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ESTERI 23 Dicembre Dic 2015 2150 23 dicembre 2015

Libia, l'Onu approva la risoluzione

Trenta giorni per formare il governo di unità nazionale con Tripoli capitale. Saranno possibili futuri raid sull'Isis.

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L'Isis è presente in Libia da circa un anno.

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato mercoledì 23 dicembre all'unanimità la risoluzione sul futuro politico della Libia. Il testo dà legittimità all'accordo politico firmato il 17 dicembre in Marocco e prevede trenta giorni per la formazione di un governo di unità nazionale con Tripoli capitale.
«La risoluzione del Consiglio di Sicurezza sulla Libia è un importante passo verso la stabilizzazione del Paese», ha dichiarato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, «ed è una decisione alla quale l'Italia ha contribuito in modo determinante con il lavoro di questi mesi culminato nel vertice di Roma del 13 dicembre».
«FORNIRE AIUTI AL GOVERNO LEGITTIMO». «La risoluzione esorta tutti gli Stati a rispondere positivamente alle richieste di aiuto che verranno nei prossimi mesi dal governo legittimo libico», ha ricordato il ministro.
Il testo ha preso le mosse proprio dal Comunicato di Roma, approvato il 13 dicembre nella riunione convocata dal ministro Gentiloni e dal Segretario di Stato John Kerry e a cui hanno partecipato i cinque membri permanenti dell'Onu, i Paesi europei e gli attori regionali come Egitto e Turchia.
Su insistenza della Russia è stato introdotto un paragrafo che incoraggia tutte le parti libiche a cogliere l'opportunità di impegnarsi costruttivamente con il governo di unità nazionale, in linea con le dichiarazioni sulle 'porte aperte' dell'inviato speciale dell'Onu Martin Kobler.
POSSIBILI MISURE CONTRO L'ISIS. Non ci sono riferimenti espliciti al Capitolo Sette, che autorizza l'uso della forza.
L'accordo ricorda però la determinazione della risoluzione 2238 del 10 settembre in cui si afferma che la situazione in Libia «costituisce una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale» e offre un mandato di fatto ai Paesi che intendano «assistere il governo di unità nazionale», sollecitandone il sostegno, «se richiesto», di fronte a minacce di Isis, gruppi affiliati, Ansar al Sharia e al Qaeda.
Rimangono gli occhi puntati sulle parti libiche, anche quelle che non hanno ancora firmato, ma anche su quanto nel prossimo mese riuscirà a fare il generale italiano Paolo Serra, consigliere militare della missione Unsmil, che - ha detto nei giorni scorsi l'inviato Onu per la Libia Martin Kobler - sta trattando con esercito e polizia regolare libici, ma anche con le milizie, per consentire al nuovo governo e alla missione Onu di rientrare nella capitale.
«Sono consapevole - ha ammesso Gentiloni - di quanto lunga e difficile resti la strada» e che «nessun trionfalismo è giustificato. Ma oggi non posso che esprimere la grande soddisfazione dell'Italia».

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