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RIASSETTO 11 Febbraio Feb 2016 1516 11 febbraio 2016

Forestale, la scomparsa nel 2017 non è cosa fatta

Il ministero: a gennaio l'addio al corpo. Sindacati sul piede di guerra. Il Sapaf a L43: «Faremo ricorso ovunque».

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Agenti del Corpo forestale dello Stato.

Primo gennaio 2017. È la data con la quale il governo ha fissato la definitiva soppressione del Corpo forestale dello Stato, destinato a essere assorbito principalmente dall'Arma dei carabinieri.
A sancirlo un decreto attuativo della riforma della Pubblica amministrazione sulle forze di polizia e la Forestale.
Provvedimento, tuttavia, che non sembra trovar d'accordo gli 8.500 agenti coinvolti, costretti, giocoforza, a confluire in altri corpi armati. Non a caso, la protesta che da mesi portano avanti, è sbaracata in questi giorni pure a Sanremo, centro gravitazionale dell'interesse mediatico italiano per l'intera settimana.
RICORSI IN VISTA. «I provvedimenti concernenti l'attribuzione delle funzioni, il trasferimento delle risorse strumentali e finanziarie e il transito del personale del Corpo forestale dello Stato», recita il decreto, «hanno effetto contestualmente a decorrere dal primo gennaio 2017». Ma se i toni utilizzati dal governo assumono un carattere di perentorietà, altrettanto si può dire della replica dei forestali, pronti a dar battaglia a suon di ricorsi.
A ribadirlo a Letter43.it è Marco Moroni, segretario generale del Sapaf, il primo sindacato del corpo , secondo il quale «la militarizzazione che ci è stata imposta dall'iniziativa unilaterale dell'esecutivo è inaccettabile».Per questo, spiega, «ci batteremo in ogni sede, dal Tar al giudice del lavoro, fino alla Corte di giustizia europea.
DISCORDANZE SUI RISPARMI. Lo scopo della riorganizzione è legato a doppio filo a un progetto di armonizzazione e risparmio che i forestali sembrano condividere fino a un certo punto. «Ok la razionalizzaione», è la tesi del Sapaf, «ma il risparmio di cui parla il governo non esiste».
A detta della la relazione tecnica elaborata dal ministero della Pa, la razionalizzazione dei presidi di polizia e dei servizi navali, la gestione associata dei servizi strumentali delle forze e l'assorbimento del corpo forestale nei carabinieri produrranno risparmi per i prossimi tre anni, tra il 2016 e il 2018, pari a quasi 126 milioni di euro. I tecnici hanno calcolato i risparmi al netto degli oneri, quantificando il totale in poco meno di 124 milioni di euro. Inoltre, viene specificato, sia nel decreto che nella relazione tecnica, a partire dal 2018, quindi a regime, i risparmi saranno di circa 58 milioni.
TESSERINI E NUOVE DIVISE. Per Moroni, tuttavia, le cifre non rispondono al vero. «Il Corpo costa alle casse dello Stato 496 milioni l'anno, dei quali 460 solo per gli stipendi degli agenti». Ebbene, «per risparmiare una trentina di milioni si costringerebbero migliaia di persone che hanno scelto una carriera civile ad abbandonarla per intraprenderne una militare. Di fronte alla quale, peraltro, «servirebbero almeno 26 milioni solo per le nuove divise e quasi 40 mila euro per l'assegnazione dei tesserini»
AMBIENTALISTI CON LA FORESTALE. Sette mila, secondo le stime, sarebbero le persone destinate a finire tra i carabinieri: rifiutando quest'opportunità è possibile chiedere il trasferimento alla polizia di Stato o ad altri enti, fermo il rischio di perdere l'indennità e finire in mobilità nel caso non si trovino dei posti disponibili. Senza dimenticare la possibilità di essere trasferiti in località differenti da quelle attuali
.Al fianco della Forestale si sono schierate diverse associazioni ambientaliste, dal Wwf a Legambiente, secondo cui si corre il rischio di inficiare l'autonomia che ha finora garantito la piena operatività della Forestale.. Così la pensa anche Moroni: «Non avremmo protestato se fossimo finiti sotto la Polizia di Stato, ma è inaccettabile essere militarizzaziti da una scelta politica dello Stato».

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