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POLEMICA 28 Gennaio Gen 2016 1319 28 gennaio 2016

Guerra in Libia, Renzi scavalca la commissione Difesa

I 700 mln stanziati dal governo non sono stati iscritti nel budget del ministero. Ma in un fondo speciale. Sotto controllo diretto del premier. Protesta il M5s.

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Il premier Matteo Renzi e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan presentano i contenuti della legge di Stabilità.

Matteo Renzi ha deciso già quattro mesi fa, nell’ottobre scorso, di fare la guerra in Libia e stanziare 700 milioni per finanziare la prima fase.
È così confermata la notizia riportata in esclusiva da Lettera43.it il 23 dicembre scorso.
Notizia dai contorni gustosi. Questo cospicuo finanziamento per le operazioni belliche in Libia è stato infatti inserito nella Legge di Stabilità in modo “creativo”.
È stato Renzi in persona a chiedere riservatamente a Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, di effettuare una operazione più che legittima, ma atipica.
IL FONDO SPECIALE DELLA PRESIDENZA. Questa posta consistente, infatti, non è stata affatto iscritta, come da prassi, nel budget del ministero della Difesa, ma in un “fondo speciale” della presidenza del Consiglio, quindi nella disponibilità personale e diretta del premier, fatte salve ovviamente le procedure, cioè l’autorizzazione del parlamento alle operazioni militari.
Un tipico esempio del carattere decisionista e accentratore - si potrebbe dire “craxiano” a tutto tondo - di Renzi, ma anche di una eccellente capacità di dotarsi della possibilità concreta di affrontare scelte complesse e difficili, come la nuova guerra in Libia, peraltro prese con molti mesi di anticipo.
LA PROTESTA DEL MOVIMENTO 5 STELLE. Indicativo di un certo lassismo e di perdita di professionalità delle opposizioni (così come nei media) è peraltro il fatto che, nonostante la notizia da noi pubblicata più di un mese fa, nessuno in parlamento o nelle redazioni si è accorto dell’esistenza di questa consistente posta a disposizione del premier, sino a quando Luca Frusone, capogruppo del M5s in commissione Difesa, non ha notato un rapido inciso di una dichiarazione di Boccia che non ha potuto che elencare questi 700 milioni tra i “margini di flessibilità” previsti dalla Legge di Stabilità.
Ovvie, ma inutili, le vibrate proteste di Frusone, per lo «scavalcamento della commissione Difesa così operato in una fase in cui si è ancora in attesa del nuovo decreto missioni».
Un piccolo esempio di una consistente inversione di tendenza: il parlamentarismo ha “esaurito la sua inerzia propulsiva” a vantaggio della saggia supremazia decisionale dell’esecutivo.

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