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Immigrazione 4 Gennaio Gen 2016 1341 04 gennaio 2016

Svezia e Danimarca reintroducono i controlli ai confini

I due Paesi scandinavi decidono di porre un freno agli ingressi dei profughi. Berlino: «Serve una soluzione europea».

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Stretta di Svezia e Danimarca sul flusso di immigrati in entrata. Per la prima volta dagli Anni Cinquanta Stoccolma ha reintrodotto controlli di identità a bordo di traghetti, bus e navi provenienti proprio dalla Danimarca e all'ingresso del ponte di Oresund che collega Copenaghen e la città svedese di Malmo.
Chi non presenterà passaporti o carte d'identità valide sarà respinto.
L'omessa verifica dei documenti da parte delle società di trasporti comporterà sanzioni.
IN DANIMARCA CONTROLLI FINO AL 14 GENNAIO. Poche ore dopo il governo di Copenaghen, per bocca del primo ministro Lars Løkke Rasmussen, dopo aver informato per telefono il cancelliere tedesco Angela Merkel, ha annunciato la reintroduzione dei controlli nel suo confine meridionale con la Germania dalle 12 di oggi, 4 gennaio, fino al 14.
UNA SERIA MINACCIA PER LA SICUREZZA NAZIONALE. «Il Governo ritiene che l'attuale situzione, con un alto numero di persone in ingresso in un lasso di tempo relativamente breve, comporta una seria minaccia per l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale», ha spiegato la Svezia.
INVERSIONE DI ROTTA PER LA SVEZIA. Insomma, una completa inversione di rotta per la coalizione di Socialdemocratici e Verdi al governo svedese che in passato si era presentata come un faro per la libertà per i profughi che scappavano dai conflitti in Asia e nel Medio Oriente determinata dal fatto che la Svezia ha ricevuto oltre 150mila richieste di asilo nel 2015.
Appena pochi mesi fa, era il 6 settembre, il premier Stefan Löfven diceva: «La mia Europa accoglie le persone che fuggono dalla guerra, la mia Europa non costruisce muri».
BERLINO: SERVE UNA SOLUZIONE EUROPEA. Il governo tedesco, pur non commentando direttamente la decisione danese e svedese, spinge «per una soluzione europea» basata su un controllo efficace delle frontiere esterne dell'Ue. Il portavoce del ministero degli Esteri, Steffen Seibert, ha chiarito di non voler dare giudizi riguardo alla decisione e aggiunto che il meccanismo di Schengen «è molto importante ma è in pericolo a causa del flusso di profughi».
«La soluzione non sarà trovata ai confini nazionali fra il Paese A e il Paese B», ha poi concluso.
I TIMORI DELLA GERMANIA DEL NORD: SCELTA PERICOLOSA. Intanto da Kiel, capoluogo del Land Schleswig-Holstein, la regione più settentrionale della Germania confinante con la Danimarca, il presidente Torsten Albig ha espresso preoccupazione: «Si tratta di una scelta che può nuocere alla buona convivenza tra le regioni di confine e in particolare danneggiare il traffico dei pendolari».
Albig vede un «barlume di speranza» nella scelta delle autorità di Copenhagen di procedere a controlli a campione e di voler salvaguardare il traffico commerciale delle imprese.

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