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PERSONAGGIO 14 Febbraio Feb 2016 1050 14 febbraio 2016

Fabio Rampelli, l'anti-Marchini della destra romana

Inventore di Giorgia Meloni. Ex picchiatore fascista. Vuole affossare Marchini. «Tutti, ma non il palazzinaro ex rosso». Cav, Lega e Fdi scelgono Bertolaso.

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Da sinistra, Guido Crosetto, Gianni Alemanno, Lorenzo Lollobrigida, Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.

Calce e martello contro libri (trasversalissimi: da Evola a Pasolini) e “manganello”.
Se il centrodestra a Roma è esploso sul nome di Alfio Marchini e ora ha trovato la quadra su Guido Bertolaso, la causa è lui, detto «la mente di Giorgia (Meloni, ndr)».
Non molti sanno chi è Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, uno dei più influenti della destra romana post fascista.
Quella, come la definisce lui con Lettera43.it, «creativa, anti-istituzionale, rivoluzionaria contro i poteri forti».
Che ora ai suoi occhi sarebbero rappresentati dal «palazzinaro ex rosso» Alfio Marchini.
GIANNI LETTA IN CAMICIA NERA. Lui, «la mente di Giorgia» - anzi, «l’inventore di Giorgia» - non smentisce queste definizioni.
Lei buca il video, lui la consiglia dietro le quinte.
Lui opera in silenzio, da “Gianni Letta in camicia nera”, e Giorgia lo aveva persino indicato come candidato per Roma, se non si fosse trovato l’accordo con Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, che poi invece si sono allineati sull'ex numero uno della Protezione civile.
GIORGIA NON LO HA ASCOLTATO. Ma Giorgia stavolta a Fabio ha dato retta a metà.
Lui le aveva detto: «Candidati a Roma, se vinci ci prendiamo la Capitale, se perdi saremo il primo partito del centrodestra».
Logica di fronte alla quale gli alleati non possono che storcere il naso.
«NON NE POSSO PIÙ DI ALFIO». Ora che la candidatura di Marchini come uomo di tutto il centrodestra è tramontata davvero, Rampelli può dire di avere avuto un ruolo determinante nell’affossare “Arfio”.
Confida Rampelli a Lettera43.it: «Non ne posso più, tra un po’ Marchini me lo trovo anche nel figorifero di casa... Non ne posso più di tutti questi ex Alleanza nazionale da Maurizio Gasparri ad Andrea Augello che chiamano per sponsorizzarlo. Ma basta: quello è un uomo dei poteri forti, legato a un altro grande palazzinaro come Caltagirone, qui devono vincere le idee».

Si definisce «un energumeno delle idee»

Fabio Rampelli, Giorgia Meloni e Maurizio Gasparri in una foto del 1998.

Ricordato come ex picchiatore fascista, o meglio post fascista, e sognatore, Rampelli, aiutato anche dal fisico atletico che lo ha fatto diventare campione nazionale di nuoto, se le è date di santa ragione a Colle Oppio nella Roma Anni 70 con quelli di sinistra.
Ma lui, architetto figlio di un imprenditore, preferisce definirsi «un energumeno delle idee».
Erano le idee dei testi degli autori classici della destra: da Julius Evola a Louis-Ferdinand Celine a Ezra Pound ad Alain de Benoist.
BOTTE E NON SOLO. Testi sacri che venivano studiati nel famigerato, per tutto il mondo anti-fascista romano, circolo di Colle Oppio.
Botte con i compagni. Ma non solo.
Quella destra che faceva capo al mondo di Pino Rauti - anche se Rampelli non vuole definirsi rautiano - era un po’ considerata una sorta di élite intellettuale.
PURE I TESTI DI GRAMSCI. Niente busti del Duce a Colle Oppio: quelli venivano lasciati alla destra nostalgica di Pino Romualdi e di tutti gli uomini di Giorgio Almirante.
Semmai anche testi di Pier Paolo Pasolini e Antonio Gramsci.
Marco Tarchi, politologo, uno degli ideologi più importanti della destra sociale, in pratica cercò di contrapporre all’egemonia culturale rossa, teorizzata da Gramsci, la conquista delle “case matte” da parte di una cultura contrapposta di destra.

L'obiettivo era chiaro: candidare tutti tranne Marchini

Alfio Marchini.

E quindi l’impegno per l’ecologia, per il welfare fino a quello anti-razzista per il quale il «picchiatore-sognatore» Rampelli fu addirittura omaggiato dal fondatore della Caritas Don Luigi Di Liegro.
E ancora oggi «la mente di Giorgia» conserva un ottimo rapporto con «molti compagni e anche con Roberto Giachetti (il candidato di Matteo Renzi a Roma, ndr)».
Da questo passato arriva la contrapposizione delle “idee” contro i poteri forti, contro «il mondo degli affari romano».
I campi culturali Hobbit del Fronte della Gioventù contro Calce e martello di Marchini.
LA SCINTILLA NEL 1993. La scintilla tra Fabio e Giorgia scoccò nel 1993.
Lui la conobbe nel quartiere di lei, la Garbatella.
E pensò: «Questa ragazzetta bionda e con gli occhi azzurri è l’esatto contrario di come vogliono far apparire la destra in Italia e cioè fatta di teste rasate e mascelle volitive di mussoliniana memoria».
Fu Fabio a volere che Giorgia salisse sul palco per la prima volta a Bologna al congresso di An nel 2002.
«MA QUALE FINI...». Confermano parlamentari ex aennini gran conoscitori della destra romana: «Altro che Gianfranco Fini. È Rampelli che ha creato la Meloni».
Il sodalizio resiste da anni, anche se secondo i maligni Giorgia ora vorrebbe rendersi un po’ più autonoma dal suo mentore.
Ma di sicuro l’idea di candidare Rita Dalla Chiesa l’hanno partorita insieme: un tentativo per dimostrare che sono aperti alla società civile e che non sono un residuo settario della destra “creativa” dei campi Hobbit.
Ma l’idea non si è rivelata brillantissima, visto che la conduttrice televisiva si è sfilata.
L’obiettivo della «mente di Giorgia» però è sempre stato uno solo: tutti tranne Marchini. Alla fine l'ha spuntata Bertolaso.

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