Corruzione 160127141636
RAPPORTO 27 Gennaio Gen 2016 1108 27 gennaio 2016

Corruzione, l'Italia fa pochi progressi: in Europa è penultima

In un anno guadagnate otto posizioni nella classifica mondiale. Ma solo la Bulgaria fa peggio di noi in Ue.

  • ...

Sono otto le posizioni recuperate dall'Italia nella classifica mondiale lla corruzione percepita.
Un lieve miglioramento che non cancella, tuttavia, l'allarme ancora elevato sul livello di malaffare che ci colloca al penultimo posto in Europa.
ALLA PARI CON SENEGAL E LESOTHO. Con uno score di appena 44 punti su 100, il nostro Paese occupa altresì il 61esimo posto nella classifica mondiale del Rapporto sulla corruzione della pubblica amministrazione pubblicato da Transparency international, alla pari con Lesotho, Sednegal, Sudafrica e Montenegro.

Tra i 28 Paesi dell'unione europea solo la Bulgaria (69esima con 41 punti) sta peggio di noi.
PODIO TUTTO SCANDINAVO. Il Paese meno corrotto è la Danimarca (91 punti), davanti a Finlandia (90) e Svezia (89).
Gli Stati Uniti sono 16esimi. Mentre i Paesi più corrotti in assoluto sono Somalia e Corea del Nord (fermi ad appena 8 punti).


Sensibile il miglioramento della Grecia, che lo scorso anno era alla pari con l'Italia e nel 2015 si è classificata al 58esimo posto con 47 punti.
In una classifica dominata nei primi tre posti da Paesi scandinavi, la Germania è decima (81 punti) alla pari con Lussemburgo e Regno Unito, la Francia 23esima con 70 punti.
QUADRO DI STAGNAZIONE. «Mentre un pugno di Paesi in Europa e Asia centrale ha migliorato il suo risultato, il quadro generale della regione è quello della stagnazione» , ha spiegato Anne Koch, direttore d'area di Transparency international, aggiungendo che «è molto preoccupante il marcato deterioramento in Paesi come Ungheria, Macedonia, Spagna e Turchia, dove vediamo che la corruzione cresce, mentre si riduce lo spazio per la società civile e la democrazia».

Nella nota di presentazione del rapporto, Transparency ha osservato come «il fatto che un Paese abbia un settore pubblico pulito non significa che non abbia corruzione altrove», sottolineando l'esempio della Svezia, terza nella classifica, dove però «la compagnia finnico-svedese TeliaSonera, in mano allo Stato svedese per il 37%, sta affrontando l'accusa di aver pagato milioni di dollari di tangenti per fare affari in Uzbekistan, Paese al 153esimo posto nella classifica».
CROLLO DEL BRASILE. All’interno degli ecosistemi mondiali vale la pena di sottolineare il crollo del Brasile, duramente colpito dal caso Petrobras, che ha perso cinque punti ed è passato dal 69esimo posto al 76esimo, mentre al vertice e in coda alla classifica la situazione rimane pressoché invariata: Somalia e Corea del Nord si sono confermati anche quest’anno i due Paesi più opachi.

«Otto posizioni in graduatoria non è un numero elevatissimo, ma non è neppure insignificante», ha commentato il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, «soprattutto in un anno nel corso del quale ci sono comunque stati grossi scandali corruttivi, come Mafia capitale: c'è un'inversione, un passo avanti che si registra per la prima volta e che ritengo vada letto anche come un riconoscimento del lavoro fatto sul fronte del contrasto alla corruzione».
CANTONE: «DATI CONFORTANTI». «Non mi considero un incendiario» - ha aggiunto Cantone - «ma non ho mai voluto essere neppure un pompiere: l'Italia resta un Paese con un livello di corruzione molto alto. Ma i dati di oggi, che si riferiscono alla corruzione percepita, sono confortanti. Quest'anno di corruzione si è parlato moltissimo in Italia. Ci sono segnali di discontinuità che non vanno sottovalutati».

Correlati

Potresti esserti perso