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ELEZIONI 19 Febbraio Feb 2016 2145 19 febbraio 2016

Comunarie Roma, il M5s teme solo l'astensionismo

Si presentano i sei candidati. «Il Campidoglio non ci spaventa».

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I sei candidati del M5s alle Comunarie di Roma.

Sono in sei per un solo posto, quello di sindaco della Capitale. Ma prima di tutto dicono di essere «una squadra». Così i candidati del Movimento 5 stelle alle 'Comunarie' di Roma si sono presentati il 19 febbraio alla Camera dei deputati.
Sono gli ex consiglieri comunali Virginia Raggi, Marcello De Vito ed Enrico Stefano, la 27enne studentessa di Ingegneria Annalisa Bernabei, l'insegnante Teresa Zotta, consigliera del XV Municipio, e l'ex consigliere del X Municipio Paolo Ferrara.
«VOGLIAMO GOVERNARE». «Caspita se vogliamo governare Roma!». L'esclamazione è di Virginia Raggi, ma esprime il sentimento di tutto il Movimento, che dopo aver ottenuto le dimissioni del sindaco Ignazio Marino vuole recitare un ruolo di primo piano.
«La difficoltà del compito non ci spaventa», le fanno eco gli altri.
Per Raggi, «l'unico avversario temibile è l'astensionismo». Ma nonostante le dichiarazioni all'insegna dell'amicizia, non può mancare una certa rivalità a pochi giorni dal voto che deciderà chi di loro potrà ambire alla carica di sindaco.
«È un'opportunità irripetibile», ha commentato Raggi, avvocatessa 37enne, «ci vogliono il buonsenso e la voglia di fare, come in una famiglia, quelli che sono mancati. La soluzione è semplice: portare nelle istituzioni i cittadini destinatari di politiche finora folli e farli decidere sulle cose migliori per noi tutti».
TRASPORTI E RIFIUTI NEL PROGRAMMA. Trasporti efficienti, politiche sociali e rifiuti ridotti alla fonte, in primis. Questi i punti del programma.
Per una cronista Raggi «è carina per fare il sindaco». Per Paola Taverna, senatrice pentastellata presente alla conferenza stampa «è soprattutto brava».
Se il M5s dovesse conquistare il Campidoglio «i primi mesi magari saremo in difficoltà e ci metteranno in difficoltà in tutti i modi», è la convinzione di De Vito, al secondo tentativo dopo la candidatura a sindaco nel 2013, «ma abbiamo studiato i conti del Comune e siamo pronti».
Un miliardo, secondo lui, sarebbe recuperabile dai tagli agli sprechi, per iniziare a fare i conti con gli «11 miliardi e oltre» di debito della gestione commissariale. «Ci sono margini enormi», ha garantito.
BERNABEI: «NON MI ASPETTAVO DI ESSERE QUA». Annalisa Bernabei è la più sorpresa: «Non mi aspettavo di essere qui», la professoressa Zotta la più orgogliosa: «Onorata ed emozionata». Entrambe credono che «in squadra» il M5s può farcela a vincere e a governare Roma.
De Vito pensa già alla squadra di governo, «una giunta in parte tecnica, con esperti esterni, e in parte politica».
Mentre Stefano è tornato a puntare il dito contro la gestione finanziaria dell'amministrazione precedente: «Le tasse venivano buttate dalla finestra, va cambiato paradigma». E a chi rimprovera alle 'Comunarie' di avere una platea di elettori troppo ridotta (3 mila partecipanti su 9.500 iscritti) Stefàno ha replicato: «Almeno non siamo andati a raccattarli per pochi euro in periferia come il Pd».
DE VITO ATTACCA MARCHINI. Gli avversari più temibili? «L'astensionismo, i cittadini che non hanno più fiducia che le cose possano cambiare» per Raggi. De Vito ha attaccato Alfio Marchini - «in Consiglio comunale non c'era mai» -, ma intanto una consigliera municipale ha lasciato il M5s per la lista dell'ingegnere.
Per Ferrara «se vediamo in che condizioni sono i partiti, non ci sono rivali». L'ex consigliere di Ostia ha ribattuto al presidente del Pd Matteo Orfini e al senatore Stefano Esposito, che lo hanno accusato di «difendere i balneari abusivi» e non una giornalista antimafia. «Loro coprivano il malaffare», ha detto, «noi siamo un baluardo in un territorio infiltrato dai clan».
È rimasto un sogno degli elettori veder candidato a sindaco Alessandro Di Battista: «Fare il sindaco di Roma è più difficile che fare il premier», ha commentato il deputato grillino, «governeremo con pugno duro le aziende partecipate».

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