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RAPPORTO 23 Febbraio Feb 2016 1330 23 febbraio 2016

Trafficanti di migranti: i numeri delle reti illegali

Età media 36 anni. Autisti, falsari, criminali. Sono i contrabbandieri di profughi. Un business da 6 miliardi nel 2015. In cui Atene è il primo hub. I dati di Europol.

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da Bruxelles

Migranti nel mar Egeo.


Professione: trafficante di migranti.
È questo il lavoro più redditizio negli ultimi anni dentro e fuori l'Unione europea.
Sono soprattutto giovani, età media 36 anni, europei e non europei: fanno gli autisti, i ristoratori, i falsari, gestiscono tutta la rete di servizi necessari a chi cerca di entrare nell'Ue.
Nel 2015 più di un milione di migranti ha raggiunto l'Europa e secondo Europol prima ancora di diventare un 'problema' da gestire per i vari Stati membri rappresentanto un'enorme fonte di reddito per le reti criminali.
Più del 90% dei migranti irregolari ha infatti usufruito dei servizi forniti da gruppi criminali che sfruttano la disperazione e la vulnerabilità di uomini, donne e bambini in fuga dalla fame e dalla guerra.
FATTURATO DA 6 MILIARDI. Dal trasporto all'alloggio passando per la fornitura di documenti falsi, in questi anni i trafficanti hanno messo su un business intorno alla crisi dei rifugiati, che spesso vengono sfruttati anche nel mercato del lavoro nero per potersi pagare le spese di viaggio.
Un'Odissea senza fine che produce un fatturato compreso tra i 3 e 6 miliardi di euro solo nel 2015.
Una cifra destinata a raddoppiare o triplicare nel 2016 se non si trova una soluzione, avvertono gli analisti di Europol che il 22 febbraio hanno pubblicato il rapporto 'Migrant smuggling in the Eu'.
NEL 2016 SONO ARRIVATI IN 84 MILA. «Il traffico di migranti verso e all'interno dell'Ue si svolge su una scala senza precedenti e a un ritmo record», osserva Europol.
Solo nelle prime sette settimane del 2016 più di 84 mila migranti irregolari hanno raggiunto l'Unione europea.
La maggior parte proviene da Siria, Pakistan, Afghanistan, Iraq, Senegal, Somalia, Niger, Marocco e altri Paesi africani.
A questi si aggiunge anche un flusso di migranti irregolari provenienti da Stati asiatici come l'India, il Bangladesh, la Cina, il Vietnam, seppur in misura minore.
Le mete più battute sono Germania, Svezia e Regno Unito.
Ed è intorno a queste destinazioni che lavorano le organizzazioni criminali.
NASCE IL CENTRO UE ANTI SMUGGLING. Per controllare e fermare questo traffico il 22 febbraio all'Aja è stato inaugurato un nuovo Centro europeo sul traffico dei migranti dell'Europol (Emsc).
«Il Centro fornirà la piattaforma necessaria entro la quale gli Stati membri possono migliorare il loro scambio di informazioni e di coordinamento operativo nella lotta contro il traffico di migranti organizzata», ha spiegato il direttore di Europol Rob Wainwright.
Sinora quasi 40 mila contrabbandieri sospetti sono stati identificati e 1.551 indagini transfrontaliere sono state fatte nel solo 2015.

  • Il video che spiega il nuovo centro Ue anti-smuggling.

Via crucis alla mercé dei trafficanti: 230 hotspot del contrabbando

Guardie di frontiera polacche al confine con l'Ucraina. Il confine è spesso attraversato dei trafficanti di esseri umani.

