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PERSONAGGIO 3 Marzo Mar 2016 1407 03 marzo 2016

Elezioni Usa 2016, fenomenologia del fake Anderson

Lo scrittore Nardone ha creato il candidato fasullo Anderson. Ripreso dalla Bbc. E con oltre 26 mila sostenitori su Twitter. «È così credibile da sembrare reale».

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Quella che stiamo per raccontare è una storia a un passo dall’incredibile.
Volendo citare Alessandro Manzoni, si potrebbe dire che la vicenda parte proprio da «quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti…».
Tuttavia non è di Manzoni che si parla, ma di un altro Alessandro. All’anagrafe Nardone.
TUTTO INIZIA CON UN LIBRO. È lui, 39enne comasco, il primo cittadino italiano pronto a 'sfidare' Donald Trump e Hillary Clinton per le presidenziali Usa del 2016. Grazie a un candidato “fake”: Alex Anderson.
Ma chi è Alex Anderson? Per spiegarlo è necessaria una rapida premessa partendo dal titolo di un libro: Il predestinato. Si tratta di una spy story (scritta da Nardone e pubblicata da Youcanprint, editore leader nel settore del selfpublishing), molto articolata e ricca di colpi di scena ambientata negli Stati Uniti.
Come spesso accade, i libri sono l’opposto della politica. Sono opere di finzione capaci, però, di scandagliare e raccontare la verità.
LA FIGURA DEL REPUBBLICANO ANDERSON. In questo contesto si staglia la figura del protagonista, Alex Anderson, membro del Congresso di area repubblicana, con tanto di prestigiosa laurea conseguita a Yale.
Il giovane rampollo diventa obiettivo di un ex agente Cia famoso per aver reso pubblici documenti riservati di interesse nazionale. Fra loro si snoda, nell’ombra, la società paramassonica 'Skull and Bones” di cui Alex è membro (nella realtà ne fanno parte sia John Kerry sia l'ex presidente degli Stati Uniti, George W. Bush).
Se gli attentati dell'11 settembre 2001 rappresentano la genesi del libro i casi Datagate e Wikileaks, rielaborati e rivisitati dall’autore, ne incarnano l’anima.

La home del sito www.alexanderson2016.com.

Dai tweet ai ccomunicati stampa: una campagna elettorale vera e propria

Qui termina la premessa e inizia la realtà virtuale. Alex, infatti, esce dalle pagine del romanzo e sbarca su Twitter.
È lo stesso Nardone a spiegare a Lettera43.it l’evoluzione del personaggio diventato candidato. «Quella di Alex è un’avventura nata per il lancio del romanzo negli Usa ma che, con il trascorrere delle settimane, ha preso una piega completamente diversa e per molti aspetti sorprendente», spiega l’autore, «portandomi a viverla come una campagna elettorale vera e propria, fatta di tweet, comunicati stampa e risposte alle migliaia di messaggi ricevuti da Alex. Qui è nata l’idea di sfruttare la campagna di un candidato “fake” per un motivo che ritengo assai più nobile, ovvero portare Edward Snowden e la questione riguardante il 'Grande Fratello', cui tutti siamo sottoposti, lì dove merita di stare, ovvero al centro del dibattito delle elezioni presidenziali americane».
Una storia, conclude Nardone, «che contiene una moltitudine di spunti di riflessione che, a breve, avremo modo di approfondire ulteriormente».
26 MILA FOLLOWER SU TWITTER. L’account twitter ufficiale di Alex Anderson (@americaisnow) registra più di 26 mila follower. Senza trucchi senza inganni. Il risultato più incredibile è ottenuto il 24 agosto scorso, giorno di lancio del video che dà inizio alla campagna elettorale: 48 mila visite sul sito www.alexanderson2016.com.
Dal giorno della sua creazione (22 giugno 2015) il portale di Alex Anderson totalizza poco meno di 180 mila visite con una media d’accesso di 750 utenti unici. Numeri che farebbero gola a molti politici italiani.
Tuttavia la cosa che più incuriosisce è questa: dopo gli Stati Uniti i lettori più affezionati del portale sono russi e ucraini. Insomma, si tratta di un fake che riapre attenzioni degne della Guerra Fredda.
IL CASO FINISCE SULLA BBC. Quale rapporto intercorre, dunque, tra realtà e finzione? Come è potuto accadere che in molti, dai normali cittadini fino agli addetti ai lavori, cadessero nella trappola?
È Nardone stesso a rispondere: «È possibile se il fake è credibile. Avrei potuto mettere online il più bel sito al mondo, fatto di orpelli e tecnologia avanzatissima ma, se fosse stata una scatola vuota, bella quanto si vuole ma pur sempre vuota, non avrebbe avuto chance. Nessun riscontro e nessuna efficacia. Sono stati i contenuti credibili il vero valore aggiunto. Hanno fatto presa tra gli utenti catturando l’attenzione dei lettori in ogni parte del mondo».
Attenzione che anche la Bbc ha voluto tributare al caso, dedicando ampio spazio all’interno del contenitore news.

  • Il video di lancio della campagna elettorale.

L'attendibilità della tesi e le potenzialità di internet

È azzardato definire Nardone un novello Orson Welles?
D’altra parte un parallelo divertente con la trasposizione radiofonica nell’ottobre 1938, durante la serie The Mercury Theatre on the Air della Cbs, del romanzo The War of the Worlds (La guerra dei mondi) di H. G. Wells, non è una bestemmia.
UN FAKE CREDIBILE. Altra situazione, altra tecnologia, certo, ma il senso resta quello. Può una burla risultare credibile? Sì, se ben congeniata.
Perché Nardone non ha fatto altro che evidenziare le incredibili potenzialità di internet grazie all’attendibilità delle tesi e dei contenuti esposti.
La libera informazione nel caotico e globalizzato mondo contemporaneo può essere, dunque, intaccata dall’esercizio della finzione se maneggiata in modo plausibile. Proprio Welles volle inserire nel lungometraggio F come falso dei fotogrammi mentre, alla moviola, è intento alla messa in opera del film. Perché la moviola è, per eccellenza, strumento di “falsità”.
FORGIATO A USO E CONSUMO DEL PUBBLICO. Come spiega il giornalista e critico cinematografico Claudio M. Valentinetti, «può fermare l’oggettività, dilatarla e ricostruirla».
Esattamente ciò che ha fatto Nardone attraverso Alex Anderson, un personaggio plasmato e forgiato a uso e consumo del pubblico.
La finzione è, dunque, una sorta di realtà guardata attraverso l’immagine distorta riflessa da uno specchio. Una tesi confortata anche dal genio di Pablo Picasso: «L’arte è una menzogna che ci fa raggiungere la verità».

Tweet di @americaisnow

Twitter @_MagliaNera_

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