Unioni civili: Marcucci, c'è intesa
SCHEDA 26 Febbraio Feb 2016 1105 26 febbraio 2016

Unioni civili, i contenuti della legge

Dal cognome unico alla pensione di reversibilità. I punti fondamentali del ddl Cirinnà. Che resta un rebus giuridico.

  • ...

Una legge, due soluzioni diverse. Il 25 febbraio 2016 il Senato ha dato il via libera al ddl Cirinnà con 173 voti a favore, dando agli omosessuali la possibilità di sottoscrivere unioni civili simili al matrimonio e agli eterosessuali quella di costituirsi come coppia convivente, con obblighi e diritti inferiori. Ecco i punti fondamentali di una legge che lascia parecchi dubbi ai giuristi.

Unioni civili



COSTITUZIONE DAVANTI ALL'UFFICIALE DI STATO CIVILE. Come il matrimonio, l'unione civile si costituisce «di fronte all'ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni». L'atto viene registrato «nell'archivio dello stato civile».

COGNOME DEL CONIUGE. Le parti, «per la durata dell'unione civile, possono stabilire di assumere un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi. La parte può anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome».

NIENTE OBBLIGO DI FEDELTÀ. «Dall'unione deriva l'obbligo reciproco all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione». Non c'è obbligo di fedeltà, come nel matrimonio. «Entrambe le parti sono tenute ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni».

INDIRIZZO FISSATO IN COMUNE. «Le parti concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l'indirizzo concordato». Il comma ricalca le norme del diritto di famiglia.

COMUNIONE O SEPARAZIONE DEI BENI. Il regime ordinario è la comunione dei beni, a meno che le parti pattuiscano una diversa convenzione patrimoniale.

PENSIONE, EREDITÀ E TFR. È la parte che danneggia maggiormente un eventuale figlio di uno dei due partner, che oggi sarebbe l'unico beneficiario della pensioni di reversibilità, dell'eredità e del Tfr maturato dal genitore. Con la nuova legge la pensione di reversibilità e il Tfr maturato spettano al partner dell'unione. Per la successione valgono le norme in vigore per il matrimoni: al partner superstite va la «legittima», cioè il 50%, e il restante va agli eventuali figli.

SCIOGLIMENTO RAPIDO. Si applicano «in quanto compatibili» le norme della legge sul divorzio del 1970, ma non sarà obbligatorio, come nello scioglimento del matrimonio, il periodo di separazione.

ADOZIONI A DISCREZIONE DEI GIUDICI. Le norme sulla stepchild adoption sono state stralciate. Nel maxi-emendamento è stata inserita una dicitura ultronea: «Resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozioni dalle norme vigenti», che dovrebbe consentire ai singoli Tribunali, per via giurisprudenziale, di concedere la stepchild adoption ai singoli casi concreti.

Convivenze di fatto

ASSISTENZA IN CARCERE E OSPEDALE. I conviventi hanno gli stessi diritti dei coniugi nell'assistenza del partner in carcere e in ospedale.

DONAZIONE DEGLI ORGANI. Ciascun convivente «può designare l'altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute; e in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie».

LA CASA RIMANE ANCHE DOPO LA MORTE DEL PARTNER. In caso di morte di uno dei partner, l'altro ha diritto di subentrare nel contratto di locazione. Se il deceduto è proprietario della casa, il convivente superstite ha diritto di continuare a vivere in quella abitazione tra i due e i cinque anni, a seconda della durata della convivenza. La convivenza di fatto è titolo, al pari del matrimonio, per essere inserito nelle graduatorie per le case popolari.

COMUNIONE DEI BENI POSSIBILE. I conviventi «possono» sottoscrivere un contratto che regoli i rapporti patrimoniali, che può prevedere la comunione dei beni.

ALIMENTI ASSEGNATI IN BASE ALLA DURATA DELLA CONVIVENZA. In caso di cessazione della convivenza, «il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall'altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento». Gli alimenti sono assegnati in proporzione alla durata della convivenza.

Correlati

Potresti esserti perso