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CAMPIDOGLIE 29 Febbraio Feb 2016 2101 29 febbraio 2016

Roma, Marchini vince ai gazebo della Lega

Ai gazebo romani del Carroccio vince il costruttore "calce e martello". Bertolaso candidato del centrodestra? Matteo Salvini vuole le primarie.

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Alfio Marchini.

Alfio Marchini, il costruttore il cui nonno era soprannominato 'Calce e Martello' per via della tradizionale vicinanza della famiglia al vecchio Partito comunista, ha vinto la consultazione dei gazebo della Lega Nord a Roma. Alfio, pronipote di quell'Alvaro Marchini che donò il palazzo di Botteghe Oscure al Pci, offre così a Matteo Salvini lo spunto per chiedere agli alleati di Forza Italia e Fratelli d'Italia vere primarie di centrodestra, con cui scegliere il candidato sindaco al Campidoglio.
MARCHINI BATTE PIVETTI, STORACE E BERTOLASO. Marchini corre da indipendente. Ai gazebo leghisti ha preso 4.534 voti su oltre 15 mila schede, staccando di quasi mille preferenze l'ex presidente della Camera Irene Pivetti. Terzo Francesco Storace con 3.069 voti, soltanto quarto Guido Bertolaso, candidato ufficiale del centrodestra, con 2.203 preferenze.
LA SINISTRA GONGOLA. Sulla scorta di questi numeri il segretario della Lega Nord, inventore del sondaggio 'Per Roma ora parli tu', ha chiesto agli alleati Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni le primarie di coalizione. La leader di Fratelli d'Italia, quinta con 955 voti davanti a Souad Sbai di Noi con Salvini, ha risposto stizzita: «Vogliamo sapere se Bertolaso è il candidato unitario del centrodestra. Basta un sì o un no». L'ex capo della Protezione civile ha preferito tagliare corto: «Non c'è tempo per discutere sul chi». Come a dire: in campo ci sono già io. Dall'altra parte, però, gli avversari gongolano e raccontano di un centrodestra nel caos.
SALVINI: «BERTOLASO? PENSAVO PRENDESSE MENO VOTI». Salvini stesso, forse inconsapevolmente, ha rincarato la dose, dicendosi stupito dei voti presi da Bertolaso: «Onestamente pensavo che prendesse meno consensi». Il suo obiettivo è convincere il centrodestra a riaprire la partita: «Fermiamoci. Io sono pronto a un passo indietro. Così il centrodestra perde e fa il più grande regalo possibile a Matteo Renzi. Mettiamoci attorno a un tavolo. Vediamo se non è il caso di coinvolgere tutti i cittadini in una giornata di partecipazione», ha detto il segretario del Carroccio
MARCHINI: «CERCHIAMO UNA SINTESI». Tradotto: il leader della Lega vuole le primarie di coalizione. E al suo fianco si è schierato anche Umberto Bossi: «A Roma è un casino, se ne esce solo con le primarie. La proposta di Salvini è giusta. Ora Matteo deve parlare con Berlusconi».
Nel frattempo Alfio Marchini si mostra ecumenico: «È giusto continuare a cercare la sintesi tra le diverse storie politiche, che sono una ricchezza e non certo un limite». Ma Giorgia Meloni prova a chiudere definitivamente la porta: «Si continua a perdere tempo senza motivo. Fratelli d'Italia e i romani vogliono sapere cosa intendete fare e se Guido Bertolaso è il candidato unitario del centrodestra. Fratelli d'Italia si regolerà di conseguenza», ammonisce rivolta alla Lega.
STORACE: «IL CENTRODESTRA SI SFASCIA». Il candidato Bertolaso, dal canto suo, ribadisce l'impegno: «Ho iniziato questo percorso con l'intenzione di unire, non certo di dividere, e sono convinto che l'unità del centrodestra sia il punto di partenza fondamentale da cui è nata la mia candidatura. Non c'è più tempo da perdere a discutere sul chi. Occorre lavorare insieme sul cosa fare per Roma».
Francesco Storace, leader della Destra, mette il dito nella piaga: «Il centrodestra si sfascia perché hanno preteso di fare tutto da soli. E non ne sono stati capaci, avendo scelto il candidato sbagliato».

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