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MAMBO 8 Gennaio Gen 2016 1001 08 gennaio 2016

Non lasciamo l'Italia in mano ai migranti violenti

Impegniamoci ad accogliere i rifugiati. Ma con chi delinque serve il pugno di ferro.

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Agenti di polizia effettuano dei controlli vicino a Piazza San Pietro, Roma.

La sinistra, anzi le sinistre, hanno reagito ai fatti di Colonia e di altre città del Nord Europa mettendo, al solito, la testa nella sabbia.
La destra, i suoi giornali e i suoi leader, invece hanno trovato il motivo per costruirci sopra più campagne elettorali.
Le sinistre, sorvolando, invece propongono di sé quella immagine “buonista” che gran parte dell’opinione pubblica, anche della stessa area, non accetta. La destra, a sua volta, invoca un mondo chiuso che non c’è mai stato né ci sarà mai.
IL NOSTRO MONDO COSTRUITO DAI 'CAMMINANTI'. Personalmente credo che la nuova immigrazione sia un fenomeno che durerà nel tempo. Troppi Stati si stanno sfasciando nei mondi a noi vicini, troppo luccicante il nostro benessere, che solo noi vediamo sbiadito rispetto a chi ha poco, forse nulla e teme per la vita.
Il mondo l’hanno costruito i “camminanti”, rubo questo termine alla cultura rom. Se i popoli fossero stati fermi staremmo poco più in là dell'età della pietra. Invece la gente si muove. Anche quei Paesi del Nord Europa, un tempo riferimento per i valori del Welfare, sono stati luoghi di partenza per le terre americane.
La questione che la sinistra non sa porre nel modo giusto, io segnalo solo il problema non ho ovviamente la soluzione, è come far convivere la necessità, oltre che l’obbligo morale, dell’accoglienza con la sicurezza.
La sinistra rispetto alla destra deve sostenere che accogliere non è solo virtù cristiana, atteggiamento generoso, ma necessità demografica, condizione per lo sviluppo. Siamo un popolo di vecchi, facciamo pochi figli, molti nostri ragazzi sono disperati, altri ancora vanno via (un giro per i ristoranti di Londra, non per le università britanniche, fa ben capire quanti se ne sono andati).
Noi abbiamo bisogno di migranti da far diventare cittadini. Le comunità che si formano in Italia sono nella stragrande maggioranza pacifiche. Ci sono, come dire, etnie invisibili tanto sono al tempo stesso custodi delle tradizioni e integrate.
SERVE ACCOGLIERE E INTEGRARE I MIGRANTI. Il malessere riguarda un’area geografico-religiosa particolare. E questo malessere spesso, come si vede in Francia e in Gran Bretagna, è di terza e quarta generazione, cresciuto nel confronto fra le miserie ideali delle nostre società e la propaganda folle dell’islamismo radicale.
Quindi, primo punto: accogliere. Direi di più, chiamare.
Secondo punto. Dobbiamo fare una riflessione sullo stato della sicurezza nei nostri Paesi. I recenti fatti, dagli attentati di Parigi a quelli di Colonia, mostrano falle enormi nella sicurezza.
Nel caso degli attentati ci sono state sottovalutazioni di intelligence, nel caso di Colonia il mancato controllo del territorio.
Sui fatti di intelligence non intervengo se non per dire che una efficiente intelligence è una risorsa produttiva per il Paese. Chi pensa ancora a storie di spie e barbe finte legge troppi romanzi. La realtà è un’altra. L’intelligence è scienza modernissima. Per il territorio invece siamo di fronte a un tema in Italia di grande sofferenza.
SERVE PIÙ POLIZIA E PIÙ CONTROLLO. Noi dobbiamo metterci in testa che più forze dell’ordine ci sono, più efficienti sono, più istruite sono più il Paese è democratico, non il contrario.
Troppi territori in Italia sono occupati dalla criminalità e troppi in molte città italiane, grandi e piccole, le stiamo cedendo a gruppi violenti di immigrati (basta pensare alle stazioni di alcune realtà del centro Italia).
Non possiamo chiedere alle forze dell’ordine, nel numero attuale e con gli strumenti e le paghe attuali, di fare miracoli. Ma dobbiamo pretendere che i governi espugnino uno dopo l’altro tutti i territori presidiati da criminali e violenti.
Colonia ce l’abbiamo in casa. Se la sinistra ha paura di vedere gente in divisa sotto casa, se gli si incrina il labbro quando vede poliziotti intervenire di fronte a giovani rissosi, sappia che sta ipotecando il proprio futuro.
Lo dico con una battuta: più polizia c’è in democrazia, più si allontana lo Stato di polizia.
E ho detto tutto, come diceva Totò.

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