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POLTRONA VACANTE 2 Febbraio Feb 2016 1817 02 febbraio 2016

Procura di Milano, futuro nelle mani di una berlusconiana

La relatrice sul sostituto di Bruti Liberati sarà Casellati. Molto vicina al Cav. Melillo e Greco tra i papabili. E le correnti della magistratura si schierano.

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Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Sarà Maria Elisabetta Alberti Casellati, tra le fondatrici di Forza Italia nel 1994, poi senatrice e sottosegretario dei governi Berlusconi con il Popolo della Libertà, la relatrice per la nomina del successore di Edmondo Bruti Liberati in procura di Milano.
Sarà lei, attuale vicepresidente della quinta commissione per gli incarichi direttivi e membro laico del Csm, già dalla prossima settimana, con tutta probabilità martedì 9 febbraio, a fornire dati e informazioni sui nove candidati che ambiscono a una delle poltrone più importanti nelle procure della Repubblica in Italia.
LA DECISIONE ENTRO FINE MESE. A quel punto la commissione dovrà valutare i vari curriculum, poi la decisione sarà presa dal plenum di palazzo dei Marescialli. A quanto pare si spera di arrivare a una decisione entro la fine del mese.
Sul nuovo capo del Palazzaccio, reso noto dalla stagione di Tangentopoli e dalla guerra decennale contro l'ex presidente del consiglio Silvio Berluconi, la confusione è grande.
Anche perché, a differenza di sei anni fa, la politica italiana è cambiata, come soprattutto il presidente della Repubblica, che - va ricordato - è sempre il capo del Consiglio Superiore della Magistratura.
IL PESO DI MAGISTRATURA INDIPENDENTE. Al Colle non c'è più il «migliorista» Giorgio Napolitano, ma il democristiano Sergio Mattarella.
E a Palazzo Chigi c'è Matteo Renzi, il premier e segretario del Partito Democratico, anche se sullo sfondo già si intravede il Partito della Nazione.
Pure le correnti della magistratura hanno diversi pesi e misure. Prima l'asse Unicost e Area (ex Magistratura Democratica) era molto forte. Ora invece è Magistratura Indipendente a contare, con il suo fondatore Cosimo Ferri sottosegretario del ministero di Grazia e Giustizia.
E la corrente, nonostante la spaccatura di Piercamillo Davigo con Ai, continua a farsi sentire, spesso in accordo con Area, a scapito appunto di Unità per la Costituzione.

Da Greco a Melillo: i nomi in corsa

Francesco Greco.

Del resto, nel 2010, Bruti fu «nominato all'unanimità dal Csm, perché più 'politico' rispetto ad altri candidati, in grado di garantire un po' tutti» (copyright Frank Cimini).
A votare all'epoca furono anche i laici del Pdl.
Altri tempi. Di acqua ne è passata molto sotto i ponti. Casellati, garantista, strenua difensore del Cavaliere negli anni dei processi fino ultimo sul caso Ruby, fornirà innanzitutto agli altri esponenti della giunta la griglia dei possibili candidati.
Non è detto poi che in seguito faccia lei stessa un nome possibile per una procura che negli ultimi due anni è stata al centro di uno scontro senza precedenti tra magistrati, nello specifico tra l'ex numero uno Bruti Liberati e l'aggiunto Alfredo Robledo.
I PARERI DI LEGNINI E CANZIO. La partita si preannuncia infuocata. I nomi in corsa sono pesanti.
Dagli interni, come gli aggiunti Francesco Greco e Ilda Boccassini o anche l'ex aggiunto Alberto Nobili, fino agli esterni di fama, come il magistrato anti 'ndrangheta Nicola Gratteri o il capo di gabinetto del ministro Orlando Giovanni Melillo.
E poi ci sono gli outsider Cuno Tarfusser, magistrato alla Corte penale internazionale, il capo della procura di Trento Giuseppe Amato, Andrea Garau di Nuoro e Massimo Meroni, procuratore aggiunto a Bergamo. Francesco Saluzzo non è più nella lista perché è stato nominato a Torino.
Di certo peseranno le correnti, ma potrebbero anche contare i pareri del comitato di presidenza del Csm, dal vicepresidente Giovanni Legnini fino al neo presidente della Cassazione Giovanni Canzio.
POCHE CHANCE PER LA BOCCASSINI. Secondo il sito Giustiziami il primo spingerebbe per un interno come Greco, mentre il secondo per una soluzione esterna come quella di Melillo.
La quadra non è semplice. Già a novembre, Lettera43.it aveva scritto che alla fine a prendersi la procura sarebbe stato un esterno come Amato, nome che a quanto pare è ricominciato a circolare nelle ultime settimane. Ma niente è deciso. E gli stessi esponenti della commissione sono divisi.
Area e Unicost proveranno a ritrovare una sintonia politica ormai smarrita magari convergendo su Greco, ritenuto in continuità con Bruti Liberati?
Oppure Magistratura Indipendente, con il suo consigliere Claudio Galoppi, sempre più importante negli equilibri di palazzo dei Marescialli, romperà questo schema scegliendo un altro candidato?
O sarà la volta di un esterno che può piacere a Renzi come Melillo?
È ancora presto. Resta un dato: dopo anni di battaglie sarà una garantista vicina a Berlusconi a parlare del futuro di quella procura che al Cavaliere ha fatto la guerra per quasi vent'anni. La Boccassini, in sostanza, non sembra avere molte speranze di vittoria.

Twitter @ARoldering

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