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PROFILO 22 Dicembre Dic 2015 1804 22 dicembre 2015

Chi è Giovanni Canzio, il nuovo presidente della Cassazione

Per quattro anni presidente della Corte d'Appello di Milano, era l'unico candidato alla carica. Noto per le doti organizzative e per l'efficienza nella gestione delle pratiche.

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Giovanni Canzio in veste di presidente della Corte d'Appello di Milano durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Giovanni Canzio è il nuovo primo presidente della Corte di Cassazione. È stato eletto dal plenum del Consiglio superiore della magistratura in una seduta presieduta dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Canzio prende il posto di Giorgio Santacroce con 23 voti favorevoli e tre astenuti.
«Il Csm nel nuovo anno è chiamato a svolgere compiti impegnativi», ha dichiarato Mattarella. «il suo è un onere per nulla attenuato e sono consapevole dell'impegno che dovrà svolgere».
Le qualità professionali e organizzative di Canzio sono state messe in evidenza da molti: dallo stesso Mattarella, che ha posto l'accento sui risultati ottenuti a Milano «su tempi di lavoro e durata dei giudizi», al vice presidente del Csm Giovanni Legnini.
Proprio Legnini ha sottolineato come la Cassazione sia «sempre gravata da un sovraccarico dovuto a un contenzioso esorbitante, di fronte al quale le doti organizzative sono pregio importante».
«Canzio - ha rilevato il Procuratore generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo - ha una visione moderna dell'organizzazione degli uffici e ha sempre agito nell'ottica dell'efficienza».
LA CORSA IN SOLITARIA. Canzio fa parte della corrente Area (Movimento per la giustizia e Magistratura democratica). Sempre in buona sintonia con il Quirinale di Giorgio Napolitano e di Sergio Mattarella, la sua elezione non è stata una sorpresa. Lui e Giuseppe Maria Berruti, presidente della seconda sezione civile della Cassazione, erano i due contendenti principali alla presidenza.
Ma, da quando per Berruti è arrivata la nomina a commissario della Consob, Canzio non ha avuto più rivali.
Il giorno precedente l'elezione, l'altro candidato, il Segretario generale della Cassazione, Franco Ippolito, si è ritirato dalla corsa.
Ad astenersi sono stati i consiglieri Lucio Aschettino e Piergiorgio Morosini, entrambi togati di Area e Alessio Zaccaria. «La nomina di Canzio», ha detto Aschettino al plenum prima della votazione, «non è in linea con il testo unico sulla dirigenza e con la disposizione che vuole che le funzioni direttive siano ricoperte per almeno due anni» riferendosi al fatto che tra un anno dovrebbe scattare il pensionamento per il magistrato.
LE SENTENZE PECORELLI E SULLE FOSSE ARDEATINE. Nato a Salerno il 1 gennaio 1945, il nuovo presidente dell'organo più alto della magistratura si è laureato nel 1966 presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Napoli per poi iniziare la propria carriera nel 1970, prestando servizio presso il Tribunale di Vicenza, la Procura della Repubblica e il Tribunale di Rieti.
Dal 1995 al 2009 ha svolto presso la Corte di Cassazione le funzioni di consigliere della prima sezione penale e di componente-coordinatore delle sezioni unite penali, figurando quale relatore-estensore di numerosissime sentenze, pubblicate e commentate dalla dottrina in riviste e opere giuridiche: tra le altre quelle sull'omicidio di Mino Pecorelli e sulla strage delle Fosse Ardeatine.
DALLA CORTE D'APPELLO DELL'AQUILA A MILANO. Canzio ha svolto le funzioni di vice direttore prima, e di direttore, poi, dell'Ufficio del Massimario presso la Corte di Cassazione, dirigendo, fra l'altro, il servizio novità del relativo sito web.
Dal 2009 è stato presidente della Corte d'appello di L'Aquila e poi, dal 28 settembre 2011 presidente della Corte d'Appello di Milano.
Ha insegnato diritto e procedura penale presso varie scuole di specializzazione delle professioni legali o scuole forensi. Tra i vari incarichi che ha ricoperto, Canzio è stato componente della commissione ministeriale Grosso per la riforma del codice penale e della commissione ministeriale Riccio per la riforma del codice di procedura penale.
PROFESSORE ALLA CATTOLICA. È membro del Comitato scientifico del Centro studi 'Federico Stella' sulla giustizia penale e la politica criminale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e del Lapec, il Laboratorio permanente per l'esame e il controesame. Collabora con la redazione della rivista 'Il Foro italiano'. Ha curato insieme al prof. Giovanni Tranchina l'opera di commento al 'Codice di Procedura Penale' nella collana 'Le Fonti del Diritto Italiano'.

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