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STRATEGIE 18 Dicembre Dic 2015 2210 18 dicembre 2015

Siria, Onu e Nato premono sull'acceleratore

A New York accordo sulla risoluzione.  Arerei e navi per la difesa della Turchia.

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New York: il palazzo delle Nazioni Unite.

Passi avanti per il raggiungimento di un accordo sulla soluzione della crisi in Siria.
I rappresentanti dei Paesi riuniti a New York hanno approvato all'unanimità il testo di una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. E negli stessi istanti, la Nato ha dato il via libera all'invio di aerei radar, caccia e navi nel Mediterraneo orientale per incrementare la difesa della Turchia «in considerazione della situazione instabile della regione».
COLLOQUI A GENNAIO. La risoluzione chiede che «il segretario generale, attraverso il suo inviato speciale in Siria, Staffan de Mistura, convochi i rappresentanti del governo siriano e dell'opposizione per dare il via a negoziati formali su un processo di transizione politica urgente». L'obiettivo è dare il via ai colloqui «all'inizio di gennaio». Nel testo si riconferma il sostegno al comunicato di Ginevra del 2012 e alle dichiarazioni di Vienna.
ELEZIONI ENTRO 18 MESI. Il processo politico ha l'obiettivo di stabilire entro sei mesi un governo di transizione credibile e inclusivo per passare all'approvazione di una nuova Costituzione e a elezioni sotto l'egida dell'Onu entro 18 mesi. La risoluzione sottolinea lo stretto legame tra il cessate il fuoco e un parallelo processo politico ed enfatizza il bisogno di un monitoraggio della tregua, oltre ad un meccanismo di verifica da parte delle Nazioni Unite.
NESSUNA MENZIONE PER ASSAD. La riunione, ha dichiarato l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la sicurezza Federica Mogherini, «è stata difficile, ma si è conclusa bene, con l'accordo sulla necessità di andare avanti e dare un forte mandato all'inviato speciale Onu Staffan de Mistura per avviare il negoziato tra i rappresentanti dell'opposizione e del regime». La risoluzione, tuttavia, non menziona il punto cruciale: il futuro del presidente Bashar al Assad.Non a caso, negli stessi istanti, Barack Obama, nel suo intervento di fine anno alla Casa Bianca dichiarava che per mettere fine al bagno di sangue «Assad deve lasciare. Ha perso legittimità fra i siriani e non ci sarà pace senza un governo legittimo».

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