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POLITICA 24 Gennaio Gen 2016 1800 24 gennaio 2016

Bassolino iettatore: così gli avversari vogliono affossarlo

Come la Mussolini nel 93, gli avversari accusano Bassolino di portare sfortuna. Nel tentativo di screditarlo. «Le sue prossime vittime? Saranno Higuain & co». 

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Antonio Bassolino.

A scatenare la bagarre è stato alle ore 22.58 del 16 gennaio tal Gaetano La Nave, che proprio un “signor nessuno” non sarà visto che è sua la firma numero uno che legittima la candidatura alle primarie napoletane del Pd di Umberto Ranieri, già sottosegretario agli esteri e da una vita “delfino” in terra vesuviana di Giorgio Napolitano, l’ex presidente della Repubblica
«Bassolino», ha scritto su Facebook l’uomo di Ranieri, «porta male al Napoli. Negli ultimi cinque anni il Napoli è ritornato squadra, conquistando il terzo posto, vincendo coppe Italia, andando in Champions. Un’inversione di tendenza rispetto alla crisi iniziata a partire dal 1993 (l’anno di insediamento di Bassolino a sindaco ndr), fino al fallimento della società e alla serie C».
Poi La Nave, imperterrito, conclude: «Un buon e ulteriore motivo per non votare Bassolino, che ha portato male - da buon uccellaccio del malaugurio - a Napoli e al Napoli in quegli anni. Sciò sciò Bassolì! Indietro non si torna!».
IL POST DI LA NAVE SCATENA FACEBOOK. È già tardi, online. Eppure, apriti cielo: per tutta la notte e nei giorni successivi il popolo di Facebook - così crudamente eccitato su sfiga, fede politica e scaramanzia - si dimena agitatissimo in una sarabanda logorroica di “mi piace” e non mi piace da far fibrillare il web.
Gente semplice e intellettuali, giornalisti e politici, e poi economisti, avvocati, attori, cantanti, impiegati e varia umanità: mezza Napoli nottambula condivide e mezza no, in una tenzone dialettica rimpinzata di allusioni, parolacce e insulti ma anche di citazioni quasi colte e aneddoti, seriosità e briciole di ironia: «Madonnina mia bella!», commenta esterrefatta Gabriella Pepe appena appare il post di La Nave.
E Pierfrancesco Del Mercato: «Fra tanti problemi, è avvilente parlare di politica da tifosi di calcio. Discutiamo piuttosto della delibera di de Magistris di ristrutturare lo stadio san Paolo a spese del Comune per darlo gratis al presidente De Laurentiis».
«UN'ANALISI POLITICA DA OSTERIA». Domenico Muzio liquida in due parole il post anti-Bassolino: «Tu non stai bene con la testa. Però… Forza Napoli!».
Luigi Ferrara è altrettanto stentoreo: «Col tuo post sarà pure stata sdoganata la superstizione, ma non la stupidità».
Più solidale, ma si fa per dire, Francesco Riso che scrive: «Le tue riflessioni richiedono un ottimo neuropsichiatra».
E Tiziana Petrecca, prendendolo alla lettera, fornisce l’indirizzo giusto: «Ce ne sta uno bravo in via Gaito, fermata Metro dopo il rione Alto».
Ma di nuovo Luigi Ferrara interviene per scrivere che, in fondo, quella su Bassolino «presunto iettatore» è «solo un’analisi politica e del calcio fatta all’osteria in mezzo a tante brocche di vino».

Il gufismo come forma di comunicazione politica

Matteo Renzi, segretario del Partito democratico.

