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ELEZIONI 27 Febbraio Feb 2016 1045 27 febbraio 2016

Elezioni Iran, affluenza record e riformisti in crescita

I moderati vicini al presidente Rohani rimontano sui conservatori. Affluenza oltre il 60%.

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Una donna al voto in Iran.

I primi numeri che arrivano dalle elezioni per il rinnovo del parlamento e dell'Assemblea degli Esperti iraniani sembrano far svanire i timori di un trionfo dell'ala conservatrice, che avrebbe messo in difficoltà la presidenza di Hassan Rohani e le sue politiche di apertura verso l'Occidente.
Rohani e l'ex presidente Rafsajani, entrambi dello schieramento riformista-moderato, guidano la lista dei 16 eletti all'Assemblea degli Esperti nel collegio elettorale di Teheran, secondo dati definitivi annunciati dal ministero degli Interni, e gli altri primi posti conquistati sulla base del voto sono tutti occupati da candidati dell'ala moderata.
L'Assemblea degli Esperti, 88 membri in carica per otto anni, sarà chiamata a scegliere al suo interno il successore della Guida Suprema qualora Khamenei muoia o si dimetta.
Secondo l'Associated Press, i primi risultati darebbero in vantaggio i riformisti a discapito dei conservatori anche sul voto per il parlamento, mentre l'Afp riporta una sostanziale parità nei seggi ottenuti dagli schieramenti rivali in quelle che si sono rivelate (inaspettatamente) elezioni con un'ampissima affluenza.
AFFLUENZA RECORD. Sono infatti almeno 33 milioni, ovvero il 60% su 55 milioni di elettori potenziali, coloro che che hanno votato. Lo riferiscono fonti del ministero degli Interni. Precisando che il conteggio non è comunque ancora terminato.
Il voto è un test cruciale per il presidente Rohani, tanto da essere considerate un referendum sulla sua leadership politica.
«Le elezioni sono un simbolo dell'indipendenza politica di un Paese. Le persone, votando, decidono il futuro del loro Paese», ha dichiarato il presidente dopo aver votato.
LE PROMESSE DI ROHANI. Il parlamento iraniano è composto di 290 membri, responsabili dell'approvazione delle leggi, del bilancio annuale e della ratifica degli accordi internazionali, tra cui il recente accordo sul nucleare trovato con l'Occidente. La successiva rimozione delle sanzioni internazionali ha fatto sorgere nel popolo la speranza che Rohani riesca a mantenere le sue promesse, soprattutto quelle che riguardano un allentamento del controllo sociale esercitato dallo Stato attraverso la religione.
SQUALIFICATO IL NIPOTE DI KHOMEINI. Ad essere rinnovata anche la suddetta Assemblea degli Esperti, il consiglio religioso. Sebbene i membri dell'Assemblea siano eletti dal popolo, il Consiglio dei Guardiani, per metà nominato dall'Ayatollah, ha il potere di veto sui candidati. I membri restano in carica per otto anni e hanno il potere di scegliere la nuova Guida Suprema in caso di vacanza.
Tra i 12 mila candidati non ammessi dal Consiglio dei Guardiani c'è anche Hassan Khomeini, riformista e nipote del primo leader supremo, l'Ayatollah Ruhollah Khomeini.
Con la revoca delle sanzioni, l'Iran si propone di migliorare la propria economia e aumentare di un altro milione di barili al giorno la produzione di petrolio nel 2016, tornando al livello di 3,5 milioni di barili al giorno prodotti nel 2011. Una mossa che contribuisce al calo dei prezzi del greggio sul mercato mondiale, danneggiando gli altri paesi produttori, tra cui il principale rivale dell'Iran, l'Arabia Saudita.

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