Monica Cirinnà 160210190354
DIRITTI 10 Febbraio Feb 2016 1902 10 febbraio 2016

Unioni civili, il voto slitta di una settimana

Il presidente del Senato Pietro Grasso nega il voto segreto sull'emendamento Quagliariello-Calderoli, poi respinto. Scontro con Giovanardi. Si cerca un compromesso sulla stepchild adoption.

  • ...

Monica Cirinnà in Senato, durante l'esame del disegno di legge sulle unioni civili.

Si arena subito la discussione nell'aula del Senato sulle unioni civili, con le prime votazioni rimandate a martedì 16 febbraio.
A Palazzo Madama è stato respinto, con il no di 195 senatori e un asse inedito formato da Pd, M5s, Sel e Ala, l'emendamento Quagliariello-Calderoli, che puntava a far tornare il ddl Cirinnà in commissione Giustizia. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha negato il voto segreto e si è scontrato con il senatore Carlo Giovanardi, che lo ha attaccato sul piano personale.
GIOVANARDI CONTRO GRASSO. «Ma quando faceva il magistrato faceva cosi? Il compito del presidente non è di tutelare una maggioranza. Lei fa il servo sciocco della maggioranza e non tutela la minoranza e su una materia così importante. Che il parlamento non si possa esprimere su temi così delicati è una vergogna», ha accusato Giovanardi. Grasso ha replicato a muso duro: «Senatore Giovanardi, le sue offese per me sono una medaglia».
BAGARRE NEL GRUPPO DEL PD. A rendere necessario il rinvio delle votazioni, però, è stata soprattutto la bagarre scoppiata nel gruppo del Pd. I cattolici hanno attaccato il capogruppo Zanda, che vuole lasciare libertà di coscienza solo su tre emendamenti, incentrati sul nodo delle adozioni: quello pro-affido di Stefano Lepri, quello sulla piena adozione gay di Cecilia Guerra e quello all'articolo 22 di Donella Mattesini. I Cattodem, invece, vorrebbero una libertà di coscienza più ampia.
È possibile che alla fine si ammetta il voto di coscienza su altri due emendamenti Cattodem, quello a prima firma Collina all'articolo 3 sui diritti e doveri delle unioni civili, e quello Dalla Zuanna sull'estensione del reato di maternità surrogata.
STEPCHILD DELLA DISCORDIA. Al centro dei contrasti c'è sempre la stepchild adoption, cioè la possibilità per il partner di una coppia gay di adottare il figlio del compagno o della compagna. Contro la stepchild si sono schierate tutte le opposizioni, tranne il Movimento 5 stelle. Il premier Matteo Renzi, annunciando la sua linea in materia di unioni civili, ha preso atto che nell'opinione pubblica italiana c'è una diffusa contrarietà nei confronti delle adozioni per le coppie omosessuali.
UN ALTRO TENTIVO DI MEDIAZIONE. Ecco allora che il rinvio delle votazioni si presta alla ricerca di un'ulteriore mediazione sul punto, per 'ammorbidire' il più possibile la stepchild e distinguere radicalmente le unioni civili dal matriomonio. Rinviata anche la votazione dell’emendamento del Pd firmato dal senatore Marcucci, il cosiddetto canguro, che eliminerebbe la maggior parte degli emendamenti delle opposizioni.

La battaglia procedurale

Il lungo pit stop sul ddl Cirinnà dipende anche dall'esigenza del Pd di continuare la trattativa con la Lega Nord, per farle ritirare la maggior parte dei 5 mila emendamenti presentati, dopo il fallimento dell'accordo tentato mercoledì 10 febbriao. Ma si studiano anche le contromosse, in un vero e proprio balletto di procedure, qualora il Carroccio non cedesse alle richieste Dem.
EMENDAMENTO MARCUCCI A DOPPIO TAGLIO. L'intesa di massima a cui si puntava era il ritiro da parte della Lega del 90% dei suoi 5 mila emendamenti, a fronte della rinuncia del Pd a un emendamento di Andrea Marcucci, denominato super-canguro: se approvato, farebbe decadere la maggioranza delle altre proposte di modifica al ddl Cirinnà. Tuttavia l'emendamento Marcucci è un'arma a doppio taglio: blocca infatti anche gli emendamenti del Pd tesi a migliorare il ddl e, soprattutto, preclude un emendamento dei Cattodem (primo firmatario Stefano Lepri) che sostituisce la stepchild adoption con l'affido rafforzato, emendamento su cui il capogruppo Luigi Zanda si è impegnato a far votare con libertà di coscienza.
L'INCOGNITA DELLO SCRUTINIO SEGRETO. Di fronte al canguro di Marcucci, che verrebbe a sua volta votato a scrutinio segreto, come si comporterebbero i Cattodem, privati della possibilità di votare il proprio emendamento? Il rischio di una bocciatura sarebbe reale. Di qui la riserva sul super-canguro. La Lega ha intuito le titubanze dei Dem e per questo nella trattativa ha mostrato i muscoli: si è detta disponibile a ritirare il 90% delle proprie proposte, ma almeno 80 delle rimanenti fanno riferimento alla stepchild adoption - prevista all'articolo 5 - e richiederebbero lo scrutinio segreto.
DDL SENZA RELATORE IN AULA. Su questo il Pd non ci sta, volendo limitare al massimo tale tipo di votazione. Un'ipotesi a cui si lavora è una riformulazione del testo Marcucci. Una riscrittura servirebbe a non escludere gli emendamenti che tutto il Pd si è impegnato a votare, compresi quelli dei Cattodem. Tuttavia, essa può essere richiesta solo dal governo, visto che il ddl è arrivato in aula senza relatore. Ma nelle riunioni con l'ufficio di presidenza del Pd il ministro Orlando ha spiegato che il governo non intende procedere in questo senso, perché significherebbe trasformare la riformulazione in emendamento del governo. Senza contare i rischi della bocciatura.
CONTINUA LA TRATTATIVA CON LA LEGA. Il regolamento del Senato concede la possibilità a otto senatori di presentare un nuovo emendamento il giorno stesso della seduta, ma allora potrebbe essere sub-emendato dagli altri senatori (sempre in numero di otto), con ulteriore rischio di incremento degli emendamenti. Insomma, la strada della trattativa politica con il Carroccio rimane la più semplice ed è quella che sarà seguita nei prossimi giorni da Luigi Zanda e Alessandro Maran, da una parte, e i leghisti Roberto Calderoli e Giammarco Centinaio, dall'altra.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso