Senato: lavori Aula riprendono 8/09
DIRITTI 16 Febbraio Feb 2016 1506 16 febbraio 2016

Unioni civili, il voto in diretta dal Senato

Nessuna intesa sulla stepchild adoption. La Lega ritira 4500 emendamenti e sfida i dem a rinunciare al "canguro". Il Pd rifiuta e la votazione slitta a mercoledì 17 febbraio. Scontro con il M5s.

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In aula senza un'intesa nel Pd e nella maggioranza di governo, e con l'emendamento 'canguro' a prima firma Andrea Marcucci che avrebbe dovuto essere votato per primo (cos'è il 'canguro').
Ma in Senato le unioni civili non hanno ancora visto l'alba.
Palazzo Madama, dopo un aspro dibattito, ha accolto con 155 sì, 141 no e tre astenuti la proposta della senatrice Loredana De Petris (Sel), scegliendo di rinviare tutto alla seduta di mercoledì 17 febbraio, che inizierà alle 9.30. I democratici, nella notte, giocheranno le ultime carte per una trattativa al fotofinish. Ma lo smarcamento del Movimento 5 stelle, che ha annunciato di non voler votare l'emendamento Marcucci, complica ulteriormente l'iter del provvedimento.
IL TWEET DI VIOTTI. Le schermaglie politiche erano cominciate su Twitter, con l'europarlamentare dem Daniele Viotti che aveva scaldato gli animi in anticipo rispetto all'inizio della discussione, previsto per le 16.30.

RIUNIONI FALLITE. Su Facebook, poi, la senatrice Monica Cirinnà, relatrice in commissione Giustizia del disegno di legge, aveva pubblicato un lungo post accusando chi si oppone alle unioni civili di stare «dalla parte di chi continua a discriminare».
Le riunioni last minute dei gruppi parlamentari, che si sono ritrovati prima di entrare in aula, si sono concluse con un nulla di fatto. Nessun accordo tra Partito democratico e Lega Nord sul taglio degli emendamenti, con i dem che non hanno ceduto alla richiesta di ritirare il 'super canguro' e il Carroccio che ha rifiutato di ritirare i suoi circa 150 emendamenti premissivi, ovvero i suoi 150 'canguri'.
IN AULA LA LEGA HA SFIDATO IL PD. Il primo a prendere la parola nell'aula del Senato è stato proprio il capogruppo della Lega Nord, Gianmarco Centinaio, che ha sfidato il Partito democratico. Centinaio ha rinunciato pubblicamente alla presentazione di 4500 emendamenti e ha chiesto al Pd di ritirare l'emendamento Marcucci: «Non vogliamo fare ostruzionismo», ha detto Centinaio, «ma per noi questo provvedimento deve andare a casa. Perché per noi la famiglia è fatta da un uomo e da una donna».
Se il Partito democratico avesse accettato di ritirare l'emendamento 'canguro', «i nostri emendamenti sarebbero scesi a 580 da più di 5 mila», ha detto ancora il capogruppo del Carroccio. «Noi ritiriamo 4500 emendamenti, sfidiamo i democratici a ritirare il loro 'canguro'».
LA REPLICA DI ZANDA. Al capogruppo della Lega ha replicato il capogruppo del Pd, Luigi Zanda: «L'emendamento Marcucci ha un obiettivo sano. Eliminare gli emendamenti che era possibile eliminare con un emendamento iniziale. La Lega, tra i 600 emendamenti che non ha ritirato, ne ha tenuti circa 150 che hanno effetti analoghi a quello a prima firma Marcucci». Il Pd «vuole questa legge, con la maggioranza che il parlamento offrirà. C'è la vulgata che con l'emendamento Marcucci si elimini la discussione: ne eliminerà la metà. Voteremo tutti gli articoli, compreso l'articolo 5 a scrutinio segreto. Il provvedimento può essere discusso in tutte le sue parti», ha concluso Zanda.
I dem, in talo modo, non hanno accettato di ritirare l'emendamento Marcucci. E hanno aperto a una maggioranza trasversale, che comprendesse anche il Movimento 5 stelle. I pentastellati, però, hanno chiuso la porta poco dopo, esplicitando il loro no.

