che li teneva legati ai grandi capi e mostrano maggiore autonomia (anche di dire stupidaggini) e vivacità.
Grillo da tempo è sostanzialmente defilato, Gianroberto Casaleggio nell’ombra era e nell’ombra è rimasto.
I sondaggi sono favorevoli, ma se è vero che il calo successivo al voto si è fermato, è anche vero che l’ascesa anch’essa non è più brillante.
È come se avessero raschiato il fondo del barile. Possono contare per vincere solo sui voti di Salvini nell’eventuale ballottaggio con Renzi.
GRILLO NON VUOLE GOVERNARE. Resta sullo sfondo la mia ipotesi che Grillo non voglia vincere perché non vuole governare, avendo capito che in un paio d’anni sarebbe finito lui e il suo movimento.
Renzi deve affrontare con questi chiari di luna la disavventura della sua Boschi e dei papà.
A questi ultimi dovrebbe dare un abbonamento in bocciofila o mandarli per un paio d’anni alle Canarie. Cioè lontano, lontano.
Alla prima dovrebbe insegnare che si è ministra e poi figlia. A se stesso dovrebbe dire che la ricreazione è finita. E gli italiani non vogliono più giocare con lui. Vogliono cose serie.

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