Padoan, tutelare diritti pensioni
AFFONDO 23 Gennaio Gen 2016 1222 23 gennaio 2016

Crollo banche, Padoan punge la Bce

Il ministro: «Ha pesato una municazione poco accorta da parte di Francoforte».

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Non accenna a rasserenarsi il tono del dialogo tra governo italiano e Banca centrale europea.
Se le punture di spillo di Mario Draghi a Matteo Renzi rischiano di incrinare il rapporto tra i due, ad allontanare ulteriormente le parti ci ha pensato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, che, da Davos, ha lanciato parole poco concilianti nei confronti di Francoforte.
«COMUNICAZIONE POCO ACCORTA». Sul crollo delle banche italiane, ha infatti dichiarato Padon, ha pesato una «gestione della comunicazione poco accorta da parte della vigilanza Bce».
Aggiungendo, a proposito delle perdite arrivate al 50% su alcuni titoli, che a «causa di quell'errore c'è stata una redistribuzione della ricchezza».
«DIALOGO POSITIVO CON L'UE». Il ministro dell'Economia ha quindi sottolineato come sulle banche l'Italia abbia «un dialogo molto positivo» con l'Unione europea, facendo intendere di attendersi una «accelerazione» riguardo alla soluzione del nodo delle sofferenze.
«SISTEMA BANCARIO SOLIDO». Padoan ha poi ribadito che il sistema bancario italiano «è solido» e che i fondamentali sono più forti di quanto pensi il mercato. «Al Consiglio dei ministri della prossima settimana» - ha aggiunto - «ci sarà un insieme di misure relative proprio al sistema bancario». Le misure dovrebbero comprendere, ha spiegato il ministro, «un'autoriforma del credito cooperativo», con l'aggregazione intorno a un gruppo simile al Credit Agricole francese, e ulteriori misure per facilitare lo smaltimento dei crediti deteriorati in pancia alle banche.

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