Per cercarle di annientare queste reti Europol ha costruito un osservatorio con un database che contiene qualsiasi tipo di informazione sul flusso dei migranti, le tratte più battute, i servizi e i modi di operare dei trafficanti.
In particolare ha identificato una serie di hotspot del contrabbando che si trovano lungo le rotte migratorie principali: dentro e fuori dell'Ue sono 230, e attorno a questi 'centri' le reti di trafficanti intercettano i migranti e offrono loro 'pacchetti viaggio'.
Al di fuori dell'Ue il report parla di hotspot criminali localizzati ad Amman, Algeri, Beirut, Benghazi, Il Cairo, Casablanca, Istanbul, Izmir, Misurata, Orano e Tripoli.
ATENE PRIMO HUB IN UE. All'interno dell'Unione europea invece i centri principali dove operano i trafficanti sono ad Atene, Berlino, Budapest, Calais, Copenaghen, Francoforte, Amburgo, Hoek van Olanda, Londra, Madrid, Milano, Monaco di Baviera, Parigi, Passau, Roma, Stoccolma, Tornio, Salonicco, Vienna, Varsavia, e Zeebrugge.
«Sono cresciuti in maniera esponenziale negli ultimi anni», si legge nel rapporto Europol, perché agiscono «come fattori di attrazione».
I migranti si dirigono e si riuniscono dove sanno che avranno accesso a determinati servizi durante il loro viaggio.
PASSAPAROLA E LAVORO IN NERO. E dove non ci sono le autotirà nazionali sono quelle criminali che operano.
Il passaparola rappresenta la prima fonte di accesso alle informazioni: dove dormire, trovare i documenti, e anche come guadagnare qualche soldo per pagare i trafficanti.
Per questo una volta intrapreso il viaggio, prima di arrivare a destinazione, il migrante mette anche in conto uno o più scali in aree urbane o semi-urbane dove è costretto a lavorare in nero per pagare i debiti contratti con i contrabbandieri o per risparmiare i soldi per la tappa successiva.
VERSO LA GRECIA E L'ITALIA. Attualmente il maggior numero di loro arriva in Grecia.
Da lì viaggiano principalmente attraverso tre itinerari: i Balcani occidentali, rientrano nell'Ue passando per la Croazia e, in misura minore, attraverso l'Ungheria, la Bulgaria e la Romania. Oppure via mare verso l'Italia.
Il nostro Paese è secondo in Europa in termini di numero di arrivi di migranti irregolari: una volta giunti nel Sud Italia continuano il loro viaggio verso il Nord Europa, passando per Milano attraverso poi la Svizzera, l'Austria e la Germania.
VECCHIE E NUOVE METE: ANCHE LA RUSSIA. Oltre alle mete più battute, c'è poi un percorso al Nord che porta i migranti irregolari verso l'Ue attraverso la Russia e poi la Norvegia: in questa rotta Europol ha registrato un aumento crescente di migranti a partire dalla fine del 2015 e quindi un rischio che la rete di trafficanti possa estendersi anche in questa zona.
Sono invece ancora pochi quelli che cercano di entrare attraverso la parte orientale, lungo la cosiddetta 'Via Baltica' ovvero attraverso il passaggio in uno degli Stati che si affacciano sul mar Baltico per poi passare dalla Polonia.
Il traffico di migranti via aerea è invece «attualmente un modus operandi meno frequente», scrive Europol nel suo rapporto, «ma è destinato a diventare in futuro una delle modalità più usate dai trafficanti a causa dell'aumento dei controlli via terra e via mare. Per quanto l'aereo sia infatti più costoso, è percepito come un mezzo più sicuro e con alte probabilità di successo.

Chi sono i contrabbandieri: il 44% delle reti è di extracomunitati

Ragusa: lo yacht utilizzato dai trafficanti per portare in Italia i migranti (21 aprile 2015).

Una geografia migratoria che cambia in continuazione e che i trafficanti studiano e tengono sotto controllo per non perdere nessuna occasione di business.
Per riuscirci spesso passano dall'attività imprenditoriale gestita in maniera individuale, alla società criminale: si mettono in gruppo per offrire e gestire il pacchetto completo di servizi.
Per capire come si muovono Europol tiene sotto controllo oltre 40 mila persone sospettate di essere coinvolte nel traffico di migranti.
Nel 2015 sono state condivise le informazioni su 10 mila di loro come risultato di 1.551 investigazioni.
BULGARI AL PRIMO POSTO. Il traffico di migranti è un business internazionale, e difficile da controllare: i sospettati identificati e messi sotto osservazione dall'Europol provengono da più di 100 Paesi.
I principali sono Bulgaria, Egitto, Ungheria, Iraq, Kosovo, Pakistan, Polonia, Romania, Serbia, Siria, Tunisia e Turchia.
Il 44% delle reti criminali sono composte esclusivamente da extracomunitari; il 30% solo da criminali europei, il 26% da entrambi, Ue e non Ue.
I network che operano nei Paesi scandinavi e in Belgio sono in genere composti da membri della stessa nazionalità. Nel resto dell'Ue invece le reti criminali sono più eterogene nella loro composizione.
UNGHERESI E SVEDESI OPERANO A CASA. Il 13% dei sospetti noti all'Europol operano nel proprio Paese di origine, tra questi soprattutto gli ungheresi e gli svedesi hanno più probabilità di risiedere e operare nei loro rispettivi Paesi, dove organizzano delle reti per fornire tutti i servizi necessari in loco.
Alcuni risiedono invece nel loro paese di origine, ma operano principalmente in altri Stati membri confinanti o vicini come per esempio i bulgari, i rumeni e i polacchi, trafficanti pendolari, che fanno i loro affari nei paesi di fine destinazione dei migranti, ovvero Germania, Paesi Bassi e Regno Unito.
La maggior parte di questi sospettati lavorano come autisti e si occupano del trasporto dei migranti dall'Europa orientale verso l'Europa occidentale.
ETÀ MEDIA 36 ANNI. Un lavoro criminale e faticoso che richiede forze ed energie, per questo l'età media dei trafficanti di migranti arrestati nel 2015 è di 36 anni.
I membri delle reti romene contano il maggior numero di giovani tra quelle formate da criminali di nazionalità Ue.
Quelli provenienti da Siria, Pakistan e Iraq sono invece ancora più giovani dei contrabbandieri provenienti dai paesi dei Balcani occidentali e dagli Stati dell'Ue.
L'età degli indagati dipende però anche dal ruolo che svolgono all'interno delle organizzazioni di trafficanti: i romeni arrestati nel corso dell'ultimo anno in genere hanno facevano gli autisti.
I sospettati iracheni, siriani e afghani spesso sono invece essi stessi giovani migranti irregolari che vengono reclutati dalle reti di trafficanti per offrire servizi ai loro compagni di viaggio e connazionali.