MARCUCCI: «IL 'CANGURO' NON SI RITIRA». Il senatore Marcucci, all'uscita dall'aula del Senato, ha ribadito la linea seguita fin qui dal Pd: «L'emendamento non si ritira». Quanto all'ipotesi di un suo spacchettamento (cioè di votare separatamente la parte che riguarda le adozioni), Marcucci ha risposto: «Non esiste, non è neanche stato proposto. Ora però è chiaro chi vuole la legge e chi no».
IL M5s NON VOTERÀ IL 'CANGURO'. Evidente il riferimento polemico al Movimento 5 stelle, che in aula ha dichiarato la propria contrarietà al 'canguro' e ha chiesto di votare tutti gli altri emendamenti rimasti: «Quando sento che scendiamo a 500 emendamenti non potete venirmi a dire, come ha fatto il sottosegretario Scalfarotto, 'siamo nelle vostre mani'. Perché questo è un parlamento che gioca sulla pelle delle persone. Io dico: andiamo avanti con 500 emendamenti con voto palese! Assumetevi le vostre responsabilità. Andiamo al voto!», ha urlato il capogruppo Alberto Airola.
SCONTRO CON IL PD. Dopo l'annuncio, il senatore di Idea Gaetano Quagliariello si è alzato dal proprio banco per andare a stringergli la mano: «Ha fatto bene», ha detto Quagliariello, «ha consentito che si rispettassero le regole». Di parere opposto il capogruppo del Pd Luigi Zanda: «Dal M5s c'è stato un voltafaccia assoluto, che mette a rischio elevatissimo» la legge sulle unioni civili. «Faremo il possibile e anche un po' di impossibile», ha poi aggiunto, «per riuscire ad approvarla».
«Il M5s ribadisce con forza la necessità e l'urgenza di dare subito al Paese una legge sulle unioni civili. La nostra è una posizione chiara e coerente. I dem non si azzardino a scaricare le responsabilità sul M5s, noi chiediamo che si voti a viso aperto, i nostri voti a questa legge ci sono sempre stati e continueranno ad esserci, ma nel rispetto del dibattito parlamentare», ha ribattuto la senatrice Nunzia Catalfo, vicecapogruppo del M5s al Senato.

Il Partito democratico alla ricerca di un piano B

I democratici cercano a questo punto un piano B per salvare il ddl Cirinnà, che altrimenti rischia di naufragare. La raffica di 'canguri' a scrutinio segreto che il Carroccio non ha ritirato, infatti, fa temere al Pd un impallinamento definitivo della legge da parte del M5s. Una prima possibilità, suggerita dal senatore Marcucci, è di porre comunque ai voti il suo emendamento. Una scelta che «metterebbe il M5s davanti alle proprie responsabilità: vogliono o no una legge sulle unioni civili?». Marcucci è convinto che anche senza il sì dei pentastellati i numeri in aula ci siano, visto che la sospensione della seduta è passata con 155 sì e 141 no.
MARAN: «IL 'CANGURO' NON HA I NUMERI». Ma il senatore Maran è sicuro del contrario: «Il 'canguro' non ha i numeri in aula, perché i Cattodem voterebbero contro». Opinione condivisa anche da Loredana De Petris, capogruppo di Sel: «Ai dem conviene ritirare il Marcucci, tanto verrebbe bocciato, e il clima si indurirebbe». Il problema è che subito dopo l'emendamento Marcucci dovrebbero essere votati ben 38 'canguri' della Lega a scrutinio segreto, scritti in modo da richiamare l'articolo 5 sulle adozioni. In casa dem sono tutti sicuri che i grillini voterebbero a favore degli emendamenti del Carroccio, per mettere in difficoltà il governo. I pentastellati, però, alla stampa hanno assicurato di voler votare a favore del ddl Cirinnà. E in aula hanno invocato il voto palese.
LE MOSSE POSSIBILI. Per fare a meno dei circa 30 voti controllati dal M5s, il Pd dovrebbe recuperare almeno quelli dei Cattodem (30), se non anche quelli di Area popolare (32). La prima mossa in tal senso dovrebbe essere però il voto per parti separate dell'emendamento Marcucci. Prima quella sulla stepchild adoption, che potrebbe anche essere bocciata, consentendo di votare tutti gli emendamenti all'articolo 5. E successivamente la parte restante del 'canguro'. Una volta approvata questa seconda parte, tutti gli altri emendamenti decadrebbero.
Più avanti, però, si porrebbe comunque il problema del voto sull'articolo 5 del ddl Cirinnà, ovvero sulla stepchild adoption. Qui il Pd dovrebbe decidere se accettare la sostituzione con l'affido rafforzato, come richiesto dai Cattodem, mantenendo così la compattezza della maggioranza di governo anche per il voto finale; oppure, in nome della libertà di coscienza, non dare indicazioni di voto, affidando l'esito all'aula.
LO STRALCIO DELLA STEPCHILD. Un'altra possibilità è lo stralcio della stepchild adoption, per trovare in aula una maggioranza più ampia a sostegno della legge. Se si stralciasse l’adozione del figlio biologico del compagno, la platea dei favorevoli si allargherebbe non solo ai Cattodem (fautori dell'affido rafforzato), ma anche a buona parte dei senatori di Forza Italia. Finora il premier Renzi si è sempre detto contrario all'ipotesi di uno stralcio, ma non è escluso che l'opposizione del M5s all'emendamento Marcucci possa produrre infine un cambio di rotta.

