Garko, Raffaele e Ghenea in cast Sanremo
FACCIAMOCI SENTIRE 25 Gennaio Gen 2016 1024 25 gennaio 2016

Tutti pronti per Sanremo, l'oppio degli italiani

Poche settimane al Festival. L'occasione in cui il Paese fa finta che tutto vada bene.

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Come da tradizione dal 9 al 13 febbraio si terrà al Teatro Ariston di Sanremo il 66esimo Festival della canzone italiana.
Per la seconda volta consecutiva Carlo Conti vi lavorerà nella doppia veste di presentatore e direttore artistico e nella sua prima veste sarà affiancato dall'attore Gabriel Garko, dalla comica Virginia Raffaele e dalla modella e attrice rumena Mădălina Diana Ghenea. Il Dopofestival sarà invece condotto da Nicola Savino con Max Giusti e la Gialappa's Band.
Si percepisce una attesa crescente per questo evento annuale che però può essere classificato più come un grande show, anche considerando i nomi citati, che come reale Festival della canzone italiana.
INTERESSATI SOLO ALLO SHARE. L’obiettivo principale infatti (e nei fatti) non è quello di offrire ottima musica italiana che possa poi avere grande successo sul mercato nazionale e internazionale, ma verificare se i dati Auditel, alla fine, diranno che questa edizione sarà stata vista da più spettatori (o meno) rispetto all’edizione precedente.
Saranno in gara 20 big (nella Sezione Campioni) e otto saranno i cantanti della sezione Nuove Proposte.
Sembra che i cantanti, una volta raggiunta la notorietà, non amino confrontarsi in una competizione (dove ovviamente si può anche perdere) per cui, salvo rarissime eccezioni, non partecipano a Sanremo se non come ospiti.
Se chiedete infatti a 1.000 persone a caso di darvi il nominativo di un cantante da considerare “big” difficilmente daranno il nome di uno dei 20 della Sezione Campioni. Facilissimo ritrovarli invece tra gli “ospiti”.
Sanremo è un po’ una sorta di Repubblica parlamentare canora e come tale degna di rappresentare il nostro Paese. Quello che conta è il risultato Auditel a prescindere dallo spirito dell’evento.
Vedrete che tra breve si inizierà a parlare del contenuto sociale di alcuni testi che però varrà solo per i cinque giorni dell’Ariston, che durante la competizione canora troveranno il modo di fare un po’ di pubblicità a qualche problema reale (valido sempre rigorosamente entro i fatidici cinque giorni) e che le giurie faranno a gara per trovare un argomento che possa comunque attirare il massimo dell’attenzione mass mediatica sul Festival.
SUL PALCO CI FINIRÀ L'ILVA? Mi lancio in una previsione che naturalmente non azzeccherò come tutte le previsioni che faccio: vista la situazione del Gruppo Riva (l’acciaiere della Ilva per intendersi) e la conterraneità ligure con Sanremo dello proprio stabilimento di Cornegliano non sarei stupito se quest’anno il “palcoscenico sociale” spettasse alle maestranze di questo Gruppo.
Il modello però sembra funzionare e anche molto bene: se chiedete sempre ai soliti 1.000 a caso nessuno dirà di aver seguito il Festival ma poi l’Auditel farà giustizia di tutti coloro che hanno mentito.
Anche quest’anno il team che gestirà Sanremo è abbastanza variegato. Scherzandoci sopra (come credo sia giusto fare trattandosi di canzonette) si potrebbe paragonare all’attuale coalizione di governo. Oltre al solito “Primo ministro” Conti, che comunque rappresenta una “sicurezza”, ci saranno Virginia Raffaele che con le sue imitazioni cercherà soprattutto di far ridere, l’attrice rumena Mădălina Diana Ghenea che non credo possa rappresentare certo la canzone italiana e l’attore indigeno Gabriel Garko. Quest’ultimo immagino con l’intento di attrarre il pubblico femminile.
Il lettore provi a immaginare a quali ministri dell’attuale governo potrebbero essere paragonati. Garko, peraltro, quattro mesi fa aveva conquistato le pagine dei giornali per un lifting che Striscia la notizia aveva definito sproporzionato. Lui aveva replicato che il gonfiore della faccia non era dovuto al lifting ma a un suo problema di salute legato alla tiroide. Speriamo quindi che la tiroide non gli faccia le bizze dal 9 al 13 febbraio altrimenti l’Auditel potrebbe prendersela a male.
PER CINQUE GIORNI I PROBLEMI IN VACANZA. In ogni caso per cinque giorni potremo stare tranquilli: i problemi economici, dell’immigrazione, dell’inquinamento etc. potranno prendersela comoda in quanto gli verrà concessa quasi una settimana di vacanza.
Forse anche la grande attenzione sul caldissimo tema delle unioni civili potrebbe raffreddarsi un po’.
Per questo, forse, Sanremo ha bisogno di identificare un problema sociale da trattare durante l’evento canoro. Anche se credo di avere buona memoria, non ricordo però un tema che sia stato affrontato a Sanremo per esigenze di copione che abbia poi trovato una soluzione.
Da un punto di vista strettamente canoro negli ultimi anni c’è stato un certo numero di arrivi da parte di cantanti che si erano già affermati nella trasmissione Amici della Maria De Filippi il che ha reso più credibile la Sezione Campioni dove però sono ancora presenti alcuni cantanti che, sempre per il parallelo con la politica, andrebbero “rottamati”.
Prendiamola con filosofia: le polemiche sono sempre state una costante della kermesse canora più famosa d’Italia. Anche prima che il festival inizi.
Checco Zalone, per esempio, è già stato osannato dai social non solo per lo straordinario successo del suo ultimo film Quo vado, ma per aver sostenuto di aver rifiutato di partecipare a Sanremo come ospite in quanto i compensi sarebbero molto elevati e lui anziché approfittarne ha deciso di non andare criticando lo sperpero di denaro pubblico.
The show must go on titola una fortunatissima canzone dei Queen (tanto per rimanere in tema canoro). Pochi eventi rappresentano le italiche debolezze come i cinque giorni dell’Ariston: con le sue contraddizioni con la voglia di rendere serio quello che dovrebbe essere soltanto un momento di relax e di spettacolizzare invece quelli che sono problemi seri della società. È lo stesso copione che si ripete tutti gli anni e tutti gli anni l’Auditel dice che agli italiani va bene così.
L’importante è avere un argomento da dibattere e su cui fare polemica. Il resto non conta: the show must go on.


Twitter @FrancoMoscetti

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