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MAMBO 16 Febbraio Feb 2016 0916 16 febbraio 2016

Nel Pd senza più anima c'è solo sete di potere

Il partito ha dimenticato la sua missione. Ora serve solo a seguire le ambizioni personali.

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La sede del Partito democratico a Roma.

Come al solito, fatevelo dire da un meridionale, comincia il Mezzogiorno. È da qui che inizia il “caso Cuffaro”, è qui che c’è lo scandalo delle parole pro-Renzi di Cosentino, ma è anche da qui che uno degli oppositori del premier, Michele Emiliano, governatore della Puglia, ha iniziato la transumanza di intere sezioni e giunte comunali di destra nel Pd.
Un dirigente pugliese, fra i tanti che se ne è preoccupato, ha dichiarato: «Bisogna far intervenire Lotti». In buone mani non c’è che dire, visto che l’avvio di questa mutazione non genetica ma politica del Partito democratico nasce con l’asse Renzi-Verdini e che tutte le operazioni discutibili nel Pd, politicamente parlando, partono e finiscono con Lotti and family.
L’origine meridionale della deformazione del Pd non si spiega con tare territoriali e tanto meno con la nota “questione meridionale” che in un bel libro edito da Donzelli il professor Salvatore Lupo, un’autorità nella materia e su cose di mafia, analizza e demistifica con efficacia.
IL PD È TROPPO TORBIDO. La questione è interamente politica e rimanda al fatto che il Pd è scalabile in modo non trasparente. Personalmente penso che i partiti debbano essere scalabili. Il vecchio modello di partito aveva un senso nell’era delle “due Chiese”. Oggi, essendo tutti politicamente spretati, il modello deve essere aperto, i cittadini devono poter guardare dentro i partiti, immaginare di poter contribuire alla loro affermazione, persino di poterli dirigere. In una parola, il tema della democrazia, che nei vecchi partiti era reso secondario dalla necessità di fede e richiedeva una struttura accentrata e guidata dall’alto, diventa invece essenziale oggi.
L’assenza di democrazia ha a mano a mano ucciso i vecchi partiti, la deformazione della democrazia trasforma i nuovi partiti in soggetti impresentabili.
Diventano, invece, presentabili se la logica che presiede la militanza politica, che prevede l’esistenza di ambizioni personali anzi le reclama, è costruita attorno a idee-forti, in pratica al sapere con chi stai, chi difendi e quindi chi sei.
SI VUOLE SPACCARE IN DUE IL POPOLO. Faccio, in breve, l’esempio delle pensioni di reversibilità. È stato negata l’ipotesi della loro cancellazione che avrebbe mandato in rovina centinaia di migliaia di persone, quasi tutte donne. Resta probabile che le pensioni agganciate a un reddito considerato alto possano essere toccate in tutto o in parte.
Queste pensioni cosiddette alte sono l’espressione e l’identità economica di un ceto che una volta avremmo chiamato borghesia. Questa borghesia vive meglio e spesso è detestata dalla piccola borghesia e da strati operai o di altri lavoratori e non.
Oggi ha le stesse insicurezze della maggior parte dei cittadini, ha paura del futuro, ha ragione di temere che per i propri figli la vita sarà severa. La pensione di reversibilità intaccata in presenza di un reddito considerato alto crea così una guerra sociale tutta concentrata fra il medio e il basso della società, mentre la sinistra non dovrebbe spaccare il popolo, tranne se decide di opprimere (come è tragicamente successo, facendo nascere dittature comuniste o all’incontrario regimi di tipo fascista) la borghesia in nome della dittatura del proletariato.
Qui siamo passati, come si diceva , dalla tragedia alla farsa e abbiamo la dittatura della banda dei quattro, ovvero la dittatura di Rignano, banche comprese.
Il consulente del premier Nannicini dovrebbe parlare con suo padre, vecchio compagno, per capire quello che stanno provocando.
VIEN VOGLIA DI MANDARE AL DIAVOLO TUTTI. Ecco, dunque, il tema: è un’idea di sinistra avviare una guerra in mezzo al popolo?
Questo esempio serve a dire che un partito moderno che non ha finalità palingenetiche può avere criteri di carattere sociale, morale, di equità da tenere alla base della propria azione. Potrei fare altri esempi.
Se invece il contesto sociale, la questione sociale, è indifferente, la scalabilità di un partito viene solo per dare seguito alle ambizioni di un leader, vero o presunto. Per cui Cuffaro vale il tesseramento di Bisceglie, ma non si capisce perché si dovrebbe scegliere l’oppositore Emiliano e mandare a casa Renzi, ovvero se non è più giusto mandare al diavolo tutti e due e condurre una battaglia per la Liberazione della sinistra.
Vecchie bandiere per ricordo, ma vessilli nuovi per il combattimento.

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