Liveblogging

19.09 - SEDUTA RINVIATA A MERCOLEDÌ 17 FEBBRAIO. Il senatore Roberto Calderoli, della Lega Nord, ha sottolineato che il suo gruppoè contrario alla sospensione della seduta. Quindi, non essendoci l'unanimità dei gruppi, occorre votare. Il Senato ha rinviato a mercoledì 17 febbraio il voto sulle unioni civili, alle 9.30.

19.05 - DE PETRIS: «RINVIAMO LA SEDUTA». Loredana De Petris, senatrice di Sel, ha detto di «capire il travaglio» del Movimento 5 stelle sul rispetto delle procedure parlamentari. «Dobbiamo soppesare se siano più importanti le procedure o l'approdo di una legge che il Paese attende da anni. Chiedo al presidente di sospendere la seduta, di non arrivare al voto in questo momento. Faccio un appello alla riflessione. Con una riflessione di qualche ora, forse riusciremo a riprendere la via maestra per portare a casa la legge sulle unioni civili».

19.01 - CARTELLI IN AULA CON LA SCRITTA: «VOTO». In aula a Palazzo Madama i senatori della Lega Nord hanno esposto cartelli con con la scritta «voto». Immediato l'intervento dei commessi, sollecitati dal presidente Grasso, che li hanno rimossi.

18.47 - MARAN: «IL M5s SI È GIRATO DALL'ALTRA PARTE». Per Lucio Maran, senatore del Pd, il Movimento 5 stelle ha deciso di «girarsi dall'altra parte. Prendiamo atto che hanno cambiato idea».

18.41 - FALANGA: «ALA È FAVOREVOLE AL PROVVEDIMENTO». Il senatore Cito Falanga, del gruppo Ala, ha annunciato il voto favorevole dei verdiniani sul ddl Cirinnà.Però ha ammonito: «Se viene votato l'emendamento Marcucci e si passa poi al voto dell'articolo 5, se questo articolo non venisse approvato noi ci ritroveremmo con una legge che afferma un principio, ma poi non lo regolamenta». Il nodo è sempre quello delle adozioni per le coppie omosessuali: «Si faccia una riflessione. Non possiamo approvare il principio, e bocciare poi la regolamentazione. Cosa produrremmo come legislatori? In ogni caso, per noi l'esigenza di riconoscere i diritti delle minoranze, il nostro voto favorevole non mancherà».

