Cantone Più Difficile 151001095402
PROFILO 17 Dicembre Dic 2015 1538 17 dicembre 2015

Dall'Anac agli arbitrati, tutti gli incarichi di Cantone

Prima l'antimafia, poi l'anticorruzione. Ora gli arbitrati per gli obbligazionisti. Il magistrato risolve problemi. E Renzi può tirare un sospiro di sollievo. Il Csm intanto apre un fascicolo sul procuratore di Arezzo.

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È il magistrato della Provvidenza (politica). L'uomo che toglie, una per una, le castagne dal fuoco che minaccia il governo Renzi. Alla ancora tenera età - per gli standard delle istituzioni nazionali - di 52 anni, la sua giacchetta sta diventando, anzi, è già diventata, la più tirata d'Italia.
Raffaele Cantone, già capo dell'Autorità nazionale anticorruzione, già sorvegliante speciale di Expo, già indicato come futuro ministro delle Infrastrutture dopo le dimissioni di Maurizio Lupi, già 'sondato' (come si dice in gergo) per ricoprire pure il ruolo di Guardasigilli ai tempi del caso Shalabayeva, adesso si appresta a giocare un'altra partita delicata, da maneggiare con cautela.
ALL'ANAC GLI ARBITRATI PER GLI OBBLIGAZIONISTI. Secondo quanto annunciato dal premier Matteo Renzi sarà infatti l'Anac, presieduta da Raffaele Cantone, a gestire gli arbitrati per gli obbligazionisti secondari colpiti dal crac delle quattro banche - Banca Marche, Etruria, Carichieti e Cassa Ferrara - 'salvate' per decreto dall'esecutivo, a spese di una parte non trascurabile (e piuttosto inferocita) dei loro clienti.
«Nelle prossime ore faremo tutto il possibile perché chi è stato truffato possa avere i soldi», ha detto il presidente del Consiglio al Tg5. «Stiamo riflettendo sull'ipotesi, che io giudico molto interessante, che l'arbitrato dell'eventuale situazione di potenziale truffa sia fatto dall'Autorità nazionale anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, un'assoluta garanzia di terzietà e indipendenza». Con buona pace delle altre autorità vigilianti in materia, a cominciare dalla Consob, che evidentemente - deducono i maligni - non danno le stesse garanzie.
CANTONE: «POTREBBE OCCUPARSENE AULETTA». Raffale Cantone non si è tirato indietro. Nemmeno questa volta. Anche se ha ipotizzato una gestione 'delegata' dell'intera faccenda. In fondo, la domenica, tutti hanno diritto a un po' di meritato riposo. «Ho appreso con piacere che il presidente del Consiglio ha individuato nell'Anac l'organo per gestire gli arbitrati», ha dichiarato Cantone. «Ad occuparsene potrebbe essere la Camera arbitrale, un organismo interno all'Autorità, ma autonomo e indipendente, formato da giuristi ed esperti di altissima professionalità, a cominciare da chi lo presiede, il professor Ferruccio Auletta».
UN SIMBOLO DI ONESTÀ. Il punto, ormai chiarissimo, è che la figura di Raffaele Cantone è diventata un simbolo.
Sono le parole stesse del premier a testimoniarlo: «Nessun timore, nessuna preoccupazione, anzi la volontà di dare un segnale molto chiaro, come dimostra la scelta di Cantone». Perché Cantone? Innanzitutto, per «dare un segnale».
La sua carriera di sostituto procuratore a Napoli e poi i servizi resi alla Direzione distrettuale antimafia, del resto, hanno posto il magistrato di fronte a sfide decisamente più temibili, brillantemente affrontate.
A cominciare dalla lotta contro i Casalesi, che ha portato alla condanna all'ergastolo di boss del calibro di Francesco Schiavone, Francesco Bidognetti, Walter Schiavone e molti altri.
POLEMICHE A 5 STELLE. Giocare la carta Cantone, dal punto di vista politico, è un po' come giocare un jolly.
E sembra sortire effetti positivi immediati. Tant'è che l'Unione dei consumatori ha subito apprezzato la proposta del governo e poi ha rilanciato, chiedendo un ruolo nella gestione dei futuri arbitrati: «Bene, la proposta ci piace. L'Anac è un'autorità indipendente, al di sopra di ogni sospetto. Chiediamo però, anche solo a titolo consultivo, che sia integrata per la valutazione dei singoli casi con gli esperti delle associazioni dei consumatori, competenti a svelare gli inganni e i trucchi attuati dalle banche».
Si capisce altrettanto facilmente, in secondo luogo, come mai Luigi Di Maio del Movimento 5 stelle sia passato invece al contrattacco. Non puntando contro Cantone (avrebbe perso subito), ma contro Renzi.
«Renzi usa Cantone per tutto, anche per dirigere il traffico», ha detto Di Maio in diretta al Corriere della Sera.
Il destino dei simboli, evidentemente, è di essere contesi.

