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QUIRINALE 31 Dicembre Dic 2015 2000 31 dicembre 2015

Sergio Mattarella, il primo discorso di fine anno

Il capo dello Stato parla agli italiani. Elenco di problemi, osservazioni di maniera, nessuna sorpresa né accenno polemico. Troppo istituzionale.

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Sergio Mattarella pronuncia il discorso di fine anno.

Un anno al Quirinale per Sergio Mattarella, che parla agli italiani per la prima volta da presidente della Repubblica nel tradizionale discorso di fine anno.
Vigilanza discreta sulle dinamiche istituzionali, nessuna ingerenza in altri poteri dello Stato, meditata distanza dalle polemiche politiche hanno contraddistinto finora il suo mandato. Semplicità e brevità hanno marcato anche il discorso che ha chiuso il 2015: tono asciutto, linguaggio misurato, stile fin troppo istituzionale.
LE 'CHIACCHIERE AL CAMINETTO' DI SERGIO. Mattarella ha parlato di lavoro, evasione fiscale, terrorismo e immigrazione. Ha rivolto direttamente agli italiani le sue personali 'chiacchiere al caminetto', che sono suonate molto pacate rispetto a quelle decisamente più battagliere del suo predecessore, Giorgio Napolitano, che pure è stato il primo a congratularsi con il Capo dello Stato per telefono al termine della performance.
Il presidente Mattarella ha rivolto agli italiani una sobria esortazione: «Tutti quanti siamo chiamati a prenderci cura della Repubblica». Evitando però, con la stessa cura, di sferzare i partiti e le classi dirigenti.
PLAUSO DI MATTEO RENZI. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha apprezzato su Twitter: «Discorso bello e diretto al cuore degli italiani. Grazie Presidente #buonanno». Poi ha commentato: «Un messaggio bello, che è arrivato al cuore degli italiani, pieno in ogni sua parte di amore per il nostro Paese».

LAVORO CHE MANCA «SOPRATTUTTO AL SUD». Completati gli auguri di rito, il presidente Mattarella ha iniziato il suo discorso dal tema del lavoro. «Auguri cordiali a tutti gli italiani e a tutte le italiane. Vorrei dedicare questi minuti alle difficoltà e alle principali speranze del Paese. Il lavoro anzitutto, che manca ai giovani e soprattutto al Sud». La condizione economica dell'Italia, però, «va migliorando: questo va sottolineato. Anche le prospettive per il 2016 appaiono favorevoli».
LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE. Le parole più severe Mattarella le ha spese per il secondo tema in scaletta, quello dell'evasione fiscale.
Citando uno studio di Confindustria, il Capo dello Stato ha detto che «nel 2015 si calcola in Italia un'evasione di 122 miliardi di euro, pari a 7,5 punti di Pil. Soltanto dimezzando l'evasione si potrebbero creare oltre 300 mila posti di lavoro». L'evasore, ha aggiunto Mattarella senza destare particolare sorpresa, «danneggia la comunità nazionale».
SMOG? «MIGLIORARE IL TRASPORTO PUBBLICO». L'elenco dei problemi snocciolati dal presidente della Repubblica è passato dall'evasione all'ambiente.
«In questi giorni avvertiamo allarme per l'inquinamento. Il problema dell'ambiente, che a molti e a lungo è apparso soltanto teorico, oggi si rivela concreto e centrale». Difendere l'ambiente è una responsabilità che riguarda «ciascuno di noi», ha detto Mattarella. «L'impegno delle istituzioni, nazionali e locali, deve essere sempre maggiore. Un esempio: si può chiedere ai cittadini di limitare l'uso delle auto private, ma, naturalmente, il trasporto pubblico deve essere efficiente. E purtroppo non dovunque è così». Molto della qualità della nostra vita dipende «dalla raccolta differenziata dei rifiuti e dal rispetto dei beni comuni. Non dobbiamo rassegnarci alla società dello spreco e del consumo distruttivo di cibo, acqua, energia».
IL TERRORISMO «CI VUOLE IMPAURIRE». Abbastanza scontato anche il passaggio sul terrorismo, che secondo il presidente della Repubblica «ci vuole impaurire e condizionare». Non glielo permetteremo, ha promesso il Capo dello Stato. «Difenderemo le conquiste della nostra civiltà e la libertà delle nostre scelte. Con questo spirito abbiamo sentito, tutti, la sofferenza dei parenti delle vittime di Parigi e ci siamo stretti intorno alla famiglia Solesin, Le nostre Forze di polizia e i nostri servizi di sicurezza stanno agendo con serietà e con competenza per difendere la tranquillità della nostra vita. Il pericolo esiste, ma si sta operando con grande impegno per prevenirlo. Agli altri Paesi della Ue abbiamo proposto di aumentare la collaborazione».
IMMIGRAZIONE «DA GOVERNARE». Proseguendo sulla stessa linea di buonsenso, il presidente della Repubblica ha toccato l'argomento immigrazione.
«Il fenomeno migratorio nasce da cause mondiali e durerà a lungo. Non ci si può illudere di rimuoverlo, ma si può governare. E si deve governare. Può farlo con maggiore efficacia l'Unione europea e la stiamo sollecitando con insistenza. Quegli immigrati che commettono reati devono essere fermati e puniti, come del resto avviene per gli italiani che delinquono. Quelli che sono pericolosi vanno espulsi. Le comunità straniere sono chiamate a collaborare con le istituzioni contro predicatori di odio e chi pratica violenza». Insomma: «serve accoglienza, ma serve anche rigore».
LA CHIMERA DELL'ONESTÀ. L'illegalità però riguarda anche chi «corrompe e chi si fa corrompere. Chi ruba, chi inquina, chi sfrutta». Un 'chi' piuttosto generico. «La quasi totalità dei nostri concittadini crede nell'onestà. Pretende correttezza», ha detto Mattarella, spiegando che oggi «i più giovani esprimono il loro rifiuto per comportamenti contrari alla legge». Rispettare le regole, al contrario, «vuol dire attuare la Costituzione, che non è soltanto un insieme di norme ma una realtà viva di principi e valori».
RICONOSCENZA PER LE DONNE. Sergio Mattarella ha dedicato infie un «pensiero di riconoscenza a tutte le donne italiane», che «fanno fronte a impegni molteplici e tanti compiti, e devono fare ancora i conti con pregiudizi e arretratezze. Con una parità di diritti enunciata ma non sempre assicurata; a volte persino con soprusi o violenze». Tre donne hanno incarnato nel 2015 esempi positivi secondo Mattarella: «Fabiola Gianotti, che assumerà la direzione del Cern di Ginevra, Samantha Cristoforetti, che abbiamo seguito con affetto nello spazio. Nicole Orlando, l'atleta paralimpica che ha vinto quattro medaglie d'oro. Nominando loro rivolgo un pensiero di riconoscenza a tutte le donne italiane».

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