Unioni Civili 160114185056
DIRITTI 15 Febbraio Feb 2016 2213 15 febbraio 2016

Unioni civili, in aula il super canguro

Il vertice dem si conclude senza accordo dopo più di tre ore. Primo voto martedì 16 febbraio sull'emendamento Marcucci. Se approvato, cadranno migliaia di proposte di modifica.

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Monica Cirinnà, la senatrice del Partito democratico che dà il nome al disegno di legge sulle unioni civili.

Nessun accordo, dopo più di tre ore di vertice, nonostante la presenza del ministro Maria Elena Boschi.
Il Partito democratico, a poche ore dal voto sul disegno di legge Cirrinnà che inizierà al Senato martedì 16 febbraio, è ancora diviso.
Se nella notte i contatti tra laici e cattolici dem produrranno un riavvicinamento delle parti, un nuovo incontro potrebbe avere luogo subito prima di entrare in aula.
Al momento però il Pd va in ordine sparso e il nodo rimane sempre quello delle adozioni.
IL NODO STEPCHILD. L'articolo 5 del disegno di legge allarga alle coppie gay la possibilità di ricorrere alla stepchild adoption. I Cattodem vogliono poter votare un loro emendamento, a prima firma di Stefano Lepri, che sostituisce la stepchild con l'affido rafforzato. Il resto del gruppo dei senatori Pd ritiene invece che senza quell'articolo la legge sarebbe insufficiente rispetto alle aspettative del mondo Lgbt.
LA LEGGE NON MENZIONA L'UTERO IN AFFITTO. Se i cattolici sono tutti renziani, lo sono però anche molti laici come Andrea Marcucci, sulle cui posizioni convergono anche i Giovani turchi di Matteo Orfini, orfani di Stefano Fassina, che fanno parte della corrente maggioritaria interna al Pd. Una soluzione potrebbe consistere nell'introdurre paletti ulteriori contro il ricorso all'utero in affitto. C'è però un probelma: la legge non parla di utero in affitto, quindi eventuali emendamenti di questo genere potrebbero essere dichiarati inammissibili perché estranei alla materia.
MOZIONE FINOCCHIARO PER IMPEGNARE IL GOVERNO. Inoltre, la giurisprudenza italiana ed europea è orientata sulla tutela della continuità affettiva del bambino, indipendentemente da come è stato concepito. Una seconda, possibile mediazione potrebbe allora consistere in una mozione che la senatrice Anna Finocchiaro intende presentare a Palazzo Madama, e che impegna il governo ad agire per mettere al bando la pratica dell'utero in affitto.
ZANDA: «IL 'CANGURO' SI VOTERÀ». Alla fine del vertice, il capogruppo Zanda ha annunciato alla stampa l'unica decisione presa: «Il 'canguro' si voterà».
Si tratta proprio dell'emendamento Marcucci, al primo posto nell'ordine delle votazioni e scritto in modo tale da far decadere migliaia di emendamenti presentati dalla Lega Nord. Nel novero delle proposte di modifica che finirebbero tagliate, però, ci sarebbe anche l'emendamento a prima firma Lepri. Di qui l'ipotesi di votare per parti separate il 'canguro': prima la parte che cancella gli emendamenti sulle adozioni, e poi la parte riguardante gli altri articoli. Anche su tale ipotesi, durante la riunione dei senatori Pd, non è stata raggiunta l'unanimità.
SCELTA NELLE MANI DEL PRESIDENTE GRASSO. «La seduta dell'aula di martedì è molto importante, perché influenzerà l'andamento dei lavori», ha detto ancora Zanda. Se il 'canguro' dovesse passare, l'iter sarebbe decisamente più spedito. La scelta di votarlo per intero, oppure per parti separate, spetta al presidente del Senato Pietro Grasso. Il senatore leghista Roberto Calderoli ha attaccato: «Il Pd vuole il 'canguro' perchè teme di non controllare troppe votazioni a scrutinio segreto». E anche i Cattodem temono la tagliola.
CENTINAIO: «LEGA PRONTA A RITIRARE 4500 EMENDAMENTI». Il capogruppo della Lega Nord al Senato, Gianmarco Centinaio, dopo le dichiarazioni dell'omologo Zanda ha detto che il suo partito è pronto «a ritirare 4.500 emendamenti al ddl Cirinnà, ma temo che ai colleghi del Pd prudano le mani per poter votare il 'canguro' di Marcucci e concludere in fretta le votazioni».

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