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PROTESTE 29 Gennaio Gen 2016 1417 29 gennaio 2016

Roger Waters si schiera con il boicottaggio di Israele

In una lettera aperta, il membro dei Pink Floyd sostiene gli attivisti francesi sanzionati da un tribunale per aver manifestato contro la colonizzazione dei Territori palestinesi.

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Una manifestazione per il boicottaggio di Israele e la foto di Roger Waters.

Roger Waters, bassista e mente creativa dei Pink Floyd (fino al 1985), ha preso posizione al fianco di un gruppo di attivisti francesi per il boicottaggio di Israele in quanto nazione colonizzatrice dei Territori palestinesi.
In Francia è in corso un dibattito su quanto sia lecito incitare al boicottaggio di Israele, come fa da anni il movimento Boycott, Divestment and Sanctions (Bds).
Secondo il governo, queste forme di protesta rischiano di fomentare l'antisemitismo. E per evitare che ciò avvenga, le autorità si sono appellate a una legge contro l'incitazione alla discriminazione grazie alla quale hanno condannato 12 persone.
A molti, l'utilizzo di questo strumento giuridico appare più una limitazione della libertà di parola che una misura atta a contenere l'odio razziale.
LA LETTERA IN SOSTEGNO DEL BDS. Waters si è rivolto con una lettera aperta (qui il testo completo) ai supporter del Bds, dichiarando loro tutto il suo sostegno per la lotta che combattono contro il sistema giudiziario.
«Miei cari cittadini», scrive il membro dei Pink Floyd, «da anni deploro l'occupazione della Palestina e la sottomissione di tutti i cittadini non ebrei. La discriminazione israeliana contro il popolo palestinese a partire dal '47-'48 è inaccettabile» (…)
LA PROTESTA DICHIARATA ILLEGALE. «Leggo con orrore che un vostro tribunale ha dichiarato illegale una pacifica protesta dei sostenitori del Bds contro le politiche dell'attuale governo di Israele - che sono razziste, oppressive e discriminatorie – sostenendo che la protesta stessa fosse discriminatoria e sanzionando i manifestanti (...)
Il Bds è il solo efficace percorso per la possibilità di pace nella Terra Santa, basato sul benessere sia dei palestinesi che degli israeliani (…)
La legge dovrebbe servire gli oppressi, non gli oppressori. Se la vostra legge protegge gli oppressori, i razzisti e chi discrimina – e punisce gli uomini e le donne di buon cuore che innalzano le barricate della libertà – allora la vostra legge è uno schifo.
Con amore e rispetto, cari cittadini,
Roger Waters
NUOVA ONDATA DI INSEDIAMENTI. Il 26 gennaio, il ministero della Difesa israeliano ha approvato la costruzione di 153 nuove case per coloni in Cisgiordania, rilanciando la campagna illegale (per i vigenti trattati Onu) di insediamenti che molte critiche affronta in tutto il mondo. Lo stesso segretario generale delle Nazioni Unite, Ban ki-moon, si è opposte alle manovre del governo Netanyahu, proprio nella giornata precedente al Giorno della Memoria. «Le attività di colonizzazione», ha detto per l'ennesima volta il segretario generale, «sono un affronto per il popolo palestinese e per la comunità internazionale».
Anche perché «si corre il rischio che la opzione dei due Stati svanisca per sempre».

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