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RIMPASTO 11 Febbraio Feb 2016 1731 11 febbraio 2016

Francia, un governo a porte girevoli

Al ministero degli Esteri torna l'ex premier Ayrault. Rientrano i verdi. Ultimo tentativo di ricompattare i socialisti.

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Jean-Marc Ayrault, ex premier e nuovo ministro degli Esteri francesi.

Fuori i verdi, dentro i verdi. Via un premier, dentro un ministro degli Esteri. Il terzo rimpasto di governo per François Hollande è un ritorno al passato. Un tentativo di ricompattare la sinistra francese a pochi mesi da una tornata elettorale che potrebbe vederlo sconfitto al primo turno o costringerlo a rinunciare alla candidatura. L'ultimo tango del presidente francese riallarga la maggioranza, ristrettasi con l'arrivo del primo ministro Manuel Valls e la svolta neo liberale dell'esecutivo francese.
AYRAULT PER COMPATTARE IL PARTITO. Al posto di Laurent Fabius, nominato il 10 febbraio presidente del Consiglio costituzionale, torna in campo l'ex primo ministro Jean-Marc Ayrault che a marzo del 2014 era stato sostituito con Valls. Al Quai d'Orsay arriva dunque un germanista, che parla correntemente il tedesco, una carta in più per Parigi da giocare sul tavolo dei rapporti piuttosto freddi con Berlino. Ma il ritorno di Ayrault era importante per gli equilibri interni al Partito socialista.
Al punto che, per fare posto all'ex premier, Hollande ha deluso le ambizioni della ex compagna Ségolène Royal, in pole position per il ministero degli Esteri. Ma il manuale Cencelli francese ha avuto la meglio.
DELUSIONE ROYAL. E la Royal si è dovuta accontentare dell'allargamento del suo portafoglio ai Rapporti internazionali sul Clima, un riconoscimento del ruolo svolto durante la conferenza internazionale Cop21 di dicembre.
A sorpresa, fuori Fleur Pellerin dalla Cultura in favore di Audrey Azoulay, fedelissima consigliera di Hollande per le questioni culturali. La leader dei Verdi, Emmanuelle Cosse, prende il posto di Sylvia Pinel al ministero della Casa, i due ecologisti Jean-Michel Placé e Barbara Pompili diventano rispettivamente segretari di stato alle Riforme e al Clima. La scelta della Cosse, che prende il posto che fu dell'ecologista Cecile Duflot poi dimissionaria per divergenze politiche - «A forza di voler fare il presidente di tutti, Hollande è diventato presidente di nessuno», ha scritto dopo l'esperienza di governo, sancisce la definitiva spaccatura del movimento ecologista tra i Verdi che appoggiano il governo e quelli all'opposizione. Ma anche dentro il Partito socialista le fratture restano e la competizione per l'eventuale successione a MACRO GARANZIA PER I MERCATI. Hollande è già in atto. Secondo i rumor precedenti al rimpasto, Emmanuel Macron, il giovane ministro dell'Economia, inviso al primo ministro Valls che lo vede come suo diretto concorrente, rischiava di perdere il suo portafoglio. Ma dovendo aprire a sinistra, Hollanda non ha voluto rinunciare all'uomo simbolo del mantenimento di una linea pro mercato.
Hollande cerca ancora di essere presidente di tutti.

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