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PERSONAGGI 21 Dicembre Dic 2015 1714 21 dicembre 2015

Varoufakis: «Voterei Merkel se fossi tedesco»

L'ex ministro greco dalla parte della cancelliera: «Germania esemplare sui migranti». Già dimenticata l'austerity?

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Yanis Varoufakis.

Nemmeno sei mesi e sembra una vita.
Smessi i panni del ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis gira il mondo vestendo quelli del conferenziere e trovando il modo di sponsorizzare i propri lavori accademici.
Sorge, dunque, il dubbio che certe affermazioni possano essere studiate a tavolino, nel tentativo di suscitare quanto più clamore mediatico possibile.
MODELLO MERKEL. Fatto sta che, ogni volta che apre bocca, Varoufakis finisce col far parlare di sé. In ultima istanza tessendo le lodi di Angela Merkel. Nemico giurato dell'estate 2015, ora la cancelliera pare esser diventata un modello d'ispirazione pure per l'economista ellenico. Non c'entra l'austerity, si badi bene, perché a quel punto la giravolta avrebbe del clamoroso. Varoufakis, tuttavia, si è spinto a confessare al settimanale tedesco Stern la propria stima per la donna che, assieme ad Alexis Tsipras, ha certificato il suo pensionamento politico.
«FOSSI TEDESCO, LA VOTEREI». Nell'elogiare le politiche di accoglienza riservate dalla Germania ai rifugiati, Varoufakis si è spinto a dire che sì, «se fossi tedesco potrei votarla». L'ex ministro ha quindi chiarito di preferire la leader della Cdu al presidente della Spd, il socialdemocratico Sigmar Gabriel, dipinto come «uno dei peggiori politici che abbia mai incontrato».
FREDDEZZA VERSO TSIPRAS. Nell’intervista concessa a Stern non mancano nemmeno parole d’elogio verso Wolfgang Schaeuble, malgrado i ripetuti diverbi all’Eurogruppo che avevano portato il ministro delle Finanze tedesco a dichiarare di non voler più stringere la mano a Varoufakis. Quest'ultimo, da parte sua, da quando è uscito dal governo di Atene, ha spiegato di non aver più avuto a che fare con Tsipras, che non ha nemmeno votato alle ultime elezioni greche di fine settembre 2015. Secondo Varoufakis, la colpa del leader di Syriza sarebbe quella di aver ceduto troppo presto alle richieste dei creditori, mostrandosi debole e accettando l’austerità rifiutata per mesi e mesi.
«GRANDE LEADERSHIP SUL FRONTE IMMIGRAZIONE». A stupire, tuttavia, restano le parole spese per Merkel, anche se, va detto, già lo scorso settembre, intervistato dal Messaggero, Varoufakis si era lasciato scappare parole dolci per la cancelliera. «Sulla questione immigrazione», aveva dichiarato, «Merkel ha mostrato un incredibile livello di leadership. A questo punto tutti dobbiamo imparare dalla Germania».
A LUGLIO L'UE ERA «SENZA SCRUPOLI». Lontani i tempi in cui, a metà luglio, Merkel e Schaeuble erano considerati alla stregua di orchi che «soggiogavano i voleri dell'Eurogruppo» e, di conseguenza, «le ambizioni del popolo greco».
In un'intervista a New Statement della scorsa estate Varoufakis parlava senza mezzi termini di «completa assenza di scrupoli democratici» in riferimento a quegli stessi capi di governo che ora parrebbe disposto a sostenere.
SCHAEUBLE «IMPLACABILE MA COERENTE». Anche se, riconosceva allora, il suo arcinemico Schaeuble «era stato coerente in tutto. La sua visione era: non sto discutendo il programma, questo è stato accettato dal governo precedente e non possiamo permettere che un'elezione cambi nulla».
Se Schaeuble era l’esecutore implacabile, il cancelliere tedesco si presentava con un volto diverso. Benché Varoufakis non abbia mai avuto direttamente a che fare con lei, di Merkel diceva: «Da quel che ho potuto comprendere, lei era molto diversa. Cercava di compiacere il primo ministro (Tsipras, ndr) e diceva; «Troveremo una soluzione, basta fare i compiti a casa e collaborare con le istituzioni, lavorare con la Troika; non si finirà in un vicolo cieco'».

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