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ANALISI 3 Febbraio Feb 2016 1548 03 febbraio 2016

L'inganno di de Mistura, complice del bluff siriano

I raid di Mosca e Damasco devastano Latakia. Nonostante le rassicurazioni dell'inviato Onu. Che svelano il vero volto di Ginevra 3: un'atroce montatura.

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L'inviato speciale dell'Onu per la Siria Staffan de Mistura a Ginevra.

È incredibile che nessuno protesti contro la buffonata inscenata a Ginevra da Staffan de Mistura per conto dell’Onu.
È la terza volta che questa pièce miserabile è in cartellone sul lago Lemano, con risultato nullo. Tant'è che a Staffan de Mistura non è rimasto che annunciare una 'sospensione temporanea' dei colloqui, fissandone la ripresa per il 25 febbraio.
Ma questa volta si è superato il limite.
Staffan de Mistura ha superato il limite.
LA PULIZIA ETNICA DI ASSAD. Mentre l’inviato Onu non riesce neanche a incontrare le delegazioni una per una, l’aviazione russa e le milizie di Bashar al Assad conducono un’offensiva intensissima nelle regione di Latakia contro le milizie turcmene, che nulla, assolutamente nulla hanno a che fare con i jihadisti in un'evidente operazione di pulizia etnica: 6 mila profughi in due giorni.
Contemporaneamente, l’aviazione russa e le milizie di Assad lanciano una offensiva su Aleppo colpendo con determinazione, assieme a Isis e al Nusra, le organizzazioni dell’opposizione presenti a Ginevra.
L'INGANNO DI DE MISTURA. Questo significa semplicemente che de Mistura non ha ottenuto dal regime di Assad - e dalla Russia - neanche una tacita, non formale, sospensione dell’iniziativa militare per permettere l’inizio della trattativa.
Non solo, pare anche che de Mistura abbia ingannato gli oppositori di Assad, assicurando loro che vi sono ampie possibilità e disponibilità da parte di Bashar - e della Russia - di concordare quantomeno una tregua umanitaria che faccia cessare l’assedio per fame a una decina di cittadine (a Madaya 65 sono i morti di fame negli ultimi giorni) e organizzare uno scambio di prigionieri.
Ma di questa disponibilità non si riscontra traccia, come s’è visto. Anzi.
GINEVRA 3 È UN BLUFF. Ogni ora che passa, tutta l’architettura di Ginevra 3 si rivela per quello che è: un gigantesco, atroce bluff.
Una misera mise en scène che ha un solo scopo: perdere tempo, esattamente come lo si perse coscientemente, con Ginevra 1 e Ginevra2, per mascherare la totale assenza di strategia sulla Siria da parte dell’amministrazione Obama e quindi dell’Europa e quindi della Coalizione.
La sola differenza, drammatica, rispetto alle due esperienze precedenti è che oggi la Russia, l’Iran e Assad perseguono, con successo, un obiettivo strategico chiaro: fortificare una enorme “fascia sciita”, una shiia-belt, che parte dal Mediterraneo con la “nuova Crimea” russa installata nelle basi navali e terrestri russe di Latakia e Tartous e arriva all’Afghanistan, passando per il Libano, la Siria, l’Iraq e l’Iran.
LE COLPE DI OBAMA. A questo progetto espansivo, in cui il dominio politico-militare iraniano viene esaltato, non solo Obama non oppone nulla. Ma inconsapevolmente somma una propria complicità.
Una volta legittimato l’Iran come nazione degna di interlocuzione e piena dignità, una volta eliminate le sanzioni, è evidente che Obama apre la via al pieno dispiegamento delle mire regionali degli ayatollah e del loro storico alleato russo.
In questo disastroso quadro, l’Onu interviene con l’elegante de Mistura e fa quello che ha sempre saputo fare: perdere tempo, voltare la schiena dall’altra parte a fronte di una nuova, immensa Srebrenica su suolo siriano.

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