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CAOS 19 Febbraio Feb 2016 1525 19 febbraio 2016

Migranti, lo scontro tra i Paesi divide l'Europa

Vienna conferma il tetto giornaliero. Appoggiata da Ungheria, Serbia e Slovenia. Berlino minaccia reazioni. Ira di Italia e Grecia.

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Poliziotti ungheresi controllano i migranti al confine.

L'Europa si spacca sui migranti. La decisione dell'Austria di confermare il tetto giornaliero sull'accoglienza e sul transito dei richiedenti asilo (nonostante i richiami di Bruxelles) ha provocato la dura reazione del governo tedesco: «Nel caso in cui alcuni Paesi dovessero tentare di trasferire i problemi comuni unilateralmente e sulle spalle dei tedeschi lo troveremmo inaccettabile e sarebbe incassato da parte nostra alla lunga non senza conseguenze», ha ammonito il ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maizière.
Il provvedimento austriaco prevede che il Paese accoglierà non più di 80 richiedenti asilo al giorno, dopodichè i confini verranno chiusi, e consentirà il transito in Austria a non più di 3.200 persone al giorno che intendono fare richiesta di asilo in un Paese Ue.
L'UNGHERIA CHIUDE LA FRONTIERA CON L'AUSTRIA. Vienna ha il sostegno di diversi Paesi dell'Est come l'Ungheria, che da domenica 21 febbraio ha annunciato di voler chiudere i suoi tre passaggi di frontiera ferroviari con la Croazia (membro dell'Ue che però non fa parte dello spazio Schengen).
Per il momento è previsto che questa misura duri 30 giorni. Nella disposizione firmata dal ministro dell'Interno Sandor Pinter, l'iniziativa è motivata con «l'interesse della sicurezza pubblica».
RISCHIO DI UNA CRISI UMANITARIA. Anche la Slovenia ha fatto sapere che adotterà misure restrittive per gli accessi e lo stesso faranno Serbia e Macedonia.
Tra gli effetti di questo scenario c'è il rischio di una crisi umanitaria lungo la rotta dei Balcani. Per questo il Consiglio europeo «ritiene necessario dotare ora l'Ue della capacità di fornire aiuti umanitari a livello interno, in cooperazione con organizzazioni come l'Unhcr, per sostenere i Paesi che fanno fronte a un elevato numero di rifugiati e migranti».
SCONTRO ITALIA-UNGHERIA SU FONDI E QUOTE. Nel dibattito è entrata anche l'Italia, protagonista di un acceso botta e risposta con l'Ungheria su fondi e quote. Il premier Matteo Renzi, rivolto ai Paesi dell'Est, ha sostenuto che «la solidarietà non può essere solo nel prendere. Inizia ora la fase della programmazione dei fondi 2020. O siete solidali nel dare e nel prendere, oppure smettiamo di essere solidali noi Paesi contributori. E poi vediamo». Pronta la replica di Budapest che ha definito le parole di Renzi un «ricatto politico».
GRECIA: VETO SU BREXIT SENZA GARANZIE. Intanto la Grecia, tra i Paesi più sotto pressione per la gestione dei flussi di migranti, ha minacciato di porre il veto sull'accordo per impedire l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue in caso di mancate garanzie sull'apertura delle frontiere.

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