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DISCORSO 17 Dicembre Dic 2015 1438 17 dicembre 2015

Putin: «Jet abbattuto forse per compiacere gli Usa»

Il leader del Cremlino parla alla nazione: «Vogliamo rispettare gli accordi di Misk, ma l'Ucraina li manipola». E su Donald Trump: «Persona vivace e talentuosa».

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Il presidente russo Vladimir Putin nel corso della conferenza stampa di fine anno.

Il presidente russo Vladimir Putin non si smentisce, nemmeno a fine anno.
Alternando toni minacciosi a più miti consigli, il leader del Cremlino ha parlato alla nazione nella conferenza stampa che ha chiuso il suo 2015, un anno che lo ha visto indubbiamente protagonista sullo scacchiere internazionale, a partire dall'iniziativa militare intrapresa in Siria a supporto di Bashar al-Assad.
Putin è tornato sul caso del jet abbattuto dalla Turchia, lanciando un'accusa velata: «Abbattendo un bombardiere russo nella zona di confine tra Turchia e Siria, forse Ankara voleva fare cosa gradita agli Usa».
Poi ha aggiunto: «Non lo sappiamo, ma se qualcuno nella leadership turca ha deciso di compiacere gli americani, io non so se quello che hanno fatto è giusto oppure no», ha detto Putin rispondendo alla domanda di un reporter turco. «Io non so assolutamente se gli americani abbiano bisogno di cose simili oppure no».
«SÌ A RISOLUZIONE ONU PER LA SIRIA». Sempre a proposito del conflitto in corso in Siria, in maniera decisamente più conciliante e meno accusatoria, il presidente russo ha detto che Mosca «sostiene l’iniziativa degli Stati Uniti per la stesura di una risoluzione Onu». La Russia si ritiene soddisfatta dal progetto e Putin ha detto che dopo averlo studiato forse anche il governo e le autorità siriane saranno d’accordo. «Non accetteremo mai che qualcuno dall’esterno possa decidere chi deve governare. Per noi è un principio, solo il popolo siriano deve decidere chi lo deve governare».
«L'UCRAINA MANIPOLA GLI ACCORDI DI MINSK». L'altro grande tema di politica internazionale che coinvolge da vicino la Russia è senza dubbio la situazione in Ucraina.
Mosca «non vuole un’escalation del conflitto», ha premesso Putin, «ma la situazione non può essere risolta con l’eliminazione delle persone nel Donbass». La Russia «vuole rispettare gli accordi di Minsk, ma bisogna anche vedere cosa c’è scritto», ha aggiunto Putin, definendo «una manipolazione» le azioni adottate dall’Ucraina per l’applicazione dell’accordo.
«L’ECONOMIA RUSSA STA USCENDO DALLA CRISI». Dalla politica estera all'economia, il terreno si fa decisamente più scivoloso. Eppure, secondo Putin, «l’economia russa sta uscendo dalla crisi, è praticamente superata. Si è ridotta la fuga di capitali e il nostro interscambio commerciale è positivo». Tutti «segnali di stabilizzazione nell’attività economica» russa. Putin ha si è infine lasciato andare a una serie di previsioni economiche, fino al 2018.
Il suo governo si aspetta una crescita dell’economia dello 0,7% nel 2016, dell’1,9% nel 2017 e del 2,4% nel 2018.
«TRUMP? VIVACE E TALENTUOSO». Al termine della conferenza sono arrivate un paio di sorprse.
La prima è stata una sorta di edorsement per il candidato repubblicano Donald Trump. Putin lo ha infatti definito una persona «vivace e talentuosa senza alcun dubbio. Non spetta a noi valutare i suoi vantaggi, ma è un leader assoluto della campagna presidenziale».
«BLATTER? MERITA IL NOBEL PER LA PACE». Il secondo attestato di stima è andato invece a Joseph Blatter.
Un uomo «rispettabile», che non solo ha fatto molto per il calcio, ma che «merita il premio Nobel per la pace». Per il leader del Cremlino gli Stati Uniti non hanno il diritto di applicare la loro giurisdizione su altri Stati, e devono agire senza «dominare».

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