18.33 - ALBERTO AIROLA: «VOTIAMO 500 EMENDAMENTI». Alberto Airola,capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato, si è rivolto al Pd: «Quando sento che scendiamo a 500 emendamenti non potete venirmi a dire, come ha fatto il sottosegretario Scalfarotto, 'siamo nelle vostre mani'. Perché questo è un parlamento che gioca sulla pelle delle persone! Io dico: andiamo avanti con 500 emendamenti con voto palese! Assumetevi le vostre responsabilità! Dite alla gente che aspetta questi diritti: 'Frocio, non ce li avrai!'. Avete paura di 200 emendamenti con voto segreto? Andiamo al voto!».

18.19 - NITTO PALMA: «TESTO IN AULA DIVERSO DA TESTO IN COMMISSIONE». «È vero che in commissione Giustizia questo provvedimento è stato trattato per circa due anni. Il ddl Cirinnà, però, non è interamente sovrapponibile al testo unificato arrivato in aula. Il testo giunto in aula, infatti, modifica la lettera b) dell'articolo 44», e istituisce la possibilità di «adottare anche il figlio adottivo del partner di una coppia omosessuale». Così Francesco Nitto Palma, senatore di Forza Itaia e presidente della commissione Gustizia di Palazzo Madama. Il gruppo di Forza Italia «vuole regolamentare le unioni civili, ma non vuole una legge che violi la Costituzione», ha aggiunto Nitto Palma, chiedendo al presidente Grasso di spiegare «quali sono gli emendamenti che saltano con l'emendamento Marcucci» e di chiarire, «se passasse l'emendamento Marcucci», se poi il Senato «sarebbe libero di votare l'articolo 5 del testo di legge».

17.51 - ZANDA: «LA LEGA HA LASCIATO 150 'CANGURI'». «L'emendamento Marcucci ha un obiettivo sano: eliminare gli emendamenti che era possibile eliminare con un emendamento iniziale. La Lega, nei 600 emendamenti che ha lasciato, ne ha tenuti circa 150 che hanno effetti analoghi a quello a prima firma Marcucci». Così Luigi Zanda, capogruppo del Partito democratico. «Stiamo trattando un provvedimento che ha visto a marzo 2013 un primo ddl del Pd. Il successivo 18 giugno è iniziato l'esame in commissione Giustizia. La commissione ha avuto 69 sedute. Alcuni gruppi parlamentari questo ddl non lo vogliono e vogliono impedire che l'aula del Senato lo discuta e lo approvi. Noi questa legge la vogliamo, il Pd vuole questa legge, con la maggioranza che il parlamento offrirà. Voteremo la legge articolo per articolo e sull'articolo 5, quello che riguarda la stepchild adoption, siamo pronti ad affrontare il voto segreto», ha concluso Zanda. Il Pd non ha dunque ritirato l'emendamento a prima firma Marcucci.

17.47 - CASINI: «IL PD SCELGA LA STRADA DELLA SERIETÀ». Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, ha chiesto al Pd di «scegliere la strada della serietà», ritirando l'emendamento Marcucci.

17.37 - ROMANI: «IL PD RITIRI L'EMENDAMENTO MARCUCCI». Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia, dopo aver ricordato che la Lega ha ritirato 4500 emendamenti, ha chiesto al Pd di ritirare l'emendamento Marcucci. Poi ha fatto appello al presidente del Senato Grasso: «Mi auguro che lei prenda una decisione. Apprezzate le circostanze, non ci obblighi a votare l'emendamento Marcucci. Convochi la Conferenza dei capigruppo o la Giunta per il regolamento. Perché altrimenti avallerebbe la contravvenzione delle regole della buona democrazia».

17.34 - SCHIFANI: «GRASSO RIUNISCA LA GIUNTA PER IL REGOLAMENTO». Renato Schifani, capogruppo di Area popolare, ha chiesto al presidente Grasso a riunire la Giunta per il regolamento per valutare l'ammissibilità dell'emendamento Marcucci.

