Governatore Della Toscana 160216134403
MAMBO 29 Febbraio Feb 2016 0900 29 febbraio 2016

Al disastroso Pd serve uno come Enrico Rossi

Uomo di sinistra sperimentato, non assatanato di potere, può salvare il partito.

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Il governatore della Toscana Enrico Rossi.

Vorrei spiegare ai lettori di Lettera43.it perché ho deciso di appoggiare Enrico Rossi come candidato alternativo a Renzi alla carica di segretario del Pd.
Rossi, è bene precisarlo subito, chiederà una modifica dello Statuto in modo da distinguere l'incarico di segretario dal ruolo, eventuale, di premier.
Governo e partito, anche se marciano nella stessa direzione, vanno tenuti distinti perché diversi sono i compiti e il rapporto con gli alleati, gli avversari parlamentari, le grandi organizzazioni sociali, l'opinione pubblica.
Penso che Renzi sia nato come leader, con una straordinaria gara solitaria, in uno stato di necessità davanti a un partito che aveva pareggiato elezioni che sembravano vinte, che aveva rieletto Napolitano al Quirinale, non avendo trovato una maggioranza su un altro nome, che aveva subito plateali umiliazioni tivù dai 5 stelle.
RENZI-SINISTRA PD, DUE FLOP. Renzi avrebbe potuto essere una opportunità. La sinistra Pd ha visto subito in lui l'usurpatore, il nuovo Berlusconi, il nemico in altra veste. Errore capitale che ha portato la sinistra a tagliarsi fuori dall'appuntamento sulla legge elettorale, sulla riforma del Senato, sulla riforma del mercato del lavoro.
Qui il premier ha proceduto con l'accetta facendo cose che avevano priorità ma facendole tutte male e, soprattutto, tutte alla ricerca di alleati a destra piuttosto di aprire un dialogo a sinistra. La sinistra Pd è stata prigioniera della sindrome della rottamazione. Renzi ha governato con un ristretto gruppo di potere, aprendo confusamente tutti i fronti di battagli, interni e europei, e guardando a soluzioni politiche verso il ceto politico di destra.
Il presidente del Consiglio, da stato di necessità e da opportunità per il Paese, è diventato la sua palla al piede. In due anni è entrato nella storia ma ne sta uscendo infilandosi nei vicoli oscuri di lottizzazioni multiple.
MATTEO HA UCCISO IL PARTITO. Renzi ha ucciso il Pd, ne ha costantemente depresso la connotazione di sinistra, ne ha segato le radici con le critiche sue e dei suoi all'Ulivo, unica grande idea politica di questi anni recenti.
Ha creduto di essere entrato nella stanza dei bottoni, per dirla con Nenni, e li sta pigiando come un ragazzino tutti quanti e tutti quanti assieme.
Una componente che a lui si opponga tuttavia non può auspicare la caduta del suo governo. Sarebbe il trionfo di Tafazzi. Chi vuole togliergli lo scettro di comando deve essere più riformista di lui, deve ridare vita a un partito laico e aperto, libero da camarille, anche da quelle toscane.
L' Italia ancora oggi ha bisogno di rivoluzionari tranquilli, cioè di uomini e donne che cambino lo stato delle cose ridando serenità e soprattutto garantendo che la classe di governo non ha interessi propri da difendere.
IL MOMENTO GIUSTO PER ROSSI. Questa componente può nascere attorno a un uomo di sinistra sperimentato, non assatanato di potere, in grado di pilotare con testa sgombra una macchina scalcinata che spesso va veloce e spesso si ferma.
Io penso al governatore della Toscana Enrico Rossi.
Ha le caratteristiche adatte al ruolo. I ragazzi della sinistra Pd hanno qualità ma devono far dimenticare due fallimenti: quello con Bersani e quello di questi mesi di opposizione interna, ideologica e priva di risultati.
Detto questo, su Lettera43.it scriverò di politica come provo da tempo a fare senza infilarmi qui in una campagna elettorale.
Volevo solo per lealtà dire dove mi collochero questi mesi, dopo anni di inattività politica.

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