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SCHENGEN 15 Febbraio Feb 2016 2130 15 febbraio 2016

Migranti, le Regioni del Brennero contro le barriere doganali

I governatori di Trentino, Alto-Agide e Tirolo sulla chiusura del confine italo-austriaco: «In gioco il destino dell'Europa».

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Il passo del Brennero.

In vista dell'annunciata reintroduzione dei controlli ai valichi italo-austriaci, i governatori del Trentino, dall'Alto Adige e del land Tirolo lanciano l'allarme: «Il destino dell'Unione europea si decide al Brennero».
Martedì 16 febbraio, Arno Kompatscher, Ugo Rossi e Günther Platter sono intenzionati a portare a Vienna il loro appello contro il ritorno delle barriere al Brennero e nei prossimi giorni vedranno a Roma il ministro degli interni Angelino Alfano.
«IMMENSO VALORE STORICO E SIMBOLICO». «Una frontiera diversa da tutte le altre, perché gli effetti positivi di Schengen si sono materializzati soprattutto al Brennero», ha ricordato Kompatscher. Il Brennero ha «un immenso valore simbolico e storico», hanno concordato Rossi e Platter.
Per affrontare l'emergenza profughi, si è riunita a Bolzano per una seduta straordinaria la giunta dell'Euregio, il progetto di collaborazione transfrontaliera di Tirolo, Alto Adige e Trentino.
SOLO MISURE LIMITATE. Eventuali misure di controllo al Brennero - ribadiscono i presidenti - dovranno avere carattere straordinario, transitorio e limitate sul piano temporale.
«Ci sono problematiche - hanno aggiunto - che possiamo risolvere solo assieme. Vogliamo conservare i risultati della cooperazione dell'Euregio e incrementarli con un'azione nel segno dei principi ma anche in maniera pragmatica e realistica».
Da mesi si lavora nella task force dell'Euregio dedicata ai flussi dei migranti e lunedì 15 febbraio c'è stata la riunione per formalizzare la strategia nel confronto con i due governi nazionali. La delibera dell'Euregio ha per oggetto le iniziative a salvaguardia degli sviluppi europei dell'Euregio «e non sarà l'unica azione di responsabilità messa in campo», ha detto il presidente di turno Rossi.
«SI RISCHIA UN COLLO DI BOTTIGLIA». La delibera formula alcune precise richieste: sollecitare l'Ue a mettere in sicurezza i confini esterni e a ripartire i profughi in modo equo su tutti gli Stati membri; impegnarsi a rivedere l'Accordo di Dublino; lavorare per una gestione coordinata degli spazi di confine in stretto coordinamento con i governi locali. I controlli, in ogni caso, dovranno essere eseguiti in modo da poter garantire la libera circolazione dei cittadini Ue, riducendo al minimo l'impatto sull'economia, sul turismo e sulla mobilità dei pendolari.
«Si rischia altrimenti - hanno aggiunto i tre governatori - che al Brennero si crei un collo di bottiglia».

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