17.15 - QUAGLIARIELLO: «'CANGURO' ARMA IMPROPRIA». «Il 'canguro' è un'arma improria, è un espediente estraneo alle norme del nostro regolamento, e non è la prima volta che entra nell'aula del Senato. Noi abbiamo limitato i nostri emendamenti a un numero inferiore a 100 e abbiamo auspicato che anche altre forze politiche d'opposizione li riducessero». Così il senatore Gaetano Quagliariello, ex Ncd, oggi leader del movimento Idea. «Il 'canguro' è solo un artifizio, una pratica dubbia sul piano legislativo. Non corregge e non emenda il testo, ma ha il solo scopo di far cadere le modifiche che cercano di correggerlo», ha detto ancora Quagliariello. «L'emendamento Marcucci dovrebbe essere votato per ultimo, perché è il più simile al testo originale. Chiedo quindi al presidente Grasso di modificare l'ordine delle votazioni», ha concluso Quagliariello, «se u questo tema ognuno deve assumersi l'onore di dare dei voti liberi».

17.07 - LA LEGA RINUNCIA A PRESENTARE 4500 EMENDAMENTI. Inizia il dibattito sulle unioni civili in aula al Senato. Il capogruppo della Lega Nord in Senato, Gianmarco Centinaio ha dichiarato: «Non vogliamo fare ostruzionismo. Ma per noi questo provvedimento deve andare a casa. Perché per noi la famiglia è fatta da un uomo e da una donna». Se il Partito democratico avesse accettato di ritirare l'emendamento 'canguro', «i nostri emendamenti sarebbero scesi a 580 da più di 5 mila», ha detto ancora Centinaio. Dopodiché, ha pubblicamente rinunciato alla presentazione di 4500 emendamenti, sfidando il Pd a ritirare l'emendamento Marcucci.

17.00 - PIZZETTI: «NON RITIRIAMO IL 'CANGURO'». «Ritirare l'emendamento Marcucci? Non ci pensiamo proprio. Andiamo a vedere in aula cosa succede. Se il M5s voterà sì allo spacchettamento, si assumerà la responsabilità di mettere a rischio il disegno di legge». Così il sottosegretario Luciano Pizzetti (Pd), risponde alla domanda su cosa succederà nel caso in cui i senatori pentastellati dovessero votare a favore dello spacchettamento dell'emendamento Marcucci. «Vorrei solo si rendessero conto che stanno giocando sulla pelle degli italiani», ha aggiunto il sottosegretario.

16.45 - IL M5s NON SCOPRE LE SUE CARTE. Nessuna comunicazione circa la decisione cui si è giunti a proposito del 'canguro' Marcucci. È questa la linea scelta dal M5s al termine della riunione delle 16 sulle unioni civili. Tutte le opzioni che potrebbero aprirsi in aula al M5s sono state valutate: «Siamo in attesa, cerchiamo di capire cosa succede», spiega un parlamentare pentastellato al termine della riunione, osservando come non spetti al M5s «tirar fuori il Pd dalle difficoltà».

16.39 - BARANI: «ALA CONTRO VIVISEZIONE DEL 'CANGURO'». «Noi di Ala siamo contro la vivisezione del 'canguro', altrimenti gli animalisti si arrabbiano. Preferiamo votare il canguro tutto intero». Il senatore verdiniano Lucio Barani ha risposto così a chi gli chiedeva se il gruppo parlamentare Ala avrebbe votato a favore oppure contro l'ebentuale richiesta di spacchettamento dell'emendamento Marcucci, votando separatamente la parte sulla stepchild adoption.

16.33 - CENTINAIO: «IL PD RITIRI IL 'CANGURO'». «In Aula confermeremo la disponibilità a ritirare 4500 emendamenti a fronte del ritiro da parte del Partito democratico del 'canguro' di Marcucci». Il capogruppo della Lega Nord in Senato, Gianmarco Centinaio, lo ha dichiarato al termine dell'assemblea del gruppo del Carroccio. «Quello che però non accettiamo», ha aggiunto Centinaio, «è che il Pd pretenda anche di decidere il contenuto degli emendamenti che noi vogliamo mantenere».

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