Raffaele Cantone Presidente 140612091549
INTERVISTA 21 Dicembre Dic 2015 0843 21 dicembre 2015

Banche, Cantone: «Non sono un parafulmine»

Il presidente dell'Anac sugli arbitrati per gli obbligazionisti truffati: «Non ci occuperemo della crisi del sistema bancario». E non esclude sinergie con Bankitalia e Consob.

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Raffaele Cantone, presidente dell'autorità anticorruzione.

Garantire «correttezza» e «terzietà», senza però occuparsi di banche, né tantomeno «dare giudizi».
Il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, è pronto per l'ennesima mission impossible.
Eha voluto rendere pubblico lo spirito con cui si accinge ad arbitrare la partita degli obbligazionisti subordinati, quelli che ritengono di essere stati truffati dalle quattro banche (Banca Marche, Etruria, Carichieti e Cassa Ferrara) salvate per decreto dal governo Renzi.
«Non sono un “tuttologo”, sebbene qualcuno voglia farmi passare per tale», ha detto il magistrato in un'intervista al Corriere della Sera. «Metteremo a disposizione la Camera arbitrale che già esiste all’interno della nostra struttura, ed è formata da personalità di assoluto valore. Il nostro compito sarà garantire la correttezza e la terzietà degli arbitrati».
«PROBLEMI DA RISOLVERE». Insomma, Cantone non ci sta a passare per «parafulmine» del governo Renzi, e lo dichiara apertamente: «Né un parafulmine né una foglia di fico. Se ci sono problemi da risolvere ed esistono già gli strumenti a disposizione, mi pare giusto utilizzarli. Senza snaturare la funzione dell’Anac né allargarne il campo d’azione».
L'Anac, chiarisce il magistrato, non si occuperà «della crisi del sistema bancario, bensì di situazioni specifiche».
E per scegliere gli arbitri non è esclusa una collaborazione con Bankitalia e Consob: «Si potrebbe accedere agli albi di quegli uffici, per non ricorrere a una sorta di reclutamento straordinario. Noi attualmente disponiamo di albi solo per gli appalti, la legge dovrà precisare anche questo».

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