MAPPA 16 Gennaio Gen 2016 0900 16 gennaio 2016

Pd, le grane locali sul territorio milanese

L'ombra di Penati su Sesto. Peschiera commissariata. I guai di Melzo e Segrate. A pochi mesi dal voto di Milano, le difficoltà delle giunte dem agitano Renzi.

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Giuliano Pisapia e Matteo Renzi.

A poco meno di un mese dalle primarie milanesi del febbraio 2016 non è tutto oro quello che luccica nello scrigno segreto del Partito democratico.
Al di là dei rituali passi di danza eseguiti dai candidati al ruolo di sindaco tra giornali e televisioni, mentre il centrodestra è sparito dai radar della comunicazione (probabilmente in attesa di scoprire il nome del rivale da affrontare), qualche scricchiolio sinistro angustia Matteo Renzi.
GRANE NELLE GIUNTE. Crepitii che emergono sia dal calo dei consensi sia dalla capacità delle giunte targate Pd di amministrare il territorio.
Innanzitutto un dato interessante e al tempo stesso allarmante per il premier/segretario: il tesseramento, a livello nazionale (dati di fine 2015) segnala, approssimativamente, un -30% rispetto all’anno precedente.
Presupposto che dovrebbe impensierire parecchio in vista della tornata elettorale della primavera.
INFLUENZA NAZIONALE. Una cena di gala che propone piatti succulenti in menù.
Basti pensare al ruolo di primo piano recitato sul territorio nazionale da realtà quali Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna.
Nonostante le mani avanti messe da Renzi, è facile intuire che l’esito del voto è destinato a influenzare (e non poco) anche la politica nazionale.

Sesto San Giovanni: il ritorno di Penati e la frecciata al sindaco Chittò

Ma torniamo a Milano e al suo territorio.
Non tutti, tra i democratici, hanno applaudito il ritorno sulle scene di Filippo Penati, resuscitato dopo l’esito positivo del processo che lo ha visto coinvolto per le vicende legate al presunto “Sistema Sesto”.
L’ex presidente della Provincia di Milano ha più di qualche sassolino da togliersi nei confronti di chi ha cercato di pensionarlo con eccessiva frenesia.
«SERVE PIGLIO E ORGOGLIO». La prima freccia è stata scoccata contro il sindaco della “sua” città, Sesto San Giovanni.
«Monica Chittò», ha detto, «faccia emergere piglio e orgoglio oppure sarà dura vincere ancora».
Perché, da politico scaltro e (ancora) influente, Penati è consapevole dei balbettamenti che le giunte a guida Pd incontrano sul territorio.



PESCHIERA COMMISSARIATA. Lo dimostra il commissariamento di Peschiera Borromeo (poco più di 23 mila abitanti) a fine 2015.
È durata infatti solo un anno e mezzo l’esperienza amministrativa del sindaco Luca Zambon - appena 29enne all'epoca dell'elezione -, costretto dalle opposizioni ad alzare bandiera bianca, ma, soprattutto, da quattro consiglieri del Pd.
Alla base della rottura politica il contestato progetto di riqualificazione di alcune cascine, una di queste all’interno del Parco agricolo Sud, destinata a diventare un agriturismo.



VITTUONE: CRISI POLITICA. Un film già visto a Vittuone (9 mila abitanti) dove, a novembre 2015, il sindaco di centrosinistra Fabrizio Bagini ha rassegnato le irrevocabili dimissioni.
Una decisione maturata a causa della lunga crisi politica che ha coinvolto l’amministrazione comunale.
Anche in questo caso la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata causata da un provvedimento legato all’edilizia scolastica in continuità con la giunta Tenti (sindaco 'mantovaniano' del centrodestra).

Melzo: un caso di rimborsi spese e la preoccupazione di Bussolati

Pietro Bussolati, segretario milanese del Pd.

Insicura da tempo anche la poltrona del primo cittadino di Melzo (18.500 abitanti) Antonio Bruschi.
Già in affanno un anno fa: colpa del rimborso spese (trasporto) richiesto dall’assessore Cinzia Masotina e accordato dal sindaco che ha causato le dimissioni di due assessori in disaccordo con il provvedimento.
Un terzo assessore, Michele Arancio, ha lasciato a febbraio 2015 per dinamiche interne alla maggioranza con cui non era più in sintonia.
IN GIOCO ALTRE POLTRONE. Situazione che investe direttamente il milanese (e renziano) Pietro Bussolati, segretario metropolitano del Pd, ma anche consigliere di maggioranza in questo Comune della cintura milanese.
Carica che gli ha permesso di riscuotere il vero obiettivo: l’elezione a delegato comunale nel consiglio della Città Metropolitana.
Incarico che verrebbe meno nel caso in cui dovesse interrompersi anticipatamente l’esperienza della giunta Bruschi.



