Renzi, giù toni politica, vinciamo uniti
MAMBO 22 Dicembre Dic 2015 1019 22 dicembre 2015

L'Italicum è tutto tranne che una legge salvifica

Non garantisce governabilità e crea alleanze inconsuete. Si torni al proporzionale.

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L’euforia di Renzi e Boschi per l’Italicum dopo il risultato spagnolo è forse un po’ avventata.
Sofia Ventura, ottima analista e politologa, ha già fatto notare come un partito del 20%, in Italia, può andare teoricamente al ballottaggio e con opportune alleanze, fatte anche a dispetto dell’altra forza, vincere. Sta di fatto che tranne che con il sistema inglese, che ha una tagliola anti-minoranza severissima, in quasi tutti i Paesi europei i sistemi elettorali non garantiscono la governabilità, tranne che non si metta in campo uno spregiudicato sistema di alleanza.
In Francia, come è noto, l’alleanza socialisti-destre moderate per due volte ha fermato i Le Pen, padre e figlia.
PER VINCERE SERVONO ALLEATI. La vera conclusione di queste osservazioni è assai semplice e persino banale. Si vincono le elezioni prevalentemente se azzecchi l’alleato, sia l’alleato che ti sta accanto sia l’alleato che desiste per favorirti. Spesso accade, quindi, che si possa uscire vincitori con piccoli numeri – come sarebbero maggioranze del 20-30% o persino del 40% – a condizione che si sappia cercare compagni di merenda.
Il tema della governabilità, si può dire a questo punto, quando è affrontato per via tecnico-elettorale si rivela insolubile oppure fonte di alleanze che gli elettori rifiuterebbero se potessero sceglierle.
Le maggioranze vere sono frutto di una volontà politica che si coagula attorno a uno o più partiti che attraggono cittadini.
È la regola aurea. So che è politicamente scorretto scriverlo, ma l’unica legge elettorale che potrebbe unire governabilità, rispecchiamento della volontà popolare e alleanze di programma o di campo è il sistema proporzionale.
Questo sistema apparentemente non dà il vincitore ma indica il primo in classifica e consente a tutte le forze di essere rappresentate (si potrebbe introdurre una piccola soglia di sbarramento per far desistere partiti irrilevanti dalla partecipazione alla tenzone).
LA CONTINUA RICERCA DI LEGGI SALVIFICHE. Il primo in classifica per fare il governo ha due strade: la prima, dichiara subito con chi lo fa e con chi non lo fa. Accadeva così alla Dc negli anni che ormai possiamo considerare felici dell’Italia repubblicana confrontati con le miserie e la villania della politica di oggi (tanto la questione morale c’era e c’è tuttora).
Oppure, seconda strada, il primo in classifica cerca in parlamento e alla luce del sole i suoi voti, patteggiando, mettendo in campo cambi di programma, convergenze e attutite divergenze.
Ditemi se non è meglio questa roba piuttosto che la trattativa Hollande-Sarkozy o, domani, quella Grillo-Salvini per mandare a casa Renzi.
Il dramma della crisi e della vita pubblica italiana è la sua estrema giuridicizzazione, la sua bulimia normativa, la sua ricerca esasperante di leggi salvifiche.
È la politica che ti salva. Il resto sono espedienti che al tempo di oggi un gruppo agguerrito e forse benemerito di ragazzi anti-burocrazie può far saltare.
Tornate indietro se potere. La ricreazione è finita e con questi giochi sulle leggi elettorali state spingendo le persone all’indifferenza verso le grandi scelte e privilegiando le scelte “anti”, cioè non programmatiche, ideologiche alla rovescia, rischiose.

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