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EUROPA 19 Febbraio Feb 2016 2132 19 febbraio 2016

Brexit e migranti, a Bruxelles si tratta a oltranza

Stallo al Consiglio europeo. Accordo rinviato alla cena di lavoro tra i leader. Il ministro degli Affari europei polacco al premier Renzi: «Non può ricattare nessuno».

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Il premier britannico David Cameron.

A Bruxelles si tratta a oltranza.
Mentre parte la stretta sui migranti annunciata dall'Austria, con misure giudicate «illegali» dall'Unione europea, i leader dei 28 hanno rinviato il raggiungimento di un accordo alla cena di lavoro attualmente in corso. Accoglienza e transito di profughi e richiedenti asilo da una parte, Brexit dall'altra: sono i due temi su cui il Consiglio europeo cerca faticosamente di trovare un compromesso.
LA POLONIA RISPONDE ALL'ITALIA. Alla 'minaccia' del premier italiano Matteo Renzi di tagliare i fondi ai Paesi dell'Est Europa se non si mostreranno solidali sull'accoglienza dei migranti, ha risposto il ministro degli Affari europei polacco Konrad Szymaski: «Matteo Renzi non può ricattare nessuno. Penso che sui migranti dovremmo cercare soluzioni, non puntare il dito contro qualcuno».
L'AUSTRIA NON CAMBIA LINEA. L'Austria al momento non intende cambiare la sua linea. Vienna ha istituito tetti giornalieri per l'ingresso dei migranti sul proprio territorio, ripristinando di fatto i controlli alle frontiere nazionali e riducendo a 80 il numero delle richieste giornaliere di asilo politico.
Il cancelliere austriaco Werner Faymann ha dichiarato: «Non stiamo stabilendo a zero il tetto» dei rifugiati da accogliere, «ma adesso è il turno degli altri. Nel 2016 abbiamo deciso di accogliere fino a 37.500 richiedenti asilo, quando la quota dell'Austria sui 160 mila da redistribuire da Italia e Grecia è meno di duemila». Inoltre, ha ricordato ancora Faymann, «nel 2015 ne abbiamo accolti 90 mila, non potremmo fare di più».
LA GERMANIA SCETTICA SUL PIANO DI VIENNA. A sua volta il ministro dell'Interno tedesco, Thomas de Maiziere, ha assicurato che Berlino non accetterà soluzioni unilaterali alla crisi dei migranti, che lascinao «tutto il peso sulla Germania». L'Ungheria, intanto, chiuderà tre valichi ferroviari con la Croazia a partire da domenica 21 febbraio, una misura che dovrebbe durare 30 giorni. I passaggi di frontiera interessati sono quelli di Murakeresztur-Kotoriba, Gyekenyes-Koprivnica e Magyarboly-Beli Manastir.
BREXIT, «PROGRESSI NELLE TRATTATIVE». Parallelamente alla questione migratoria, a Bruxelles proseguono i colloqui per un accordo che eviti l'uscita di Londra dall'Unione Europea. Secondo fonti del Consiglio europeo, al vertice dei capi di Stato e di governo in corso nella capitale belga «sono stati fatti progressi, ma ci sono ancora questioni aperte». Il Regno Unito ha chiesto uno statuto speciale per restare nell'Unione europea.
Il presidente francese Francois Hollande spera che sulla questione Brexit «si possa trovare un compromesso», e che farà «tutto il necessario per trattenere la Gran Bretagna in Europa». Ma, ha aggiunto, «il Regno Unito non può avere il diritto di veto su ciò che facciamo. Capisco che la Gran Bretagna non voglia andare allo stesso ritmo di altri in Europa, ma al tempo stesso non voglio che impedisca agli altri di andare avanti», ha spiegato Hollande, sottolineando che insieme con Matteo Renzi e Angela Merkel vuole una «zona euro più forte e dinamica».
MICHEL: «NON CI SARÀ UNA SECONDA CHANCE». Il premier belga Charles Michel, tornando alla sede del Consiglio europeo in vista della nuova sessione del vertice con i 28 capi di Stato e di governo, ha detto cvhe l'accordo va trovato «entro la giornata di oggi», altrimenti «non ci sarà una seconda chance». Michel si è detto «convinto che l'Europa sia più forte con il Regno Unito», ma «non sono disposto ad accettare qualunque condizione».
In ogni caso, se anche un accordo venisse raggiunto, i cittadini britannici potrebbero respingerlo con il referendum: a quel punto l'intesa si volatizzerebbe.

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