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STRAPPI 22 Febbraio Feb 2016 1857 22 febbraio 2016

Forza Italia, i fratelli Zappacosta mollano Berlusconi

Azzurra libertà prende le distanze da B. Anche a causa della sua vita privata.

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Luca e Andrea Zappacosta, i 'falchetti' di Azzurra Libertà.

Lo strappo era nell'aria da tempo. Ora i falchetti berlusconiani, gli Zappacosta brothers, pare siano stati folgorati sulla via del Nazareno visto che hanno annunciato la separazione da Forza Italia del Movimento giovanile Azzurra Libertà, una legione composta da circa 3 mila iscritti dai 18 ai 28 anni
L'INFLUENZA NEGATIVA DI B. A metterlo nero su bianco con un comunicato il presidente Andrea Zappacosta. «Alla base della decisione l'influenza negativa della vita privata del presidente Berlusconi sull'attività politica del partito, l'assenza di una reale volontà di costruire un progetto al fianco dei giovani, nonostante i ripetuti tentativi fatti dal Movimento per ricercare una collaborazione fattiva con la vecchia classe dirigente», ha spiegato, «e, infine, l'impossibilità di condividere ulteriormente la linea politica assunta da Forza Italia, in particolare il mancato sostegno alle riforme proposte dal governo Renzi, a loro tempo sottoscritte dal partito di Berlusconi».
Ci sono evidentemente voluti tre anni e vari processi a questi rampanti 20enni per accorgersi della vita privata turbolenta dell'ex Cav. Tant'è, il dado è tratto
«SIAMO STATI TRADITI». «Siamo stati traditi», insiste Zappacosta, «da una Forza Italia e da un presidente Berlusconi che in privato sono l'esatto opposto di ciò che vogliono apparire in pubblico. Un partito che, a nostre spese, abbiamo scoperto essere interamente dominato dagli interessi e dalla trambusta vita privata di un leader, cosa che impedisce un morale e sano sviluppo dell'attività politica dei giovani».
«REITERATA MENZOGNA». L'affondo, riga dopo riga, si fa più pesante. Gli Zappacosta accusano il partito di «reiterata menzogna, varie volte annunciata ai cittadini italiani, secondo cui è intenzione di Forza Italia rinnovare il proprio partito, valorizzare i giovani e rilanciare così la propria attività politica. Ciò è quanto viene affermato pubblicamente per ingannare gli elettori».
La realtà, invece, sarebbe ben diversa: «Le reali intenzioni dei dirigenti si fondano esclusivamente su tutela di interessi privati, rendite di posizione, poteri personali, con il preciso scopo di sfruttare i giovani a proprio favore e senza alcun interesse di costruire al loro fianco un progetto».
L'IMPEGNO CONTINUA. Ma non tutto è perduto. «Rimarremo impegnati in politica continuando a promuovere i valori di tutti i giovani che, come noi, intendono avvicinarsi alla politica attiva. Nei prossimi giorni decideremo insieme a tutti gli aderenti in quali forme continuare il nostro impegno e se esistono compagni di strada affidabili per condividere i principi in cui ci riconosciamo».

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