Davutoglu, passo verso adesione Ue
TENSIONE 19 Dicembre Dic 2015 1312 19 dicembre 2015

Turchia, Davutoglu: «Non prendiamo Putin sul serio»

Davutoglu contro il presidente russo. «Fa propaganda in stile sovietico».

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Ankara snobba Vladimir Putin che commentando l'abbattimento del Sukhoi 24 da parte degli F16 turchi ha puntato il dito contro il governo accusandolo di volersi in questo modo accreditare come «partner affidabile» agli occhi di Washington. Non solo.
Dichiarazioni da «non prendere seriamente», ha replicato il primo ministro Ahmet Davutoglu parlando al quotidiano Hurryet. E a cui non rispondere perché «contro la diplomazia e offensive».
LA NOSTALGIA PER IL KGB. «Forse», ha rincarato la dose Davutoglu, «Putin sta ricordando i suoi vecchi tempi al Kgb. Ma il Kgb è morto da tanto tempo. L'era della propaganda in stile sovietico è storia. Tutte le dichiarazioni che fa, il mondo le schernisce con sarcasmo. Non possiamo prenderle sul serio».
Per questo, invece di rispondere, «sorrido e basta».
Ma una risposta Davutoglu l'ha data. Putin, ha spiegato il primo ministro, accusando Erdogan di islamizzare la Turchia e di fare affari col petrolio dell'Isis sta solo cercando di porre il governo in una cattiva luce, mettendolo in opposizione ai valori fondativi di Ataturk.
Poi ha rilanciato: «Guardando Putin, non vedo la Russia come un Paese che ha superato la Guerra Fredda diventando una democrazia matura. Vedo solo una vecchia mentalità societica da Politburo».
I RAPPORTI CON BRUXELLES. Davutoglu ha poi commentato la recente intensificazione dei rapporti tra Ankara e Bruxelles. Il legame si fonda, ha detto il primo ministro, «su tre pilastri fondamentali: l'accesso del Paese nell'Ue, la liberalizzazione dei visti e il problema dei profughi».
E la questione dell'immigrazione è solo «la punta dell'iceberg», ha aggiunto, «visto che la vera minaccia è costituita dalla crescente instabilità della regione». E «se non si affronta questa instabilità, ogni musura presa oggi potrebbe rivelarsi insufficente e inefficace domani».
Per questo Davutoglu ha criticato i bombardamenti Russi in Siria. «Colpendo Raqqa o le postazioni Isis non si ingrosserebbe il flusso di profughi verso la Turchia. Ma il problema è che Mosca sta bombardando Azaz e Aleppo di fatto aumentandolo».




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