Tutti i poteri dell'Anac

Raffaele Cantone è stato nominato presidente dell'Anac a marzo del 2014.
Da allora l'authority ha assunto la vigilanza sugli appalti pubblici, mentre prima dell'arrivo del magistrato napoletano la legge assegnava questo compito a un altro ente, l'Avcp (Autorità di vigilanza sui contratti pubblici), successivamente soppresso. Funzioni e personale sono passati appunto all'Anac.
Expo e Giubileo sono stati i primi due banchi di prova, i grandi eventi su cui Cantone ha puntato i suoi riflettori, monitorando la regolarità delle gare d'appalto.
MONITORAGGIO DEGLI APPALTI. I nuovi poteri conferiti all'Anac in occasione della sua nomina consentono di chiedere ai prefetti il commissariamento anche di singoli lavori e singoli appalti, assicurando nel contempo la continuità delle opere in corso di realizzazione. Cantone ha usato più volte questa leva: ad esempio per il Mose, per alcune gare di Expo e per i servizi dati in appalto al Centro richiedenti asilo di Mineo.
PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE. La trasparenza è l'altro fronte su cui opera l'Anac, con il controllo dei piani nazionali anticorruzione degli enti pubblici e l'esame delle relazioni che i responsabili per la prevenzione della corruzione devono redigere ogni anno.
PER GLI ARBITRATI SERVE UNA LEGGE. A questi compiti adesso si aggiunge un nuovo ambito di attività: gli arbitrati che i possessori di obbligazioni subordinate delle quattro banche 'salvate' potranno chiedere per cercare di riavere indietro i propri risparmi. Per stabilire però entro quale cornice giuridica potrà agire l'ente guidato da Cantone, il governo Renzi dovrà emanare una norma apposita, necessaria per allargare l'orizzonte della Camera arbitrale presieduta dal professor Ferruccio Auletta dagli appalti agli istituti di credito.

Il Csm apre un fascicolo sul procuratore di Arezzo

Intanto, sul fronte giudiziario, il Consiglio superiore della magistratura ha aperto un fascicolo sul procuratore di Arezzo Roberto Rossi. Il magistrato sta indagando sul crac di Banca Etruria, di cui per otto mesi è stato vicepresidente Pierluigi Boschi, padre del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi.
Rossi, però, è anche consulente per gli affari giuridici del governo. Pierantonio Zanettin, membro laico del Csm (Forza Italia), ha quindi chiesto di verificare se ci fossero profili di incompatibilità.
INCARICO IN SCADENZA A FINE DICEMBRE. Rossi è diventato consigliere del Dipartimento degli affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi tra ottobre e novembre 2013, e il suo incarico scade il 31 dicembre 2015.
«Si tratta di un incarico meramente tecnico, non politico. Una consulenza esterna svincolata dai governi che si susseguono», ha spiegato il magistrato.
PROSSIMA L'INCHIESTA PER TRUFFA. La procura da lui diretta ha già aperto tre inchieste su Banca Etruria.
La prima per fatture false, la seconda per ostacolo alla vigilanza, la terza per conflitto d'interessi.
Presto, però, potrebbe arrivarne anche una quarta, questa volta per il reato di truffa.
Un'ipotesi basata proprio sulle centinaia di esposti presentati non solo dalle associazioni dei consumatori, ma anche dai singoli obbligazionisti che ritengono di essere stati imbrogliati dall'istituto di credito e adesso guardano con fiducia all'Anac di Raffaele Cantone.

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