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DIPLOMAZIA 13 Febbraio Feb 2016 1050 13 febbraio 2016

Siria, Medvedev: «Nuova guerra fredda»

Il premier russo: «Rapporti deteriorati con l'Occidente». Valls: «Ci saranno nuovi attentati».

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Il premier russo Dmitri Medvedev.

Doveva essere un'occasione per la pace, si è trasformata nella certificazione di uno strappo che appare sempre più insanabile. Al di là della (fragile) tregua strappata in Siria, la conferenza di Monaco ha confermato la divisione del mondo in due blocchi.
«Siamo in una nuova guerra fredda, le relazioni fra Ue e Russia sono deteriorate». L'impressione che si sia tornati indietro di 30 anni è stata confermata dal premier russo Dmitri Medvedev.
CESSATE IL FUOCO IN BILICO. E il cessate il fuoco, ha avvisato il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, è già in pericolo. «Se gli Stati Uniti fanno marcia indietro ora, si assumeranno una responsabilità colossale», ha detto il ministro di Putin spiegando che se non dovessero essere istituite linee di comunicazioni «oneste» e stabili su base «giornaliera, se non ora per ora» tra l'apparato militare russo e quello americano, gli accordi «non potranno essere messi in pratica».
VALLS: «BASTA RAID SU CIVILI». Il muro contro muro continua: «Per ottenere la pace in Siria la Russia deve cessare i bombardamenti sulla popolazione», ha ammonito Manuel Valls, premier francese. L'accordo dell'International Syria Support Group «è un primo passo, ma ora devono seguire fatti e deve essere realizzato».
MOSCA: «NESSUNA PROVA DEI RAID». Ma Mosca non ha alcuna intenzione di incassare in silenzio: «Non c'è alcuna prova del fatto che vi siano bombardamenti contro i civili, anche se siamo continuamente accusati di colpire obiettivi diversi dal terrorismo», ha replicato Medvedev lamentando anche la «mancanza di scambio di informazioni».
Il premier francese, però, è sembrato più preoccupato dal terrorismo: «Siamo in una guerra», ha detto Valls, «ci saranno altri attacchi e grandi attentati, questo è certo. La minaccia non diventerà minore, anche se noi lo vorremmo. La battaglia al terrore durerà a lungo, forse un'intera generazione. Esiste questa fascinazione ideologica, ci sono migliaia di estremisti in Francia, anche tante donne».

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