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FACCIA A FACCIA 9 Febbraio Feb 2016 1451 09 febbraio 2016

Cyber security, l'ultimatum di Carrai a Minniti

Cyber security: il braccio destro di Renzi vede Minniti per il posto da consulente. E detta le condizioni: «Non aspetto più d'un mese». Decreto in mano a Manzione.

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Marco Carrai.

Marco Carrai, il Richelieu del premier, il Gianni Letta del renzismo, il braccio destro di Matteo, mette un piede nel governo.
Lo ha fatto lunedì 8 febbraio in due incontri a Palazzo Chigi, prima con l'amico Renzi e poi con Marco Minniti, sottosegretario di Stato con delega alla Sicurezza.
E a quanto pare avrebbe iniziato a porre paletti e condizioni per il suo ruolo da consulente per la cyber security.
Carrai avrebbe posto un limite di attesa alla sua disponibilità, ovvero un mese, anche per chiudere per sempre le polemiche delle ultime settimane, iniziare a lavorare ed evitare nuovi attacchi sul fronte politico.
L'ULTIMA POSSIBILITÀ È DIVENTARE CONSULENTE. Tramontata l'ipotesi di diventare uno '007 con licenza di uccidere', Marchino di Greve in Chianti è in attesa del decreto della presidenza del Consiglio che dovrebbe plasmare la nuova struttura di sostegno ai servizi segreti italiani.
In ballo ci sono i 135 milioni di euro, in particolare l'ingresso di aziende italiane impegnate già da anni nel settore, molte delle quali aveva scritto un appello al premier perché non facesse passare la Cys4 di Carrai, considerata poco conosciuta e professionale.
Secondo alcune indiscrezioni, Renzi aveva messo in ghiacciaia il decreto e la nomina di Carrai, anche dopo i messaggi di disappunto che gli erano arrivati da ambienti dei servizi, come dal Quirinale e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
IL DECRETO NELLE MANI DI MANZIONE. Ma il segretario del Pd non vuole mollare, anche perché il capitolo cyber security sarebbe fondamentale per la difesa del nostro Paese in questo periodo storico.
Al momento il decreto è sulla scrivania di Antonella Manzione, l'ex vigilessa di Firenze ora agli Affari legislativi della presidenza del Consiglio.
In pratica è lei, punta di diamante del giglio magico di Palazzo Chigi, insieme con il ministro Maria Elena Boschi e Luca Lotti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, a dover tirare le fila dei pro e i contro dell'arrivo di Carrai.
E così l'8 febbraio Marchino, già impegnato con la start up Cys4 nel settore del controllo dei dati informatici, ha avuto due incontri a Roma nelle stanze di Palazzo Chigi.
«NON ASPETTERÒ PIÙ DI UN MESE». A quanto pare c'è stato un chiarimento dopo le tensioni delle scorse settimane che avevano portato il ministro Boschi a riconoscere nell'aula di Montecitorio la fiducia proprio a Minniti nell'ambito della sicurezza nazionale.
Secondo quanto filtra, il discorso di Carrai è stato chiaro. «Matteo mi ha chiamato per questo ruolo, per aiutarlo, ma non voglio aspettare più di un mese».
Minniti ha recepito il messaggio, insistendo su un punto in particolare: lo 007 che avrà in mano la struttura, il ruolo che sarebbe spettato a Carrai secondo le indiscrezioni del Fatto Quotidiano, andrà a un dirigente di Aise (spionaggio) o Aisi (controspionaggio).
Si parla quindi di Paolo Poletti, da maggio scorso vicedirettore dell'Aise.

Twitter @ARoldering

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