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INIZIATIVA 22 Dicembre Dic 2015 1500 22 dicembre 2015

Israele, l'iniziativa degli attivisti per il disgelo con l'Iran

Attivisti israeliani aprono nella città una ambasciata non ufficiale di Teheran. Tra incredulità e polemiche. «L'odio tra i nostri leader? Noi possiamo superarlo».

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Il 21 dicembre un gruppo di attivisti israeliani ha osato l'indicibile: aprire un'ambasciata iraniana (non ufficiale) della «gente, della cultura e dell'arte» a Gerusalemme.
Bandiere della Repubblica islamica accanto a quelle con la stella di Davide, la provocazione è animata dalle migliori intenzioni in uno dei periodi più difficili per la città santa contesa.
L'Iran non riconosce lo Stato di Israele, non viene neanche segnato sulle cartine geografiche persiane, e nella Gerusalemme Est dell'intifada dei coltelli a inneggiare agli ayatollah si rischia l'aggressione di sionisti e ortodossi.

  • Il video dell'iniziativa.

Matan Pinkas, del gruppo, è convinta che il «conflitto al livello dei leader si può superare tra le persone». Diversi di loro sono ebrei di origine iraniana che vorrebbero volare da Tel Aviv a Teheran come accadrà da Washington, altri sono attivisti liberal, registi e artisti.
«Dal 1978 c'è una spaccatura i due Paesi e la guerra viene proposta come unica soluzione, ma non è davvero possibile superare la paura in modo creativo? Aiutateci a diffondere l'idea», esortano in Rete.

Per gli attivisti l'arte abbatte tutti i muri

Sulle pagine Facebook (in inglese, farsi ed ebraico) promettono che così inizia una «comunicazione diretta» tra i due popoli che scavalchi l'embargo dei voli e i blocchi alle frontiere - i passaporti iraniani non sono validi per Israele, si rischiano almeno 5 anni di carcere e anche le richieste di visto di passaporti stranieri con il timbro di Israele vengono cortesemente rispedite al mittente -, e che superi la disconnessione tra i media di entrambi in Paesi.
IL RUOLO DEL CINEASTA MAKHMALBAF. «Siamo tutti esseri umani, dov'è il problema?», dice il cineasta iraniano Mohsen Makhmalbaf, maggiore sponsor dell'iniziativa.
Il regista di Viaggio a Kandahar, rivoluzionario che da ragazzo fu imprigionato dallo shah, è l'iraniano più prominente ad aver visitato Israele dal 1979, rompendo un tabù: nel luglio 2013 accettò l'invito del Jerusalem film festival, presentandosi come «ambasciatore di pace» e «cittadino del cinema».

L'annuncio in ebraico, inglese e farsi (Facebook).

Contestatore dell'Onda verde, dal 2005 vive all'estero e spera nel dopo Ahmadinejad, anche se la sua visita in Israele non smette di sollevare critiche tra gli intellettuali connazionali.
Due anni fa fu un polverone, Makhmalbaf dichiarò di «sentirsi come un uomo che volava sulla Luna».
Adesso si batte per «unire la gente con le arti», ben venga l'ambasciata degli artisti a Gerusalemme.
La bandiera americana sventola Cuba, gli inglesi si muovono per riaprire le sedi in Iran e neanche Barack Obama ha escluso un ritorno dell'ambasciata a Teheran.

Gelo diplomatico dal 1979, ma con i sauditi l'Iran tratta

Ma ancora per l'anniversario dell'assalto, il 4 novembre, migliaia di iraniani sono sfilati inneggiando contro l'America. Israele rifiuta l'accordo storico sul nucleare tra l'Occidente e l'Iran e il mega cartellone spuntato questa estate su un palazzo di Tel Aviv sull'imminente apertura di un'ambasciata iraniana è stato subito bollato come una bufala pubblicitaria.
Impossibile crederci, forse impossibile anche che accada.
L'ANNUNCIO A ZION SQUARE. Tra i supporter del disgelo Makhmalbaf, la radio persiana israeliana Radioran e decine tra artisti, musicisti e performer: tutto è alla luce del sole, le loro mail e le indicazioni per trovare la sede sono in Rete. L'inaugurazione ha raccolto centinaia di adesioni su Facebook.
Ma dallo speaker corner di Zion square, nel cuore della movida e degli street artist di Gerusalemme Ovest, il portavoce a presentare il progetto ha suscitato un misto tra incredulità e polemiche.

La sede dell'ambasciata iraniana dei popoli di Gerusalemme (Facebook).

«Perché non fai l'ambasciatore della Palestina?», ha chiesto ironico un passante. «Con una bandiera israeliana così in mano, a Teheran ti frusterebbero», gli ha fatto eco un altro.
Qualcuno sorride, altri in moto si fermano a dare la mano, i più sono attoniti.
Con un raid in Siria Israele ha ucciso il 21 dicembre un capo dei filoiraniani di Hezbollah, giudicato responsabile di un attentato nel 1979 e l'Iran ha ammonito i turchi a non flirtare troppo con Israele.
DISGELO CON I SAUDITI. Ma mai dire mai: esistono (tesissime) relazioni diplomatiche tra l'Iran e gli arcinemici di Riad, in guerra su diversi fronti.
L'ambasciatore saudita è assente da Teheran da un anno, ma sono in corso sforzi diplomatici, un nuovo incaricato sarebbe in arrivo «a breve».

Twitter @BarbaraCiolli

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