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FACCIAMOCI SENTIRE 28 Dicembre Dic 2015 1500 28 dicembre 2015

Toh, non piove: e l'Italia scopre l'inquinamento

Previsioni meteo e prevenzione? Ignorate. Ora però la politica prenda decisioni impopolari.

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Nebbia di smog a Milano.

Da qualche decina di anni le temperature si stanno innalzando a livello globale e alcuni scienziati sostengono che basterebbe un ulteriore aumento della temperatura di quattro gradi per sommergere molte delle più popolose città del pianeta a causa dello scioglimento dei ghiacci polari.
Contemporaneamente, in molte pari del mondo, l'inquinamento dell’aria sta raggiungendo livelli intollerabili per la salute umana.
Ciononostante, anche se da una trentina d’anni si è sviluppata una maggiore sensibilità alle tematiche ambientali, al di là delle dichiarazioni di buona intenzione poco è stato fatto dai vari governi nazionali e dalle organizzazioni internazionali per affrontare il problema in modo serio.
BELLE CONFERENZE, E POI? Tali problemi richiederebbero una gestione certamente planetaria, come emerso dalla Conferenza di Parigi sull’ambiente.
Con specifico riferimento a questa conferenza, si tratta però di vedere (ancora una volta) se il risultato sarà stato solo la diffusione del bel comunicato stampa, che avrà certamente soddisfatto l’intelletto dei partecipanti alla conferenza stessa, ma poi?
LA MODA DI APRIRE TAVOLI. In Italia è esploso in questi giorni, anche massmediaticamente parlando, il problema dello smog.
Di fronte a un tema così importante per la salute di tutti i cittadini, si poteva immaginare che la politica avesse aperto un tavolo (per usare un termine a loro caro) per affrontare il tema in modo organico e coordinato mentre, come ognuno potrà constatare, ogni Comune cerca una propria soluzione.
Difficile immaginare (cercando di sdrammatizzare il discorso) che lo smog di Miano non arrivi a Buccinasco, Corsico o Vimercate per mancanza dell’autorizzazione comunale.
LE POLVERI NON SI FERMANO. Ricordo che anni fa, a seguito dell’incidente alla centrale ucraina di Chernobyl nel 1986, vennero prese misure in aree distanti migliaia e migliaia di chilometri dal luogo del disastro.
Una nube nucleare è certamente diversa dallo smog, ma quante volte ci siamo svegliati a Roma o a Milano con le strade colorate dalla sabbia del Sahara?
E le cosiddette polveri sottili (hanno dimensione di micron, ovvero millesimi di millimetro) dovrebbero invece fermarsi dopo qualche centinaio di metri?
I POLITICI? STRUMENTALIZZANO. Molti (come me) pensano che la politica di fronte a tali problemi dovrebbe fare fronte comune.
E invece ancora una volta assistiamo a uno spettacolo deprimente dove ogni partito cerca di utilizzare argomenti così delicati solo per strappare qualche consenso in più al suo gruppo di appartenenza.

Grillo, a bordo del suo Suv, è l'ultimo che può parlare

La statua di un panda e lo smog di Pechino.

È risaputo che il leader del Movimento 5 stelle Beppe Grillo, per esempio, da sempre usa un Suv (più volte evocato per via del tragico incidente che lo ha visto protagonista anni fa) che non è certo una soluzione ai problemi ambientali, ma ciò non gli impedisce di accusare il governo di 68 mila morti in più nel 2015 per l'inquinamento.
Se ciò fosse vero lui, come molti altri cittadini, me compreso, ne saremmo complici per via dell’uso della nostra macchina, del riscaldamento delle case e delle abitudini di vita con il consumo di prodotti la cui produzione potrebbe avere un forte impatto ambientale.
CHI È DISPOSTO AD ARRETRARE? Il problema dell’ambiente riguarda tutti (più o meno consapevolmente), ma credo che pochi siano disponibili a rimettere indietro le lancette dell’orologio del progresso per trovare una soluzione.
Attualmente la maggior parte dei Paesi del mondo ha un modello di sviluppo basato sui consumi.
Trovare un nuovo modello dove ci si possa sviluppare di più consumando di meno è un esercizio praticamente utopico.
INDIA E CINA, ESEMPI EMBLEMATICI. Non a caso le città oggi più inquinate sono le capitali dei Paesi in via di sviluppo: Nuova Delhi e Pechino, tanto per fare un esempio.
Nelle nazioni di cui queste due città sono capitale - e cioè India e Cina - ogni anno si affacciano al mercato del lavoro 20/30 milioni di persone.
Per creare annualmente così tanti posti di lavoro, al fine di evitare i problemi sociali che ne conseguirebbero, entrambi gli Stati devono avere dei tassi di sviluppo talmente elevati che mal si prestano a una puntuale attenzione ai problemi dell’ambiente.
Difficile immaginare che tali Nazioni siano disponibili a rinunciare a tassi di sviluppo della loro economia a favore dell’ambiente se non obbligati da una situazione insostenibile per la loro salute.

Ben venga l'emergenza smog se ci fa riflettere sulle rinunce

Quello che trovo paradossale è che questi problemi che si trascinano da decine di anni colpiscano solo ora l’opinione pubblica per il fatto che (almeno in Italia) da oltre 50 giorni non piove e non nevica.
La tecnologia moderna consente di prevedere con largo anticipo le condizioni metereologiche e gli scienziati dovrebbero essere in grado di valutarne le conseguenze e permettere ai politici di stabilire cosa si potrebbe fare in via preventiva.
NÉ DESTRA NÉ SINISTRA. I politici da questo lato dovrebbero essere in grado di prendere decisioni anche impopolari se ciò dovesse servire a salvaguardare la salute dei cittadini che non può essere un problema né di destra né di sinistra, ma un valore assolutamente condiviso.
Lo spettacolo al quale stiamo assistendo, viceversa, non lascia troppe speranze al riguardo.
Qualunque sia il tema, l’obiettivo è come poterlo utilizzare contro l’avversario politico di turno, non di contribuire, pur nel rispetto dei ruoli, all’identificazione di una soluzione.
Come si possa aver fiducia (comunque la si pensi) a una simile classe politica Dio solo lo sa.
INQUINAMENTO DA BENEDIRE. Una cosa però sembra certa: se un paio di mesi di assenza di pioggia e neve potessero contribuire a sviluppare nell’opinione pubblica una maggior sensibilità ai problemi ambientali e una disponibilità a qualche rinuncia individuale per realizzare un mondo più “pulito”, allora non potremmo che benedire queso evento.
Vorrebbe dire che l’anno della Misericordia sta iniziando con il piede giusto.

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