Reclutamento via web: dalla Libia all'Italia il viaggio costa 3.700 dollari

Migranti sulla rotta Libia-Europa.

Una delle attività fondamentali è il reclutamento, trovare cioè i migranti prima che arrivino gli altri trafficanti, e vendere i propri servizi.
Oltre a battere il territorio vicino alle frontiere, girare intorno ai campi profughi e agli uffici per i richiedenti asilo, alcuni trafficanti si affidano anche al web.
«Il costo di un pacchetto viaggio dalla Turchia alla Libia via aereo e poi via mare dalla Libia verso l'Italia costa 3.700 dollari», è il post 'pubblicitario' di un contrabbandiere di migranti pubblicato sulla sua pagina social e segnalato da Europol: «Viaggio via mare per adulti 1.000 dollari. Tre bambini costano 500 dollari».
UTILIZZATI I SOCIAL NETWORK. All'interno dell'Ue le reti di trafficanti di migranti utilizzano le piattaforme dei più comuni social network anche per reclutare forza lavoro: piloti, autisti, gommonisti, oppure cercano informazioni tra i profili degli stessi migranti in modo da capire esigenze, intenzioni, difficoltà. E fornire il servizio più adatto.
I più esperti controllano persino le conversazioni tra i vari profughi per capire se ci sono cambiamenti nelle procedure della richiesta di asilo. Una sorta di ricerca di mercato per poter poi declinare il proprio business criminale in base alle esigenze dei migranti.
SFRUTTATO IL TRAFFICO DI DROGA. Ma non è solo trasportando i migranti da una frontiera all'altra che i trafficanti fanno affari. Diversificare è la parola d'ordine: nel 2015 il 22% dei contrabbandieri di migranti era legato anche al traffico di droga, il 20% a quello di esseri umani e il 20% a reati contro il patrimonio.
Grandi affari si fanno per esempio con la falsificazione dei documenti: in questo settore il numero dei criminali è aumentato significativamente tra il 2014 e il 2015, riferisce Europol.
I documenti falsi usati da immigrati irregolari provengono principalmente da Atene, Istanbul e Siria (tra gli hub asiatici primeggia la Thailandia), è qui che si concentra la percentuale maggiore di falsari.
PRIME VITTIME I BAMBINI. Ma a preoccupare di più Europol è il traffico di donne e bambini: solo a gennaio 2016 il 55% dei migranti irregolari che sono arrivati in Europa erano donne e minori, un aumento del 34% rispetto al 2015.
Una parte considerevole dei minori che arrivano nell'Ue non è accompagnato: bambini e ragazzi viaggiano da soli all'interno dell'Unione senza un adulto responsabile e cadono nelle mani dei trafficanti che li sfruttano nel mercato nero del lavoro o della prostituzione.
Nel 2015 85.482 minori non accompagnati hanno chiesto asilo nell'Ue.
Questo numero è tre volte più grande rispetto a quello registrato nel 2014.
Il 50% di questi minori non accompagnati sono afghani e il 13% siriani.
Bambini che in molti Stati Ue spariscono dai centri di richiedenti asilo. Nel 2015, diverse reti coinvolte sia nel traffico di migranti sia nello sfruttamento del lavoro sono state smantellate nell'Ue.
Una di queste era coinvolta nel contrabbando di migranti pakistani verso l'Ue e costringeve i migranti, una volta arrivati in Europa, a lavorare nei ristoranti di proprietà di una rete criminale basata in Spagna.
FOREIGN FIGHTER SULLE ROTTE DEI MIGRANTI. Infine la paura più grande: l'aumento del flusso di migranti che cercano di raggiungere l'Ue ha destato più volte il sospetto che oltre al traffico di migranti, le reti criminali si occupino anche di infiltrare terroristi, come per esempio i foreign fighter, o che usino lo stesso traffico di migranti come fonte di finanziamento per attività terroristiche.
Nel 2015 ci sono stati alcuni casi isolati di terroristi che hanno usato le rotte dei migranti per arrivare in Europa. Nella maggior parte dei casi si trattava di siriani e cittadini provenienti da altri Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa.
Due dei presunti autori degli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015 hanno viaggiato verso l'Ue travestiti da migranti irregolari.

Twitter @antodem

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