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ANALISI 18 Febbraio Feb 2016 0903 18 febbraio 2016

Siria: per l'Occidente una débâcle senza precedenti

Errori di attendismo, false analisi, ignavia: Obama si è infilato in un vicolo cieco.

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Il presidente americano Barack Obama.

Turchia e Arabia Saudita stanno obbligando la Casa Bianca più caotica di sempre ad entrare in guerra in Siria.
Uno scenario inconcepibile, aggravato dalla follia di un Obama che, da una parte, arma i curdi siriani del Ypg a fianco dei russi e, dall'altra, poche decine di chilometri più a Ovest, bombarda assieme ai turchi gli stessi curdi siriani del Ypg.
Il tutto, mentre i 'riformisti' iraniani di Rohani mandano i Pasdaran all'attacco di Aleppo e assediano alla fame città come Madaya, suscitando le più vibrate proteste degli Usa e della Francia.
DÉBÂCLE STRATEGICA E MORALE. Mai, mai, si è assistito a una tale débâcle strategica e morale dell'Occidente paragonabile solo alla drôle de guerre del 1939, quando Francia e Inghilterra, dichiarata guerra alla Germania, se ne stettero invece riparate per un anno dietro la linea Maginot senza sparare un colpo, per paura di irritare un Hitler che intanto si mangiava la Polonia, la Danimarca e la Norvegia.
Oggi, dichiarata guerra all'Isis, Obama e l'Occidente hanno fatto tanti e tali errori di attendismo, di false analisi, di ignavia, che Assad, la cui volontà di rimanere al potere a ogni costo ha regalato all'Isis buona parte della Siria, parla come fosse a capo di una salda potenza regionale, dopo essere stato poche settimane fa sull'orlo della sconfitta più umiliante.
OBAMA IN UNO SCABROSO CUL DE SAC. A salvare Assad, massacrando civili e città con tattica cecena, è stato l'Iran beneficiato di piena riabilitazione e dignità internazionale (e di 150 miliardi di dollari) da Barack Obama, con la Russia sua storica alleata.
Per questo, Ankara e Riad, leader del fronte sunnita, anti sciita e anti russo-iraniano per secolare tradizione, reagiscono; per questo l'artiglieria turca spara sul territorio siriano; per questo Obama si trova in un cul de sac scabroso.
L'OCCIDENTE PERDE TEMPO E TERRENO. Se autorizza turchi e sauditi a bloccare l'avanzata russo-iraniana su Aleppo, innesca una escalation da terza guerra mondiale, come giustamente avverte Dmitri Medvedev.
Ma se premette che i Pasdaran riconquistino Aleppo e che Assad celebri il suo trionfo, non solo si mostra per quell'imbelle che è all'opinione pubblica americana (come rilevano ogni giorno persino i suoi supporter New York Times e Washington Post), ma obbliga il 'fronte sunnita' a cercare un riequilibrio nei rapporti regionali aprendo fronti di battaglia vuoi in Siria, vuoi in Libano, vuoi in Iraq.
UNO SCENARIO DA INCUBO. Quel che è peggio, poi, è che Obama e l'Europa fingono che sia ancora possibile una trattativa diplomatica con Mosca, Teheran e Damasco e perdono così tempo e terreno.
Perdono soprattutto Aleppo e così facendo rendono la necessità di una controffensiva sunnita ancora più violenta e sanguinosa.
La battaglia di Aleppo è oggi il punto di rottura cruciale su uno scenario che -grazie ad Obama - porta diritto allo scontro diretto militare tra fronte occidentale-sunnita e alleanza russo-irano-baathista.
Uno scenario da incubo.

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