TRUCCAZZANO: DIALETTICA ACCESA. Si produce dialettica accesa anche nella piccola realtà di Truccazzano (6 mila abitanti).
Prove di Partito della nazione, con il sindaco Luciano Moretti (ex centrodestra) spesso impiegato nel ruolo di pompiere per contenere le burrasche della maggioranza (liste civiche con occhio a sinistra) che lo sostiene.

Segrate: il grattacapo del Piano integrato di intervento

Matteo Renzi con Paolo Micheli.

Il caso più interessante, però, riguarda senza alcun dubbio Segrate.
L’importante snodo della prima cintura milanese (quasi 35 mila abitanti) è stato il colpo grosso del 2015 da parte del centrosinitra.
Grazie a un pugno di voti, Paolo Micheli (già consigliere regionale eletto con il “Patto civico per Ambrosoli”), è riuscito nella storica impresa di espugnare il fortino del centrodestra.
DELIBERA NEL MIRINO. Come spesso accade, però, la gioia per la vittoria è stata presto accantonata per lasciare spazio ai grattacapi che, per il neo sindaco, si sono sintetizzati, soprattutto, in un atto: la delibera di Giunta n. 65 “adozione del P.i.i. Milano 4 you” prodotta dalla precedente amministrazione.
Sono lontani, infatti, i tempi della campagna elettorale quando Micheli si schierò dalla parte di quelle 300 famiglie in difficoltà a causa del mancato completamento delle opere pubbliche connesse al progetto.
Ora la visione d’insieme sul P.i.i. pare essere un po’ cambiata.
PIATTO DA 350 MILIONI. Anche perché il piatto è ricco.
Si tratta di un intervento da 350 milioni di euro complessivi legato, peraltro, a un nuovo modello di città sostenibile.
Per la cronaca, va segnalato che la mancata approvazione del Piano integrato di intervento renderà impossibile l’avvio del progetto immobiliare collegato.
Cosa farà adesso il sindaco? In molti se lo domandano.
Probabilmente, nella decisione finale, avrà un peso significativo il giudizio dell’avvocato Enrico Murtula, già consulente del Comune di Milano e stretto collaboratore dell’ex vice sindaco di Milano, Ada Lucia De Cesaris.
POLEMICHE CON PISAPIA. Quest’ultima, tornata alla professione di avvocato e interessata al progetto “Milano 4 you”, è stata recentemente inserita nell’organico del noto studio Nctm come socio “equity” esperto di diritto amministrativo e ambientale.
In questa veste ha visto fallire il “suo” progetto riguardante le aree ferroviarie di Milano non senza polemiche con Giuliano Pisapia.
Una cosa è certa: la triangolazione tra Micheli, Murtula e De Cesaris non è particolarmente gradita ad alcuni membri del consiglio di area Pd.

Cernusco sul Naviglio: le mire di Comincini ridimensionate dall'Italicum

Eugenio Comincini.

Un’altra grana riguarderà (tra un paio d’anni) l’attuale sindaco renziano di Cernusco sul Naviglio, nonché vice sindaco metropolitano, Eugenio Comincini.
Nel 2017 scade il mandato di sindaco e, automaticamente, anche la carica all’interno della Città metropolitana.
L’obiettivo, ovviamente, è quello di correre per un posto in parlamento nel 2018.
Ma... non tutti sono d’accordo all’interno del Partito democratico.
COLLEGI MODIFICATI. Pare che una furba manina, a Roma, abbia modificato la struttura di alcuni collegi all’interno dell’Italicum.
È il caso, per esempio, dei Comuni di Pioltello, Rodano e Settala spostati dal collegio 13 al collegio 8.
Scelta che non ha le sembianze di un regalo per l’attuale sindaco di Cernusco. Anzi.
Il cadeau sarebbe destinato a Matteo Mauri, anima organizzativa della corrente di Martina.
I ben informati sostengono che abbia in animo di correre proprio nel collegio di Comincini.



«I RENZIANI? NON ESISTONO». D’altra parte, alcuni dirigenti Pd che hanno chiesto di restare anonimi, commentano così le difficoltà attuali del partito: «I renziani nel nostro territorio non esistono se non in rarissime eccezioni. Molti di noi si dichiarano tali solo in termini di convenienza e opportunità. Si tratta solo di alleanze pronte a rompersi dovesse cambiare lo scenario politico generale».
Probabilmente è lo scrittore serbo Milovan Vitezović a cogliere nel segno quando dice che «un politico abile sta dalla parte giusta sino all’ultimo momento - poi all’ultimo momento passa dalla parte giusta».


Twitter @_MagliaNera

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