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SPIRITO ASPRO 19 Gennaio Gen 2016 1100 19 gennaio 2016

Family day 2016, contraddizioni di un rituale vecchio

Laici brutti e cattivi. Capricci gay da ignorare. Perché i «veri problemi sono altri». Il 30 gennaio cattolici in piazza contro il ddl Cirinnà. Ma se ascoltassero il papa...

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Il Family day del 2015.

L'ultima volta pioveva a dirotto e si sono infradiciati fino al midollo.
La prossima è fissata per il 30 gennaio 2016, nel pieno dei giorni della merla, quando perfino il clima romano mette da parte la proverbiale mitezza e le difese immunitarie sono ormai agli sgoccioli.
E almeno lasciassero a casa i congiunti più fragili, i nonni, i bambini e le donne incinte, per proteggerli dai malanni.
I MALANNI SONO ALTRI. Ma per i promotori del Family day i veri malanni non sono il raffreddore, l'influenza e la tonsillite, bensì il nefando disegno di legge Cirinnà che dà dignità alle unioni civili, comprese quelle gay.
E donne incinte, nonni e bambini, possibilmente in folte nidiate che coprono l'intero arco dell'età evolutiva, dalla culla all'acne, per i dayfamilisti sono l'equivalente umano delle pentole e dei mestoli del cacerolazo, la protesta in stile argentino in cui si sbatacchiano rumorosamente utensili da cucina per attirare l'attenzione sulle magagne del governo.
LAICI BRUTTI E CATTIVI. Nonni e piccini non si possono lasciare a casa al calduccio, vanno portati in piazza a Roma fra vagiti, strilli, cigolii di passeggini e scricchiolii di dentiere, per gridare ai laici brutti e cattivi che «la familia unida (dal sacro vincolo del matrimonio, naturalmente) jamàs serà vencida».
Ad anticipare il cacerolazo, in qualità di pentolone chiassoso, il presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) cardinal Bagnasco.
Che ha già benedetto il Family day, perché la famiglia è il fondamento della società e invece di perdere tempo a compiacere i capricci dei conviventi etero e gay il governo dovrebbe attuare politiche familiari più serie, combattere la disoccupazione, sostenere il welfare.
Insomma, sono ben altri i problemi eccetera eccetera.
PEDOFILI SÌ, UNIONI CIVILI NO. Ricordiamo che si tratta dello stesso porporato che ha negato l'obbligo giuridico dei vescovi di denunciare i sacerdoti pedofili, in nome della privacy delle vittime e delle loro famiglie (non dei sacerdoti, per carità).
Già il benaltrismo dà sui nervi, ma diventa ancora più fastidioso se arriva da un personaggio per cui il problema della pedofilia nella Chiesa sta soprattutto nella privacy dei bambini e delle famiglie.


Meno male che c'è Bergoglio a frenare i vescovi

Il cardinale Bagnasco e papa Francesco.

Forse perché ha assistito di persona al cacerolazo per eccellenza - la grande protesta popolare in occasione della gravissima crisi argentina del 2001 - papa Francesco finora ha preso molto sul serio i Family day, fin da quello del 20 giugno 2015, organizzato sempre contro il ddl Cirinnà: «È contro una proposta di legge e riguarda i laici, non i vescovi», aveva precisato Bergoglio, di fatto impedendo alla Cei di sponsorizzare la kermesse.
VIVERE NEL PRESENTE. Cose che succedono quando a capo di una Chiesa ancora ferma al secolo scorso (quello dei Patti Lateranensi più che quello del Concilio Vaticano II) arriva un pontefice che vive nel presente, cerca di conoscerlo, capirlo, di avvicinarglisi con coraggiosa comprensione.
E a differenza di Bagnasco sa che per gli uomini, le donne e le famiglie di oggi i «veri problemi» non sono solo la pancia piena e la busta paga regolare, ma anche le mille e a volte contraddittorie spinte dei desideri e dei sentimenti.
IL FAMILY DAY LO FISCHIEREBBE. Quindi il pontefice si chiede se ha il diritto di giudicare un omosessuale, riceve in Vaticano un trans con la fidanzata, dice che non è da cristiani figliare come conigli, apre il Giubileo perdonando le donne che hanno abortito - roba che al Family day lo fischierebbero come un pericoloso sfasciafamiglie.
Probabilmente sulla stepchild adoption la pensa come Checco Zalone: l'adozione di una coppia gay non gli sconfinfera, ma di sicuro è avanti anni luce rispetto a Bagnasco e a Kiko Arguello, l'ex pittore fondatore del Cammino Neocatecumenale - e quando sento che un movimento è stato fondato da un ex pittore la mano corre immediatamente verso oggetti scaramantici.
Tanto per capirci, Arguello all'ultimo Family day ha sostenuto che il femminicidio se lo cercano le mogli.
PREGHERÀ PER IL SOLE. Ma per quanto papa Bergoglio disapprovi il Family day, pregherà perché il 30 gennaio a Roma splenda il sole.
Non vuole che i nonni, i bimbi e le donne incinte si ammalino. Almeno lui.


Twitter @LiaCeli

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