La discussione impazza. Alessio Postiglione, politologo e componente di punta dello staff del sindaco de Magistris, solidarizza con La Nave.
E lo fa pure Paolo Gabriele, perché - avverte - «il prendersi troppo sul serio fa pensare che i bassoliniani stanno davvero inguaiati».
Lui, La Nave, nel bel mezzo del putiferio on line prova a correggere il senso dell’“anatema”: c’era ironia nelle sue parole, lui ha fatto un’analisi che riguarda gli anni di Achille Lauro sindaco (una coppa Italia) e quelli delle giunte Valenzi e del pentapartito di Pomicino, Di Donato e De Lorenzo (due scudetti).
E poi rilancia: «L’uso del gufismo come forma di comunicazione politica», fa sapere il 17 gennaio, «è stata adottata da molti leader politici a partire dal premier Renzi». Come dire: «Non lamentatevi troppo, perché chi di gufismo ferisce da iettatore finisce».
I BASSOLINIANI IN RIVOLTA. Tutto risolto? Macché. I bassoliniani insorgono: «Noi filo-gufisti? Menzogna! Chi mai si permette di coniugarci con quel che dice, fa o pensa Matteo Renzi?».
A Napoli - dove si continua a sparare in strada e a morire per sbaglio - perfino il cardinale Crescenzio Sepe ha ammesso che «la camorra ha dichiarato una vera e propria guerra allo Stato italiano».
Eppure, si procede a tentoni. L’ultima persona che Salvo D’Acquisto sottrasse alla furia delle Esse-esse è morta nell’indifferenza della città.
Il Comune, che ha dedicato le scale del film Scusate il ritardo a Massimo Troisi, ne ha sbagliato l’ubicazione e ha dimenticato di invitare l’attore Lello Arena.
Pezzi di città crollano sotto gli occhi di tutti. E il lavoro che mancava, manca ancor di più.
«E SE ANTONIO TIFASSE JUVE?». Sull’area di Bagnoli da bonificare imperano lo scippo di Stato e il caos endemico. Eppure, a suscitare gli entusiasmi online è una stupidaggine come il giochino intitolato «Chi sarà l’anti-Bassolino? Clicca qui e lo saprai».
E in troppi appaiono concentrati da giorni su iettatori e menagramo, scongiuri e fatture, chi porta bene e chi porta male.
«Roba da non credere», sbottano i meno distratti. Oriana Cerbone, su Facebook, ritiene utile rispondere al post di La Nave ricordando una massima di Winston Churchill: «Gli italiani perdono guerre come se fossero partite di calcio. E le partite di calcio come se fossero guerre».
Tommaso Ederoclite, che si chiama come l’ex portavoce del Pd provinciale, dà il suo contributo al dibattito: «Forza Inter», scrive laconico. E Paolo Gabriele, insinuante: «E se venisse fuori che Bassolino tifa Juve?».

Le sorti del Napoli s'intrecciano con quelle della politica locale

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e il presidente del Napoli calcio Aurelio De Laurentiis allo stadio San Paolo.

La rissa non si placa. Non è la prima, non sarà l’ultima.
Ha scritto Matilde Serao: «Tutte le superstizioni del mondo sono raccolte a Napoli».
A baciare la teca col sangue sciolto di san Gennaro si sono precipitati negli anni la cattolicissima sindaca Rosa Iervolino Russo ma anche il laico Bassolino, il laico de Magistris (che a Claudio Sabelli Fioretti ha addirittura confidato: «Gesù è dentro di me») e il laicissimo Maurizio Valenzi.
Sfiga e politica. Pallone e scongiuri. Già in molti hanno tentato di combinare le sorti del Napoli calcio con quelle della politica locale.
HIGUAIN SPOSTA PIÙ DEI DIBATTIVI TIVÙ. C’è da giurarci che per i candidati a sindaco una foto sottobraccio con Gonzalo Higuain equivarrà nei prossimi giorni a cento comparsate in tivù.
È dal 2012 che negli ambienti politici c’è chi accusa il sindaco de Magistris di essere di nascosto un tifoso dell’Inter.
Online girano foto di “Giggino” che indossa la maglia neroazzurra. Da qui a bofonchiare che la sua presenza allo stadio al fianco del presidente De Laurentiis sia spesso “di ostacolo” alla buona sorte di Higuain e compagni, il passo è breve.
Del resto, anche de Magistris non ha talvolta rinunciato a “usare” la superstizione come arma di autodifesa o di attacco politico: in molti ricordano i suoi irritati riferimenti alle “ciucciuvettole” (le civette ndr), cioè a coloro che criticano la bontà delle sue iniziative.
«VOI SIETE IETTATORI». Ma il più plateale ricorso alle armi anti-malocchio lo sfoderò Alessandra Mussolini nel novembre 1993 quando - da candidata a sindaco di Napoli - urlò in diretta tivù proprio all’esterrefatto Bassolino: «Voi siete iettatori, state portando male all’Italia!». E poi, facendo le corna: «Tiè tiè ciucciuvè!».
E oggi? Oggi a Napoli la superstizione è super partes.
Guai a convocare di venerdì 17 la seduta del consiglio comunale: andrà di sicuro deserta.
Ma amuleti a parte, Bassolino appare finora l’unico tra i candidati a essersi affrettato a confrontarsi tra la gente, nei condomini, in strada.
Forse attento a quel che dicono politologi come Mauro Calise (suo ex consigliere ndr) e Paolo Macry, secondo cui alle elezioni per il sindaco l’elettorato “in libera uscita” sarà sensibile - come in uno specchio di Biancaneve - «alle identità personali dei candidati molto più che ai programmi e alle idee».

Twitter @enzociaccio

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